"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Dorothea Tanning, una vita per l’arte

Dorothea Tanning, una vita per l’arte

Irving Penn, Dorothea Tanning e Max Ernst, New York, 1947

Irving Penn, Dorothea Tanning e Max Ernst, New York, 1947

La sua esistenza come artista è stata drammaticamente compromessa dalla sua esistenza come moglie di Max. Ma l’amore trionfa su tutto. Lo avrebbe rifatto? Sì.”
(Dorothea Tanning)

Una donna di grande talento, il cui valore fu offuscato dalla figura del marito; una storia come tante in un mondo dominato dalla figura maschile. Ma quando i protagonisti sono Dorothea Tanning e Max Ernst, ecco che la storia tende ad assumere dei risvolti interessanti.

Nata a Galensburg, in Illinois, il 25 agosto 1910, fin dalla fanciullezza si distinse per le sue straordinarie doti creative. Lasciò ben presto il suo piccolo paese, un posto “dove stai seduta sul divano aspettando di crescere”, come lei stessa ebbe modo di dire, per esplorare orizzonti più ampi e approfondire la sua principale passione, la pittura.
Nel 1936 giunse a New York, all’epoca centro propulsore delle nuove tendenze artistiche. Qui, visitando l’esposizione Fantastic Art, Dada and Surrealism, venne a contatto con l’avanguardia surrealista e conobbe uno dei suoi principali interpreti, Max Ernt. Colpito dalla sua arte ed ammaliato dalla sua avvenenza, Ernst la invitò a partecipare alla mostra Thirty Woman, organizzata nel 1942 da Peggy Guggheneim nella sua avveniristica galleria newyorkese, vivace punto di incontro tra i nuovi artisti americani e la cultura della vecchia Europa.
Galeotta fu la mostra che diede modo alla Tanning di farsi notare per le sue doti artistiche e anche di entrare definitivamente nelle grazie del grande maestro surrealista. E così, nel 1946, dopo essersi separato dalla Guggheneim, Max contrasse nuove nozze con Dorothea, in una doppia cerimonia con Man Ray e Julie Browner.
Erano una coppia splendida. Lei giovane, affascinante, radiosa, creativa; lui alto, magnetico, con i capelli ormai bianchi, ma con un vigore ancora intatto.
I due vissero assieme fino alla morte di Ernst avvenuta nel 1976, risiedendo per lo più in Francia, tra Parigi e la Provenza.

Kay Bell, Dorothea Tanning Max Ernst Man Ray e Julie Browner, Honolulu, 1952

Kay Bell, Dorothea Tanning-Max Ernst-Man Ray e Julie Browner, Honolulu, 1952

Pittrice, poetessa e scrittrice, la Tanning ebbe una lunga e fervida carriera artistica, segnata da profondi cambiamenti e rivisitazioni espressive. Non desiderava essere ricordata solo come una surrealista, ma era convinta del fatto che quello sarebbe stato il suo destino; come lei stessa ebbe modo di dire in un intervista rilasciata nel 2001: “scommetto che mi porterò dietro l’etichetta di surrealista per sempre, come un tatuaggio. Il movimento si è concluso negli anni ’50 e il mio lavoro è evoluto da quegli anni, tanto che essere definita una surrealista oggi mi fa sentire come un fossile.”

Lavorò fino alla morte avvenuta nel 2012 a 101 anni di età e, anche se la sua opera non può essere ridotta alla felice stagione surrealista, fu sicuramente quella più intensa e culturalmente interessante soprattutto per le relazioni che seppe instaurare con gli artisti più noti dell’epoca. Da André Breton a Marcel Duchamp, da Joan Mirò a René Magritte, da Salvador Dalì a Pablo Picasso, da Joseph Cornell a Dylan Thomas e, sopra tutti, l’eclettico, accattivante,

Rispetto ai suoi colleghi maschi, la pittura della Tanning si distingue per una raffinatezza e un’eleganza tutta femminile. Le tematiche oniriche e surreali si fondono con temi cari alla donna e al mondo dell’infanzia, momento privilegiato del sogno e della fantasia.

Cambiano le stagioni e assieme cambiano gli stili, le forme e i colori; inalterata rimane la sua inventiva carica di suggestioni e di imprevisti accostamenti figurativi. La nota predominante è sempre quella di una delicata e struggente evasione in altri mondi, in mondi non tangibili, protagonisti della nostra vita interiore.

Artista-donna. Non esiste una cosa o una persona simile. E’ una contraddizione, come dire artista-uomo o artista-elefante. Puoi essere una donna e puoi essere un’artista. Ma la prima cosa è un dato di fatto, la seconda sei tu.”

(Dorothea Tanning, 1990)

 

 

 

Dorothea Tanning, una vita per l’arte ultima modifica: 2017-08-13T07:48:42+00:00 da barbara
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