"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Henry Darger, artista “suo malgrado”

Henry Darger

Henry Darger, artista “suo malgrado”

“L’arte non viene a dormire nei letti che le hanno preparato, scappa appena si pronuncia il suo nome: quello che ama è l’incognito. I suoi momenti migliori sono quando dimentica il suo nome.”

(Jean Dubuffet)

Henry Darger, Illustrazione per "The Realms of Unreal"

Henry Darger, Illustrazione per “The Realms of Unreal”

Una vita modesta e solitaria cadenzata solamente dalle cerimonie religiose a cui prendeva parte. Un lavoro umile come custode di un ospedale cattolico a Chicago e una fissazione, quasi ossessiva, per la storia della guerra civile americana.
Henry Darger era una persona anonima, che passava inosservata allo sguardo della gente: vesti sciatte, un’infanzia difficile, privo di amici e di parenti. Nessuno avrebbe mai sospettato che dietro quell’esistenza in sordina si nascondesse una geniale forza creativa.
Quando nel 1973, al momento della sua morte, il suo padrone di casa, il fotografo Nathan Lerner, entrò nel suo appartamento si trovò di fronte alla realtà sublime prodotta dalla sua strabiliante immaginazione: quindici volumi di un romanzo dal titolo altisonante “The story of the Vivian Girls, in what is Known as the Realms of the Unreal, of the Glandeco-Angelinnian War Storm, Caused by the Child Slave Rebellion”, più comunemente noto come “The Realms of Unreal”. Un’opera mastodontica corredata da pannelli cartacei, alcuni lunghi fino a tre metri, illustrazioni e dipinti ad acquarello: composizioni semplici ma frutto di un immaginario sconvolgente.

Henry Darger, Illustrazione per "The Realms of Unreal"

Henry Darger, Illustrazione per “The Realms of Unreal”

Darger non sapeva disegnare e copiava ritratti che trovava nelle riviste o nei libri per l’infanzia dando forma ad una tipologia ripetitiva dei modelli rappresentati: inquietanti bambine, talmente simili tra di loro, da parere fotocopiate. Visioni private che non avevano nessuna pretesa artistica, ma di fuga da un mondo troppo misero e squallido.
Henry era nato a Chicago nel 1892, aveva appena quattro anni quando sua madre morì di parto. La piccola sopravvisse e fu data in adozione, egli non seppe più nulla della sorella ma, probabilmente, nella sua testa si formò l’idea che era stata una bambina ad uccidere la madre. E le bambine sono le protagoniste indiscusse della sua opera: bambine che vagano in un universo a volte tenero e a volte spaventoso, spesso contornato da creature sovrannaturali. Le bimbe di Darger sono spesso nude, talora in testa hanno corna ritorte, talora code lunghissime o ali colorate, spesso mostrano un piccolo membro maschile: particolari torbidi e strani che rendono assai inquietante e voyeuristica la natura del suo lavoro.
Traboccanti, barocche e vorticose, le illustrazioni di Darger ci immergono in una realtà fiabesca ed incantata. Ricche di dettagli e dalle tonalità seducenti esse aprono una finestra sull’estetica contorta e perturbante di Darger, un’ estetica non intenzionale, ma frutto di un impulso creativo puro ed autentico.
Hanry Darger, ritenuto dai conoscenti come un vecchio pazzo, è oggi considerato un’importante esponente dell’outsider art, ossia di quell’arte spontanea priva di intellettualismi o di pretese culturali: un’evasione che nasce come necessità per poi concretizzarsi nel gesto artistico.

“Gli amanti e i pazzi hanno il cervello così bollente,
la fantasia così formando, che apprendono
più che la ragione fredda mai capisca.”

(William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate, atto V, scena 1)


Henry Darger, artista “suo malgrado” ultima modifica: 2016-03-20T16:12:29+00:00 da barbara
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