"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Herbert List: l’incanto del Mediterraneo

Herbert List: l’incanto del Mediterraneo

“L’obiettivo non è dotato di obiettività.”

(Herbert List)

Herbert List, Ischia, 1953

Herbert List, Ischia, 1953

Oscar Wilde sosteneva che senza Whistler e Turner la nebbia sul Tamigi non sarebbe mai esistita; un paradosso certo, ma in grado di farci capire come la fantasia dell’artista sia in grado di sovrapporsi alla realtà, offrendoci una nuova visione del mondo. Trasformare il mondo, facendolo esistere a propria immagine e somiglianza, questo fanno gli artisti; e questo mondo, così ricreato, diviene più vero di quello reale, frapponendosi tra la realtà oggettiva ed il nostro sguardo.

Herbert List con il suo obiettivo scoprì il Mediterraneo, ossia quell’idea epica e romantica del Sud che, ancora oggi, connota il nostro immaginario culturale: corpi, volti ed oggetti restituiti come esempi di bellezza senza tempo, dove la foto diviene la forma narrativa del mito.

Herbert List, Capri, 1935

Herbert List, Capri, 1935

Fuggito dalla Germania nel 1936, dove un dandy omosessuale con un nonno ebreo non poteva certo avere vita facile, List intraprese un viaggio che lo portò a conoscere la Grecia e l’Italia: il Mediterraneo, con quei paesaggi così diversi dalla sua Amburgo, divenne un luogo di sperimentazione e di ricerca dove presero forma le sue visioni.

Con un solido bagaglio culturale umanistico, List si spinse verso una sublimazione dell’antichità classica e del culto omoerotico per l’eterna giovinezza e la bellezza efebica. Attraverso l’enfatizzazione della luce, il sapiente gioco delle ombre e dei riflessi, egli ci restituì l’idea di un’epoca magica e senza tempo, cristallizzata nella perfezione e nell’eleganza della composizione.

Frammenti di statue, di colonne e di templi prendono nuovo vigore dalla presenza dei corpi maschili: carne e pietra si contaminano, il corpo diviene scultoreo ed il marmo si riduce a pura corporeità. Ma anche quando fotografa semplici oggetti, List riesce a trarne la loro qualità immanente, non transitoria, donando loro un’aurea mistica e divina, enigmatica ed allusiva.

Nella sua opera è imperante la presenza del nudo, inteso come incarnazione di un’ideale estetico: l’utopia di una società maschile giovane, sana e carnale. I nudi di List appaiono moderni e atemporali nello stesso tempo: non vi è traccia del posticcio travestimento greco alla von Gloeden, né dell’esibizione fallica di un Mapplethorpe, ma un sentimento puro ed innocente venato da un dolce paganesimo.

Dal Mediterraneo al Baltico, tra il 1930 ed il 1950, List immortalò, a più riprese, giovani uomini: istantanee che ritraggono un incontro privilegiato, un momento da ricordare. In una natura incontaminata, uomini dai corpi atletici lottano fra di loro, si stendono al sole, si sorridono in un’orgogliosa promiscuità: eleganti e raffinati, consapevoli e fieri della propria bellezza.

L’occhio di List catturò un’idea, la sua idea di un Mediterraneo eroico e sublime, ambiguo ma sempre misurato nella sua erotica carnalità; un Mediterraneo che ha fatto il successo di tanta pubblicità patinata dagli anni Ottanta in poi, un Mediterraneo languido e sensuale, più sognato che conosciuto, più desiderato che posseduto.


Herbert List: l’incanto del Mediterraneo ultima modifica: 2015-03-25T18:21:52+00:00 da barbara
3 Comments
  • Stefano Cardarelli
    Posted at 03:52h, 26 marzo Rispondi

    Hai proprio ragione, “carne e pietra si contaminano”. Il fascino della fotografia di List, che pure si distinse in altri filoni tematici, sta nella valorizzazione, se non nella creazione, di una folgorante simbiosi tra l’essere umano vivente e la sua raffigurazione scultorea. La sua opera ci propone la forza poetica, metastorica di un’ umanizzazione della rappresentazione scultorea dell’uomo e di una valorizzazione statuaria della figura umana. Ma l’elemento virile non si degrada a decalcomania di una prestanza fisica muscolare, di un atletismo maschile, fisico e psicologico, che sarebbe un’evidente dichiarazione di debolezza, ma si risolve in un’ acutissima dolcezza che recupera ed esalta la naturale componente femminile insita in ogni uomo. Questi corpi sono attraversati da una luce femminea rivendicata con orgoglio. Gli elementi ”maschili” e “femminili” sono presenti in ogni individuo, esattamente come l’attrazione erotica che persone anche del nostro stesso sesso biologico esercitano su di noi.

  • Giorgio Morandi: La poesia delle piccole cose - barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 13:29h, 31 maggio Rispondi

    […] dalla loro fisicità ed elevati a brani di insuperabile elegia crepuscolare. Un famoso ritratto di Herbert List del 1953 ci restituisce l’immagine di un artista rigoroso ed essenziale come la sua opera: gli […]

  • Giorgio Morandi: La poesia delle piccole cose
    Posted at 14:10h, 02 giugno Rispondi

    […] dalla loro fisicità ed elevati a brani di insuperabile elegia crepuscolare. Un famoso ritratto di Herbert List del 1953 ci restituisce l’immagine di un artista rigoroso ed essenziale come la sua opera: gli […]

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