"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Ellen von Unwerth, l’erotismo al femminile

Ellen von Unwerth, l’erotismo al femminile

Ellen von Unwerth, Claudia Shiffer per Guess, 1989

Ellen von Unwerth, Claudia Shiffer per Guess, 1989

Tutta l’arte è erotica.”

(Gustav Klimt)

La vita di Ellen von Unwerth è avvolta da un sottile velo di mistero; una sorta di aurea leggendaria pervade la sua biografia.

Nata nel 1954 a Francoforte, viene descritta da alcune fonti come orfana e data in adozione ad una comunità hippy che, ancora giovanissima, abbandonò per seguire una compagnia circense in qualità di assistente del lanciatore di coltelli. Cresciuta in un mondo inusuale e stravagante, Ellen respirò subito l’aria della libertà ed il senso dell’avventura, caratteristiche queste che connoteranno tutta il suo lavoro di fotografa.

Dopo aver trascorso dieci anni a posare come modella, decise di mettersi dall’altro lato dell’obiettivo, recando con sé un ricco bagaglio di nozioni apprese studiando i grandi maestri della fotografia al lavoro.

Divenuta celebre grazie alla campagna pubblicitaria per Guess, che lanciò una Claudia Schiffer allora sconosciuta, iniziò a collaborare con le più note riviste di moda affiancando, all’attività di fotografa, quella di videomaker.

La caratteristica distintiva dello stile della von Unwerth è la carica erotica che erompe dai suoi scatti; le sue donne non sono degli asessuati manichini, come tradizionalmente impone il mondo della moda, ma delle femmine sensuali e provocanti, consapevoli del proprio corpo e della sua carnalità. Sguardi ammiccanti, sorrisi maliziosi, labbra rosse, pose lascive: moderne pin up che giocano con il sesso con passione, curiosità e ironia.

Ellen von Unwerth,Anne Vyalitsyna e Irina Shayk, 2013

Ellen von Unwerth, Anne Vyalitsyna e Irina Shayk, 2013

Nelle stanze del piacere di Ellen von Unwerth, tra arredi barocchi ed eccentrici, si aggirano bellissime valchirie impegnate ad interpretare una parte sempre nuova e diversa: la dama imbellettata del Settecento, la chanteuse della Belle époque, la coniglietta di Playboy, la ricca ereditiera ninfomane e, sopra tutte, la maliziosa Lolita che, nell’immaginario di Ellen, incarna l’idea di una sessualità fanciullesca, dove la spensieratezza e la gioiosità si fondono con la perversione e l’aggressività.

Nei suoi servizi per stilisti e prodotti commerciali, nei suoi ritratti, nei suoi film, nelle sue edizioni speciali, la von Unwerth mette sempre in primo piano il fascino fatale delle femminilità, solleticando un edonismo ebbro e languido che satura e intorbidisce l’occhio dello spettatore.

Ogni persona, cosa o situazione inquadrata dal suo piccante obiettivo appare fatata, giocosa, appetibile. Un erotismo puro, mai morboso o torbido, convive con una ironica innocenza, esaltando il lato più ludico e spensierato del nostro essere uomini.

Con le mie foto cerco solo di comunicare un senso di leggerezza che può aiutare a trovare la gioia senza troppi intellettualismi.”

(Ellen von Unwerth)

Ellen von Unwerth, l’erotismo al femminile ultima modifica: 2017-04-08T14:31:22+00:00 da barbara
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