Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!

La magia dell’Unicorno

La magia dell’Unicorno

Gustave Mourea, Unicorni, 1885

Gustave Mourea, Unicorni, 1885

Magico animale dai poteri curativi, l’Unicorno affonda le sue origini in Oriente, in quella terra arcana e incantata, esotica e misteriosa, dove il sogno sembra possibile.
La sua prima testimonianza si trova nel Li-Ki, uno dei cinque classici della cultura cinese, che descrive le forme sociali, i riti e le cerimonie di corte della dinastia Zhōu. Ma la prima raffigurazione pare risalire addirittura al paleolitico e si troverebbe tra le famose pitture rupestri di Lascaux. Tra immagini note di cavalli, bisonti e tori compare un curioso essere con un lungo corno sulla testa e un ciuffo di peli sotto il muso: il nostro leggendario Unicorno?
Comunque sia, il mito giunse in Occidente tramite Ctesia, storico e medico alla corte persiana, che riferiva di aver visto in India “… asini selvatici simili a cavalli e più grandi; bianchi di corpo, col capo rosso purpureo e occhi blu. Hanno un corno sulla fronte della grandezza di un cubito […]”.
Altri viaggiatori, fra cui Marco Polo, riportarono resoconti su questo strabiliante animale: differenti nella descrizione fisica, ma tutti concordi nell’attribuire qualità miracolose e guaritrici al suo corno, detto alicorno. Si riteneva infatti che avesse il potere di neutralizzare le malattie e perfino il veleno.
Dall’antichità la chimerica creatura giunse fino al Medioevo, impreziosita da una graziosa leggenda. Nel Physiologus, opera anonima redatta nel II secolo d.c., si narra che l’unicorno può essere catturato usando come esca una giovane vergine. Solo in questo caso l’indomita fiera viene ammansita divenendo una facile preda per i cacciatori. Vedendo nella vergine la figura di Maria e nel cacciatore quella dello Spirito Santo, la cultura cristiana interpretò la cattura dell’Unicorno come un’allegoria dell’Immacolata Concezione.

Domenichino, Vergine con Unicorno, 1604

Domenichino, Vergine con Unicorno, 1604


Cultura e pagana e cultura cristiana diedero forza alla favola dell’Unicorno fino a farlo diventare un archetipo dell’immaginario collettivo.
Simbolo di purezza e castità, di forza e generosa vittoria, grazie alle sue proprietà taumaturgiche, divenne oggetto delle brame di papi, principi e re, disposti a pagare grandi quantità d’oro pur di impossessarsi del del suo corno.
Ben tre corni si trovano nella Basilica di San Marco a Venezia, quattro corna compaiono nell’inventario del tesoro papale di Bonifacio VIII, Elisabetta I ne esibiva uno nella sua stanza delle meraviglie. In realtà si trattava di zanne di narvalo, un cetaceo dei mari del Nord, vendute da astuti mercanti sorretti dalle teorie di medici ed eruditi.
Si creò così una vera e propria follia collettiva che, attraverso immagini e descrizioni, diede corpo reale a questa creatura fantastica.
Una creatura che non ha mai smesso di affascinare fino ai nostri giorni dove, perduta la reale conoscenza del mito, è rimasta un’ancestrale attrazione per un animale che continua a percorrere le lande del sogno e della fantasia.


Levò la fronte, il Santo; e, repentina,
cadde dalle sue labbra la preghiera;
ché tacito avanzava il favoloso
bianco animale dalle tristi immense
pupille supplichevoli di cerva.
L’eburnea levità delle sue gambe
moveva in lene ritmo equilibrata:
pe’l manto gli scendea quasi un divino
riflesso di candore; e dalla placida
fonte polita s’appuntava – fulgido
come una torre nell’albor lunare
l’unico corno. Parea c’ogni passo
lo ergesse sempre di più di contro ai cieli.
Avean le labbra sue, dalla cinerea
rosea peluria, un tenue sogghigno,
onde scattava, più bianco tra’l bianco,
il balenìo dei denti. – Un aspirare
d’avide froge, uno sbuffar leggero.
Ma i suoi sguardi, infiniti, entro lo spazio
gittavan forme, immagini lontane,
creando azzurre fantasie di Mito.
(Rainer Maria Rilke, l’Unicorno)

La magia dell’Unicorno ultima modifica: 2018-04-16T21:41:15+00:00 da barbara
No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.