"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Fra Bartolomeo: l’arte riformata

Fra Bartolomeo: l’arte riformata

Fra Bartolomeo, Annunciazione, 1495

Fra Bartolomeo, Annunciazione, 1495

“Diede tanta grazia ne’ colori fra Bartolomeo alle sue figure e quelle tanto modernamente augumentò di novità, che per tal cosa merita fra i benefattori dell’arte da noi essere annoverato.”

(Giorgio Vasari, “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri”, 1550)

Fra Bartolomeo, Madonna col bambino, Firenze, Convento di San Marco

Fra Bartolomeo, Madonna col bambino, Firenze, Convento di San Marco

 

Il 7 febbraio 1497, mentre si celebrava l’ultimo giorno di carnevale, a Firenze si consumava uno degli atti più violenti della neonata Repubblica: il falò delle vanità.

Migliaia di fiorentini, istigati dal frate domenicano Gerolamo Savonarola, si recarono in processione fino in Piazza della Signoria per dare alle fiamme tutti gli oggetti ritenuti fonte di peccato e di corruzione: specchi, abiti, trucchi, profumi, strumenti musicali, libri, disegni e quadri di soggetto profano.
Tra gli artisti che bruciarono pubblicamente le loro opere, compariva anche Bartolomeo di Paolo, detto Baccio della Porta, più comunemente noto con il nome di Fra Bartolomeo.
Cresciuto nella bottega di Cosimo Rosselli, Bartolomeo fu colpito a tal punto dai sermoni del frate da disconoscere completamente i suoi lavori giovanili per dedicarsi esclusivamente a tele di carattere religioso.

“[…] trovandosi in questi tempi in San Marco fra Girolamo Savonarola da Ferrara, dell’ordine de’ Predicatori, teologo famosissimo, e continovando Baccio la udienza delle prediche sue, per la devozione che in esso aveva, prese strettissima pratica con lui e dimorava quasi continuamente in convento avendo anco con gli altri frati fatto amicizia.”

(Giorgio Vasari, “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri”, 1550)

Sempre secondo il Vasari, egli fece anche parte di quei cinquecento fedeli che si rinchiusero nel convento di San Marco quando l’opinione pubblica si rivoltò contro Savonarola. Terrorizzato dall’eccesso di collera popolare, giurò di prendere i voti se fosse riuscito a sopravvivere; e così fu. Nel 1500 entrò nel convento di San Marco dove diventò direttore della fabbrica, mansione svolta prima di lui da Beato Angelico.

Fra Bartolomeo, Porzia, 1490-1495, Firenze, Galleria degli Uffizi

Fra Bartolomeo, Porzia, 1490-1495, Firenze, Galleria degli Uffizi

Considerato dai contemporanei come uno dei più grandi pittori del Rinascimento, Fra Bartolomeo fu confinato in una sorta di purgatorio artistico fino alla sua riscoperta negli anni Sessanta del Novecento.

La vicinanza al Savonarola e la preminenza di temi d’ispirazione religiosa contribuirono a marginalizzare la sua pittura che merita di essere riconsiderata all’interno delle più alte esperienze artistiche del suo tempo. La grazia del colore di Leonardo, la forza di Michelangelo e la misura classica di Raffaello si mescolano infatti nel lavoro del domenicano, arricchiti da una valenza mistica e devozionale preminente, ma non esclusiva.

Fra Bartolomeo, Minerva, 1490-1495, Parigi, Louvre

Fra Bartolomeo, Minerva, 1490-1495, Parigi, Louvre

Nel Convento di San Marco, a Firenze, è possibile ammirare, ancora oggi, una parte dell’opera di questo straordinario artista: dall’affresco del Giudizio Universale, a varie tele d’ispirazione sacra, fino al famoso ritratto del Savonarola, dove la fermezza religiosa del frate sembra imprigionata in questo mirabile profilo.

Fra Bartolomeo, Ritratto di Girolamo Savonarola, 1498, Firenze, Convento di San Marco

Fra Bartolomeo, Ritratto di Girolamo Savonarola, 1498, Firenze, Convento di San Marco

Fra Bartolomeo fu il testimone di una riforma fallita, ma la sua pittura si staglia ancora con tutta la sua monumentale freschezza: schietta testimonianza di una grandissima arte che supera e travalica la mera dimensione dell’atto di fede.

“… volse mostrare che oltr’ al disegno, sapeva dar forza e far venire, con lo scuro delle ombre, innanzi le figure … con una grazia ed affetto e pronta fierezza, vivaci; ma colorite poi con gagliarda maniera … avendo introdotto un modo di fumeggiar le figure, in modo che all’ arte aggiungono unione meravigliosa”.

(Giorgio Vasari, “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri”, 1550)

Fra Bartolomeo, Adorazione del Cristo bambino, dettaglio

Fra Bartolomeo, Adorazione del Cristo bambino, dettaglio


Fra Bartolomeo, Cristo con la corona di spine, Firenze, Convento di San Marco

Fra Bartolomeo, Cristo con la corona di spine, Firenze, Convento di San Marco

 

Per maggiori informazioni su Convento di San Marco, a Firenze, visitate il seguente link:

http://www.uffizi.firenze.it/musei/?m=sanmarco

Fra Bartolomeo: l’arte riformata ultima modifica: 2015-05-18T19:46:16+00:00 da barbara
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