"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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William Eggleston: il pioniere del colore

William Eggleston: il pioniere del colore

William Eggleston, Senza titolo, 1970

William Eggleston, Senza titolo, 1970

Fotografo underground oggi diventato un classico, William Eggleston fu un grande rivoluzionario del mezzo fotografico. Sfidando le convenzioni e affrontando i maestri del tempo, Ansel Adams e Walker Evans, Eggleston nobilitò il rullino a colori, fino ad allora considerato non adatto, ad un uso di tipo artistico.
Ma non fu soltanto l’utilizzo del colore a scardinare i canoni della fotografia tradizionale, ciò che maggiormente sconvolse il mondo dell’arte fu la scelta dei soggetti inquadrati dalla camera di Eggleston. Soggetti che Hilton Kramer, critico del New York Times, definì banali ma che, nella loro apparente normalità, sottendono situazioni emblematiche ed ambigue.
La grande novità di Eggleston fu di guardare la realtà ordinaria donandole nuova evidenza: mostrare il mondo per quello che è invece di spiegarlo. Attraverso l’obiettivo gli oggetti comuni acquistano così un significato più intenso, materializzandosi come forme iconiche di un’ordinarietà che abbiamo smesso di vedere.

William Eggleston, Senza titolo

William Eggleston, Senza titolo

Nato a Menphis nel 1939, Eggleston dimostrò fin dall’adolescenza una certa predisposizione per la musica e per il disegno; frequentò due diverse università nel giro di due anni senza peraltro riuscire a portare a termine gli studi. Nel 1958 acquistò la sua prima Leica e cominciò così ad appassionarsi di fotografia. Lamentandosi spesso della bruttezza della città in cui viveva, Eggleston mise a fuoco proprio quelle brutture che lo circondavano, restituendoci l’immagine più oscura e crepuscolare del sogno americano.

Un colore carico e intenso dona forza alla realtà quotidiana: un triciclo abbandonato su un marciapiede, l’insegna di una stazione di servizio, un lavello pieno di piatti, una signora seduta su di una panchina, l’interno di un caffè, sono tutti frammenti di una realtà che si fa altra, simboli dell’essenza stessa del mondo.

William Eggleston, Senza titolo, 1970

William Eggleston, Senza titolo, 1970

Eggleston non è un semplice cronista, il suo non è un resoconto imparziale: nella scelta dei tagli, dei soggetti e delle inquadrature, egli si fece portavoce di un suo modo d’intendera la realtà. Il suo occhio democratico, come venne definito, cercò di sottrarre la vita quotidiana alla banalità dello sguardo, componendo tessere di un mosaico in grado di rivelare il caos dell’esistenza.

Le foto di Eggleston sono momenti decisivi, attimi sospesi di un’azione imminente, che si deve compiere o che si è già compiuta; un’azione che è però sospesa, come in bilico, aprendo così un senso di vertigine del non compiuto.

Per questa sua presunta normalità capace di catturare l’inquietudine ed alludere ad un pericolo in agguato, l’opera di Eggleston viene assimilata al cinema di David Lynch, e lo stesso Kubrick ne fu ispirato per la realizzazione di Shining. Ma è soprattutto alla pittura di Edward Hopper che Eggleston deve essere assimilato: entrambi scelsero dei soggetti normalmente inusuali per raccontare la solitudine e l’incubo dell’americano moderno.

William Eggleston, Senza titolo

William Eggleston, Senza titolo


William Eggleston: il pioniere del colore ultima modifica: 2015-04-06T11:00:20+00:00 da barbara
3 Comments
  • michel
    Posted at 11:10h, 06 aprile Rispondi

    Complimenti davvero… un blog importante, vero e proprio per questo capace di raccontare.grazie:)

    • barbara
      Posted at 11:32h, 06 aprile Rispondi

      Grazie a te, diciamo che provo a trasmettere il mio amore per l’arte e cerco di farlo al meglio. 😉
      Grazie ancora

  • valerio b cosentino
    Posted at 07:08h, 20 luglio Rispondi

    un Vivian Meier a colori?

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