"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Lucien Clergue, il cantore del Mediterraneo

Lucien Clergue, il cantore del Mediterraneo

Lucien Clergue, Nudo, Camargue, 1966

Lucien Clergue, Nudo, Camargue, 1966

La Camargue è la terra d’origine della mia famiglia. Per cinquant’anni, dal 1959, ho fotografato l’acqua come simbolo della Madre Terra e riflesso del paesaggio.”

(Lucien Clergue)

Scatti che profumano di sale, riscaldati dal sole, accarezzati dal vento, levigati dalle onde del mare.

L’opera di Lucien Clergue è intimamente legata alla natura della sua terra natia, la Camargue. Attraverso le sue foto Clergue ha saputo cogliere il sentimento più autentico di un luogo in cui l’uomo pare essere ancora un ospite temporaneo: un tripudio di colori e di lande selvagge dove pascolano tori indomiti e vivono cavalli allo stato brado.

Nato nel 1934 ad Arles da una famiglia di piccoli commercianti, Lucian Clergue si interessò fin da giovane alla fotografia. A vent’anni l’incontro decisivo con Pablo Picasso che lo spronò a coltivare questa sua passione. Tra il giovane fotografo ed il pittore nacque un’intensa amicizia, ricca di feconde collaborazioni, che durerà fino alla morte del maestro spagnolo.

Pablo Picasso, Cannes, 1956

Pablo Picasso, Cannes, 1956

Il suo lavoro, seppur nella varietà dei temi, ha sempre mantenuto la costante di uno sguardo attento sul mondo e sulla sua naturalità, una naturalità dove la figura umana è presente come una traccia o l’ombra di una presenza. La corrida, gli spettacoli dei saltimbanchi, i malinconici gitani, i ritratti degli amici illustri e i nudi di donna a cui deve la sua fama. Nudi che si confondono con la sabbia, i sassi e la spuma del mare: forme femminili e forme naturali che si mescolano in un allusivo gioco di luci e di ombre.

Le foto di Clergue indagano l’essenza più autentica delle passioni umane, archetipi ancestrali di una realtà originaria: eros e thanatos, femminile e maschile, sensualità e forza. Ricercando il principio fondante della realtà, l’artista ha saputo restituirci l’immagine di un’armonia che deriva dal caos: aspetti essenziali e necessari della vita.

Pulsioni, emozioni, drammi e tensioni sono sublimati nell’impeccabile visione di Clergue, capace di applicare una patina estetica a tutti i suoi soggetti. La sua opera testimonia l’elevazione del mezzo fotografico al rango artistico, argomento per il quale Clergue si batté durante tutta la sua carriera istituendo, nel 1970, i Rencontres d’Arles, tuttora una delle rassegne fotografiche più importanti d’Europa.

Morto a Nimes il 15 novembre del 2014, Clergue rimane uno dei più grandi interpreti di quella culla di cultura, mitologia e di storia che è il Mediterraneo.

Lucien Clergue, La Venere di Arles

Lucien Clergue, La Venere di Arles

I paesi del Mediterraneo sono l’inizio della civiltà. Le mie radici sono piene di questa civiltà del Sud, il teatro in particolare, la tragedia, e anche le sculture di donne nude. Ad Arles abbiamo la Venere di Arles. E’ lei la mia preferita.”

(Lucien Clergue)

 

 

 

 

Le foto che accompagnano l’articolo sono tratte dal sito di Anne Clergue:

http://www.anneclergue.com/Artists/Lucien-Clergue/Portfolio

 


 


 

Lucien Clergue, il cantore del Mediterraneo ultima modifica: 2016-04-15T14:07:15+00:00 da barbara
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