"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Les liaisons dangereuses del cenacolo preraffaellita

Les liaisons dangereuses del cenacolo preraffaellita

 

Edward Burne-Jones, La seduzione di Merlino, 1874

Edward Burne-Jones, La seduzione di Merlino, 1874

Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa.”

(Khalil Gibrain)

Arte italiana, letteratura e soprattutto donne, queste erano le passioni che animavano l’esclusivo cenacolo dei Preraffaelliti.

Un amore viscerale per l’arte italiana da Giotto a Botticelli, una dedizione esasperata per la letteratura, dai classici latini a Dante, dalla mitologia a Shakespeare, dalla Bibbia a William Blake, ed un tema fisso ed imperante, le donne, protagoniste indiscusse delle loro tele e dello loro travagliate esistenze sentimentali.

Donne angeliche, dalla bellezza diafana e misteriosa, intrise di un casto medievalismo, oppure femme fatale, seducenti e sensuali, attraenti e morbosamente allucinate, travestite da divinità oppure da eroine storiche.

 

In questa confraternita così ristretta presero forma ménage molto particolari ed ambigui: modelle-mogli, mogli-amanti, modelle-amanti, tormenti ed estasi che, in alcuni casi, portarono a gesti estremi.

Elisabeth Eleanor Siddal lavorava come commessa a Leicester Square quando Walter Howell Deverell la scoprì.

Attraente fanciulla dalla chioma ramata, divenne la modella prediletta dei Preraffaelliti, incarnando perfettamente il prototipo della casta vergine.

Nel 1860 Rossetti sposò la giovanissima Siddal che, da quel momento, fu moglie e modella esclusiva dell’artista.

Un’unione esasperata e travagliata, fatta di attimi di intenso ardore ma anche di momenti di grande disperazione dovuti sia alla bizzarra personalità di Rossetti, sia alla fragilità psichica della Siddal.

Le sue fattezze animeranno i sogni poetici e pittorici rossettiani, in un connubio tra arte e vita dagli aspetti, talvolta, inquietanti e perversi. “Solo guardandola riesci ad emendarti dei tuoi peggiori difetti”, diceva di lei Ruskin, esaltandone l’incredibile avvenenza al cui giogo era impossibile sottrarsi.

John Everett Millais, Ofelia, dettaglio, 1851-1852

John Everett Millais, Ofelia, dettaglio, 1851-1852

 

Dall’amore intenso nei confronti della Siddal e dalla sua idealizzazione come donna angelica e pura, nacquero numerose opere dal tema dantesco: un rinnovato dolce stil novo dove Dante e Beatrice sono sì Dante e Beatrice, ma anche Dante Rossetti ed Elisabeth Siddal. Opere assai intime ed elegiache dove viene sublimata la realtà, portandola ad un livello di esaltazione adamantina.

Nella vita concreta la Siddal non era in quell’essere grazioso e perfetto ed il rapporto tra i due era connotato da forti gelosie e tensioni emotive.

Elisabeth Siddal aveva in effetti un carattere forte e deciso, come si evince dai suoi autoritratti, di salute assai cagionevole, soffriva di crisi depressive e faceva uso del laudano per alleviare le sue tensioni psichiche: l’Ofelia di Millais, per cui posò stando immersa per ore in una vasca da bagno, pare essere una prefigurazione del triste destino a cui andrà incontro a soli trentatré anni.

Nel 1861 Elisabeth diede alla luce un bambino nato morto questo fatto, unito ad una presunta relazione che il marito intratteneva con la modella Jane Burden, la fece precipitare in un abisso di disperazione da cui non si riprese più.

L’11 febbraio 1862, Rossetti trovò la moglie priva di vita nel suo letto, stroncata da una dose letale di laudano: il lato mortifero dell’amore aveva preso così il sopravvento.

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1863

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1863

Beata Beatrix, del 1863, rappresenta un esplicito omaggio di Rossetti alla moglie morta: dilaniato dal dolore, egli si identificherà sempre di più con il poeta italiano e con la sua triste vicenda amorosa.

Se Elisabeth Siddal, nell’immaginario preraffaellita, rappresentava il lato pulito della bellezza femminile, Jane Burden ne esaltava quello più carnale e fatalmente provocante.

Figlia di uno stalliere e di una lavandaia, entrambi analfabeti, Jane crebbe in assoluta povertà nell’angusta St Helen’s Passage, strada meglio nota come Hell Passage (passaggio infernale).

Non possedeva alcuna ricchezza tranne la sua straordinaria ed incredibile bellezza: “guardandola è difficile dire persino se sia un originale o la copia di un quadro. In ogni caso è una meraviglia”, così la descrisse lo scrittore americano Henry James.

L’umile vita della Burden mutò improvvisamD

I due, colpiti dall’avvenenza della fanciulla, le chiesero di posare come Ginevra per una serie di affreschi sul ciclo di Re Artù: la parabola di Cenerentola si era così compiuta.

La Burden divenne l’immagine simbolo dei Preraffaelliti che ritrovarono in lei uno splendido connubio tra rozzezza nobile e selvaggia bellezza anticlassica, caratteristica peculiare dello stile gotico secondo una visione ruskiniana.

Sposatasi il 26 aprile 1859 con William Morris, guadagnò così prestigio sociale ed una raffinata educazione.

Se Morris era perdutamente innamorato della moglie, Rossetti ne era addirittura ossessionato, ancora scosso dalla morte di Elisabeth, la ritraeva continuamente mai pago della sua presenza.

Dante Gabriel Rossetti, Persefone, 1874, modella Jane Burden

Dante Gabriel Rossetti, Persefone, 1874, modella Jane Burden

Si è a lungo mormorato di una presunta relazione fra Rossetti e la Burden, cominciata quando la Siddal era ancora viva, di attriti tra Morris e Rossetti per la contesa dell’amata: una storia di rancori e tradimenti della cui veridicità non è dato sapere.

William Morris si rifece intrecciando una relazione con Georgiana Macdonald, consorte di Edward Burne-Jones. E se Georgiana lo tradiva con il collega, altrettanto faceva Edward il quale manteneva un rapporto con la scultrice Maria Zambaco, la quale, qualche volta, s’era prestata a fargli da modella.

Una commistione così stretta fra vocazione artistica ed ideale esistenziale, fra spazi fisici e reti emotive condivise, portò, dunque, all’instaurarsi di liaisons dangereuses all’interno della confraternita.

La mitizzata arte italiana giocò il ruolo del filtro erotico in questo cenacolo di artisti: un universo carico di raffinato estetismo che si concretizzò in uno stile di vita.

I Prearaffaelliti furono una gilda di lussuriosi sognatori, dove le atmosfere rarefatte anelavano ad un mondo ideale, ad un vagheggiato primitivismo e ad un leggendario passato, non tralasciando una buona dose di sensualità e inquietudine, anticipatrici di uno spirito decadente.

Con l’affermarsi delle avanguardie storiche questi artisti vennero relegati nel dimenticatoio ed accusati di essere dei conservatori o, peggio, dei reazionari, in realtà essi aprirono la strada al Simbolismo e all’Art Nouveau.

Una confraternita fuori del proprio tempo e anticipatrice del futuro: mal compresa dai contemporanei, che la giudicarono sovversiva e rivoluzionaria, e destinata ad essere dimenticata negli anni a venire.

 

Les liaisons dangereuses del cenacolo preraffaellita ultima modifica: 2017-02-15T23:12:08+00:00 da barbara
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