"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Diego Velázquez: l’uomo nuovo della pittura moderna

Diego Velázquez: l’uomo nuovo della pittura moderna

“Preferirei essere il primo pittore delle cose comuni piuttosto che il secondo dell’arte più alta.”

(Diego Velázquez)

Diego Velázquez, Las Meninas, dettaglio dell'autoritratto del pittore, 1656

Diego Velázquez, Las Meninas, dettaglio dell’autoritratto del pittore, 1656

Durante il XVII secolo, il cuore del grande siglo de oro, Siviglia era una delle città più ricche e cosmopolite della Spagna. Forte di un’antica tradizione culturale e di un’economia assai florida, si trovava al centro di una scuola pittorica capace di contendersi a Madrid il ruolo di capitale.

Qui nacque nel 1599 Diego Rodríguez de Silva y Velázquez, figlio di un avvocato portoghese di origini ebree e di Jeronima Velázquez, appartenente alla nobiltà minore degli hidalgo. Cresciuto nella bottega di Francisco Pacheco, Velázquez presto abbandonò la terra natia per assumere l’ambita qualifica di pintor de Camera alla corte di Filippo IV.

Grande mecenate delle arti, Filippo IV sostenne largamente la carriera artistica e politica di Velázquez che, durante il suo cursus honorum, giunse alla concessione della croce di Cavaliere dell’Ordine di Santiago, tradizionalmente riservata solo alla nobiltà de sangre, e alla qualifica di hidalgo.

 

Diego Velázquez, Ritratto dell'Infanta Margherita, 1636

Diego Velázquez, Ritratto dell’Infanta Margherita, 1636

 

La storia artistica di Velázquez è intimamente legata all’ambiente di corte: Velázquez era un personaggio di corte, determinato a diventare, attraverso una fitta trama di relazioni di palazzo, il più grande ed influente pittore della sua epoca.
Esclusi due viaggi in Italia, uno nel 1629 e uno nel 1649, l’esistenza di Velázquez si mosse entro le quattro mura del suo atelier nell’Alcazar: una vita abbastanza monotona che pare contrastare con la magnificenza della sua opera.
In Italia, oltre ai caravaggisti, Velázquez scoprì la pittura veneta ed il paesaggismo: influenze determinanti nell’evoluzione dello stile dell’artista, ma non essenziali. L’opera di Velázquez è senza dubbio il frutto del suo genio.

Restio ai gusti del corrente teatro barocco e forte di un realismo armonico e misurato, Velázquez si formò attraverso un variegato patrimonio culturale originalmente rivisitato: nessun maestro fu fondamentale nella crescita dell’uomo nuovo della pittura moderna.

Diego Velázquez, Venere e Cupido, 1648

Diego Velázquez, Venere e Cupido, 1648

Splendidi ritratti di corte, opere di carattere sacro e profano, si alternano nel lavoro del sivigliano, muovendo sempre da una strepitosa immediatezza di ripresa dal vero: un linguaggio pienamente moderno che spazzò via, d’un sol colpo, ogni manierismo formale e la tradizionale impostazione retorica. Anche la pennellata si adattò a questa ripresa del reale: una pennellata fluida e vibrante, ricca di un’ intuizione atmosferica capace di anticipare i risultati dell’Impressionismo.

Nella decadente corte di Spagna, Velázquez riuscì ad instaurare un inedito rapporto con il mondo circostante, un rapporto più diretto ed immediato, in grado di ridurre la visione ad oggetto di analisi sensoriale. La luce, con tutte le sue diverse reazioni, divenne così la fonte primaria attraverso cui ricomporre la realtà sulla tela.

La verità del momento storico, dei personaggi, degli ambienti, dei paesaggi, sono la cifra determinante nella costruzione del linguaggio di Velázquez: una verità spesso implacabile, ma capace di definire un nuovo corso all’arte pittorica che vedrà poi in Goya la sua affermazione definitiva.


Diego Velázquez: l’uomo nuovo della pittura moderna ultima modifica: 2015-06-06T12:59:03+00:00 da barbara
5 Comments
  • Guido Sperandio
    Posted at 14:55h, 06 giugno Rispondi

    Hai fatto uno splendido lavoro.
    Oltre al profilo di Velazquez, ho trovato creativa e utile l’idea dell’aggancio a Bacon.

    • barbara
      Posted at 17:07h, 06 giugno Rispondi

      Grazie …. direi anche inevitabile l’aggancio con Bacon… Non ho scritto molto al riguardo, ma credo che le immagini parlino da sole: Bacon è ancora un pittore capace di fare arte autenticamente moderna attraverso l’uso del mezzo pittorico e un attento studio dei maestri del passato. La testimonianza che si può essere contemporanei con una tecnica tradizionale: moderno non vuol per forza dire mancanza di quella technè che fa essere tale l’arte.

      • Guido Sperandio
        Posted at 18:00h, 06 giugno Rispondi

        Tra l’altro, Bacon a me piace molto, e mi sono molto piaciuti i lavori che qui hai riportato. Mi prendono molto. Ci colgo ferocia accoppiata a satira-ironia, c’è dentro tanto temperamento, e sincerità, mica la furberia sempre più furba odierna…

        • barbara
          Posted at 13:05h, 07 giugno Rispondi

          Sono pienamente d’accordo con te. Per fortuna la vera arte esiste ancora senza dover essere per forza performance, gesto plateale o puro mercato speculativo.

  • John Singer Sargent: ritrattista alla moda, suo malgrado
    Posted at 12:25h, 21 giugno Rispondi

    […] Velázquez, Tiziano, El Greco erano i maestri ai quali si rifaceva, anche se le sue tele vivono di un’immediatezza e di una verosimiglianza che lo fanno assomigliare solo a se stesso. […]

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