"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Jeanloup Sieff, l’eleganza dell’obiettivo

Jeanloup Sieff, l’eleganza dell’obiettivo

Jeanloup Sieff, Autoritratto, 1986

Jeanloup Sieff, Autoritratto, 1986

“I buoni fotografi sono rari e indefinibili, ma essi hanno sempre un tratto in comune, quello di andare al di là di se stessi, d’essere più di ciò che potevano essere, di avere questa piccola musica … in breve di essere un po’ miracolosi. In fondo quelli che vengono chiamati grandi fotografi non sono che coloro ai quali questo incidente fortunato è arrivato un grande numero di volte, perché fare una buona foto è sempre vincere sull’azzardo. L’azzardo dell’incontro, della comprensione immediate, della sua trascrizione istantanea.

E proprio azzardata e miracolosa fu la scoperta della fotografia da parte di Jeanloup Sieff quando, all’età di quattordici anni, uno zio gli regalò per il compleanno una Photax, poco più di un giocattolo, ma che segnò la sua decisione di votarsi interamente al mondo della pellicola.

“Se non avessi ricevuto quella macchina fotografica, oggi sarei forse un attore, regista, scrittore o gigolò.”

Nato a Parigi nel 1933 da genitori polacchi, Sieff deve la sua fama alla fotografia di moda. Dagli inizi come reporter par la Magnum, ben presto iniziò a collaborare con le più prestigiose riviste del fashion: da Vogue a Queen, da Elle a Harper and Bazar, da Glamour a Esquire.

Paesaggi, nudi, corpi in movimento, ritratti sono i temi prediletti dall’artista ed ognuno di essi viene inquadrato con grande maestria ed originalità. Il tratto comune di tutti i suoi soggetti è la sospensione temporale, l’assoluta assenza di uno spazio e di un tempo definito. Il risultato sono delle immagini iconiche, sempre attuali e moderne.

Jeanloup Sieff, Nudo, 1985

Jeanloup Sieff, Nudo, 1985

Il lavoro di Sieff si caratterizza per la ricerca di una raffinata bellezza, coniugata ad un erotismo sofisticato, certamente provocante ma mai volgare. Attraverso un sapiente utilizzo del bianco e nero ed un accurato studio dell’immagine, è riuscito a conquistarsi un posto di primo piano nell’esaltazione del nudo femminile: forme levigate e sinuose, in posa o in movimento, ritratte nella loro intramontabile essenza.

“Tutti gli aspetti della fotografia mi interessano… Io provo per il corpo femminile la stessa curiosità e lo stesso amore così come per un paesaggio, un viso o qualsiasi altra cosa mi interessi. In ogni caso, il nudo è una forma di paesaggio.”

Grande appassionato di danza, amico di Rudolf Nureyev e collaboratore saltuario di Carolyn Carlson, Sieff ha sempre avuto una particolare predilezione per i corpi in movimento, attento nel cogliere il lato più profondo dell’arte del balletto: la fatica, l’energia, il sacrificio, la lotta per eseguire passi più o meno impossibili. Scatti che odorano di sudore e che risuonano dello scalpiccio indistinto delle scarpe da ballo sul pavimento.

“Ho sempre provato un’infinita tenerezza per coloro il cui corpo è un modo di esprimersi, uno strumento, in quanto, a differenza degli altri artisti, la loro carriera si conclude nel momento stesso in cui raggiungono il controllo totale della loro arte.”

Jeanloup Sieff, Ballerine, 1953

Jeanloup Sieff, Ballerine, 1953

Ritenuto per lungo tempo un autore cool e vagamente superficiale, in realtà la sua opera rivela, oltre l’apparenza patinata, una profondità di visione e un meticoloso studio dei grandi maestri del passato : una cultura vasta e completa volta a rileggere in modo del tutto personale la tradizione del genere. Il pittoricismo, l’uso del grandangolo, i vellutati giochi di luci e di ombre conferiscono all’opera di Sieff un posto di primo piano nel panorama fotografico del Novecento.

“Sono totalmente superficiale, lo so. Ma credo che la superficialità possa essere molto seria, una difesa contro la pesantezza delle cose, un modo per essere discreti.”

Jeanloup Sieff, l’eleganza dell’obiettivo ultima modifica: 2017-02-04T15:36:04+00:00 da barbara
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