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Le gioie dell’arte

Le gioie dell’arte

Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell'Agnello mistico, dettaglio dell'Angelo, 1426-1432

Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello mistico, dettaglio dell’Angelo, 1426-1432

Nella storia dell’arte molte opere si presentano come una sfavillante vetrina di ori e di pietre preziose.
Perle, diamanti, topazi, lapislazzuli, camei, alabastri ed altre meraviglie compaiono in molte tele rivestendo, il più delle volte, sottili significati simbolici.
La minuta e dettagliata pittura fiamminga ci offre un grande repertorio di monili, L’Adorazione dell’agnello mistico, polittico dei fratelli van Eyck, è sicuramente esemplare in tal senso.

La tavola, collocata nella cattedrale di San Bavone a Gand, è una mirabile sintesi dell’esperienza pittorica; arte sacra e profana, natura morta e nudo, paesaggio e ritratto, tutto concorre all’allestimento di questa stupefacente figurazione. Una vera e propria rivelazione della realtà fenomenica percepibile a livello empirico.

Negli sportelli che chiudono il polittico sono rappresentati l’angelo Gabriele e Maria: una corona cinge il capo dell’angelo, sulla fronte risplende uno smeraldo contornato da sei perle sormontato da una croce d’oro, il mantello è tenuto fermo da una spilla d’oro con uno smeraldo e quattro perle; la Vergine ha una spilla di smeraldo e perle a reggere il mantello. Questi i preziosi che ornano il polittico chiuso che, una volta aperto, dispiega tutto il fasto della gloria divina. Perle, oro e gemme sono diffusi ovunque, soprattutto nelle figure di Cristo e di Maria: il lusso della materia come espressione del trionfo del Supremo.

Agnolo Bronzino, Ritratto di dama con cagnolini, dettaglio, 1530-1532

Agnolo Bronzino, Ritratto di dama con cagnolini, dettaglio, 1530-1532

Più casto e sobrio appare il nostro Rinascimento nell’uso dei gioielli, sia per la quantità, che per la temperatura cromatica. Anche nelle opere più ricche si fatica a trovare una perla o una gemma.

Raffaello utilizzò oro e gemme esclusivamente per le tiare dei pontefici; il Bronzino nel Ritratto di dama con cagnolini dispose nell’acconciatura dei capelli un diadema e al collo una collana d’oro tempestata pietre preziose; Piero della Francesca ornò il Ritratto di Battista Sforza di perle e gemme, ma, in tutti questi casi, la raffinata eleganza italiana ebbe la meglio sul tripudio fiammingo.
In quest’epoca il gioiello cominciò a perdere le sue caratteristiche simbolico-rituali per assumere una connotazione laica, come ornamento personale. Diviene inoltre sempre più fitto il rapporto che lega il gioiello alle arti figurative; pittori e scultori erano soliti fare pratica nelle botteghe degli orafi per affinare la loro tecnica. Il gioiello inizia a diventare un oggetto intimamente connesso alla moda, agli usi e ai costumi.

Nel corso del Cinquecento si sviluppò tutto un filone rappresentativo dove il gioiello adorna ed esalta la nudità dei corpi. Un’iconografia che rivestì un posto di primo piano nelle Veneri di Paolo Veronese dove solo le perle risplendono sulle pelli candide di queste graziose fanciulle: Marte e Venere legati da amore, Marte che spoglia Venere o ancora Venere, Vulcano, Proserpina e le hore.

Paolo Veronese, Marte e Venere legati d'amore, 1578

Paolo Veronese, Marte e Venere legati d’amore, 1578


Una dirompente carica di erotismo stravolge, sconvolge e rinnova gli sfarzi della gotica pittura borgognona: i gioielli non più come simbolo della potenza divina ma come esaltazione della bellezza terrena. Una mondana sensualità già tutta moderna che dalle matrone cinquecentesche alle esili figure klimtiane, svilupperà tutto un repertorio di rappresentazioni dove i gioielli diverranno il segno tangibile di uno status sociale.

Come il gusto segue la storia, così i gioielli diverranno materia per artisti, sviluppando forme caratteristiche e peculiari.

Alla fine del diciannovesimo secolo, di pari passo con un nuovo interesse per le arti applicate stimolato dall’Art Nouveau, nascono i grandi nomi della gioielleria: il gioiello diviene così un prodotto d’arte nella sua unicità di ideazione.

Le gioie dell’arte ultima modifica: 2018-11-18T19:22:25+00:00 da barbara
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