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Arthur Rackham, l’eleganza del libro illustrato

Arthur Rackham, l’eleganza del libro illustrato

 

Arthur Rackham, Illustrazione per “Peter Pan nei giardini di Kensington”, 1906

Arthur Rackham, Illustrazione per “Peter Pan nei giardini di Kensington”, 1906

Se credi che Peter Pan sia stato l’unico bambino che mai abbia voluto fuggire, significa che hai del tutto dimenticato la tua infanzia.”

(James Matthew Barrie)

Ritenuta per molto tempo una fra le arti minori, la sorellastra ordinaria della più nobile pittura, l’illustrazione del libro conobbe una splendida fioritura negli ultimi decenni dell’Ottocento.

La patria principe di questo rinnovato interesse fu l’Inghilterra, dove lo sviluppo di nuove tecniche di stampa e la riforma estetico-sociale promossa da William Morris contribuirono ad incrementare la produzione di libri illustrati. Furono soprattutto i libri per l’infanzia a beneficiare del lavoro di numerosi artisti che si prestarono, senza tema di dedicarsi ad un’opera di secondaria importanza, alla realizzazione di splendide immagini atte a sollecitare la fantasia dei fanciulli e, in certi casi, a reinterpretare la realtà fiabesca concepita dagli scrittori.

Una delle personalità di maggior successo, fra gli artisti e gli illustratori inglesi del primo Novecento, fu Arthur Rackham. In quasi quarant’anni di carriera egli realizzò circa centocinquanta libri illustrati, tremila illustrazioni a colori e in bianco e nero, oltre a numerose tele ed acquarelli.

Nato a Londra nel 1867, nel quartiere meridionale di Lambeth, quarto dei dodici figli del segretario legale londinese Alfred Thomas Rackham, Arthur dimostrò fin da piccolo una certa predilezione per il disegno. Interessato a prendere nota di tutto ciò che lo circondava, egli visitava spesso il Museo di Storia Naturale o il British Museum riproducendone gli esemplari, oppure se ne andava in giro per la campagna in bicicletta a realizzare oli ed acquerelli.

Dopo un soggiorno di otto mesi in Australia, all’età di sedici anni, Rackham tornò a casa deciso a diventare un artista. Trovò invece impiego nell’ufficio di assicurazione contro gli incendi di Westminster: otto lunghi e tormentati anni nei quali alternava al noioso lavoro impiegatizio la frequentazione ai corsi serali della Lambeth School of Art.

La sua prima grande occasione si presentò quando l’editore Dent gli commissionò un’edizione di The Ingoldsby Legends, pubblicata nel 1898. Critica e pubblico furono concordi nel decretare un nuovo talento nel mondo dell’illustrazione: il gusto per il grottesco ed il fantastico unito ad una linea fluida dalle movenze art nouveau, si dimostrarono la cifra stilistica peculiare della penna di Rackham.

Arthur Rackham, Illustrazione per “Undine”, 1909

Arthur Rackham, Illustrazione per “Undine”, 1909

A questa seguirono numerose le richieste per l’illustrazione di fiabe, ma anche di libri per adulti, come Sogno di una notte di mezza estate, Undine, Il Rhinegold e la valchiria e i Racconti di Edgar Allan Poe.

I libri illustrati da Rackham erano esemplari lussuosi e di pregio, forse troppo ricchi ed elegantemente elaborati per essere sfogliati da dei bambini: vere e proprie opere uniche da considerarsi più come cartelle rilegate di immagini.

Nonostante l’aspetto posato e l’atteggiamento equilibrato, Arthur Rackham era un uomo dalla fantasia strabordante: creature mostruose, alberi mirabolanti, elfi, orchi e fate popolavano le sue tavole, affascinato com’era dai personaggi fantastici delle leggende nordiche a cui si ispirava.

Sicuramente il libro di maggior successo da lui illustrato fu Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie: un’interpretazione magistrale deliziosamente e riccamente liberty.

Rackham era intenzionato a portare una ventata di novità e di freschezza nel favoloso mondo di Alice, una storia a cui era profondamente legato fin dalla tenera età. Scelse sua figlia come modella per reinterpretare i disegni originali di Tenniel, e la sua protagonista divenne femminile e raffinata, con un età un po’ più grande di quella immaginata da Carroll. Da bambina petulante, Alice si trasformò in una giovane adulta dai modi affettuosi, incantevole ed incantata sullo sfondo di una realtà sotterranea ricca di suggestioni neogotiche e preraffaellite.

Il risultato fu un’edizione superba, capace di sedurre adulti e bambini per quel miscuglio di delicata bellezza e di grottesca visionarietà.

Nell’esemplare integrazione tra parola ed immagini, quest’opera supera la realtà ordinaria per condurre il lettore nei territori della fantasia perchè, come diceva la stessa Alice, “A che serve un libro senza immagini o dialoghi?

Arthur Rackham, l’eleganza del libro illustrato ultima modifica: 2019-01-12T16:58:31+00:00 da barbara
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