"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Edward Steichen, il maestro della sperimentazione

Edward Steichen, il maestro della sperimentazione

 

Edward Steichen, Rose, 1914

Edward Steichen, Rose, 1914

La fotografia registra la gamma dei sentimenti inscritti sul volto umano, la bellezza della terra e dei cieli che l’uomo ha ereditato e la ricchezza e la confusione che l’uomo ha creato. È una forza fondamentale per spiegare l’uomo all’uomo.”

(Edward Steichen)

Grande innovatore e sperimentatore, Edward Steichen, nel corso della sua prolifica e longeva carriera, si dedicò a vari generi fotografici cercando, per ciascuno di essi, di valorizzarne le specifiche caratteristiche: riservò agli still life la stessa attenzione dedicata ai ritratti; realizzò immagini di moda con la stessa cura offerta alle foto di guerra.


Nato nel 1879 a Bivange, un piccolo comune del Lussemburgo, a soli due anni emigrò con la famiglia negli Stati Uniti divenendo, a tutti gli effetti, un esponente della cultura americana.

Formatosi come pittore all’accademia di belle arti, Steichen si fece presto notare dal celebre fotografo Alfred Stieglitz che divenne il suo primo mentore e mecenate. Assieme a Stieglitz fondò il gruppo Photo-Secession, creò la famosa galleria 291 sulla Fifth Avenue e diede vita al periodico Camera Work, progetti questi finalizzati a far progredire la fotografia come espressione pittorica.

In seguito, dopo aver soggiornato a lungo in Europa, operando anche come responsabile fotografico delle forze militari statunitensi, Steichen abbandonò gli stilemi del pittoricismo per avvicinarsi agli emergenti principi della fotografia diretta; a questo periodo risalgono nature morte rese con nitidezza e perfezione compositiva, ma anche reportage di guerra tradotti con prepotente realismo emotivo.

Edward Steichen, Foto per Vogue, 1925

Edward Steichen, Foto per Vogue, 1925

Nel 1923 ebbe inizio una nuova e straordinaria fase della sua carriera che coincise con la nomina di responsabile delle edizioni Condé Nast in particolare delle riviste Vogue e Vanity Fair: una delle posizioni più ambite e prestigiose nell’ambito della fotografia commerciale.
Un incarico, questo, che strideva con il virtuoso principio dell’Arte per l’Arte promosso dal suo maestro Alfred Stieglitz, ma che Steichen decise di assumere consapevole del fatto che, anche un lavoro fatto su commissione, potesse assumere la valenza di un’opera d’arte.

E in effetti egli dimostrò la sua straordinaria capacità visiva realizzando, nel corso degli anni, un’opera di incredibile brillantezza. Non fu un mero esecutore al servizio del mondo della moda, ma, con il suo talento e la sua energia, seppe dare vita ad una nuova concezione della fotografia di moda, riuscendo a rendere affascinante la cultura contemporanea ed i suoi protagonisti.

Immagini caratterizzate dalla versatilità dell’approccio, capaci di restituire diversi e privilegiati punti di vista delle modelle e degli abiti: sedute girate di schiena su poltrone, per esaltare lo scollo del vestito, immortalate di profilo, per far vedere il profilo di un cappello, oppure inquadrate in un dettaglio del corpo per evidenziare il motivo di un accessorio.

Edward Steichen, Ritratto di Greta Garbo, 1929

Edward Steichen, Ritratto di Greta Garbo, 1929

A questo periodo risalgono anche numerosi ritratti mondani di un’intera generazione di registi, attori, ballerini, scrittori, statisti, musicisti e molte altre celebreties: da Greta Garbo a Marlene Dietrich, da Lee Miller a Thomas Mann, da Katharine Hepburn a Marion Morehouse, la sua musa ispiratrice.

Ricercatezza della composizione, attenta orchestrazione delle luci, maniacale studio dei dettagli, sono le caratteristiche distintive del lavoro di Steichen, dove nulla è lasciato al caso, ma dove ogni elemento è finalizzato alla resa definitiva dell’immagine perchè, come egli sosteneva, missione della fotografia è spiegare l’Uomo all’Uomo, e ogni Uomo a se stesso.

 

Edward Steichen, il maestro della sperimentazione ultima modifica: 2017-02-28T15:54:21+00:00 da barbara
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