"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Capolavori della Tate Britain: Herbert James Draper, Il lamento per Icaro, 1898

Capolavori della Tate Britain: Herbert James Draper, Il lamento per Icaro, 1898

Herbert James Draper, La ninfa delle acque, 1908

Herbert James Draper, La ninfa delle acque, 1908

Figura oscura della pittura, divenuto rapidamente fuori moda per l’eccessivo accademismo, Herbert James Draper è oggi considerato uno dei massimi rappresentanti della tarda epoca vittoriana. Ricercato da amatori e collezionisti, Draper fu uno dei tanti artisti che, al volgere del diciottesimo secolo, si scostò dalle roboanti voci del moderno. Contro l’impressione, contro l’attimo, contro la sintesi e la progressiva dissezione dell’atto creativo, egli si rifugiò in un classicismo romanticamente agognato, ultimo idillio ai margini di una società sentita come estranea e corrotta.

Herbert James Draper, Ulisse e le Sirene, 1909

Herbert James Draper, Ulisse e le Sirene, 1909

Un classicismo che in Draper ha un senso onnicomprensivo: l’antico è quel luogo lontano e sempre diverso ove si ritrova un’assolutezza del pensiero e dell’animo per sempre preclusi all’uomo contemporaneo. Ecco che allora i temi prediletti da Draper spaziano dai miti greci a quelli romani, dalla Bibbia a Dante, dal medioevo più oscuro alle dolcezze dell’oriente: una classicità considerata in senso ampio, ma sempre interpretata con un sentimento di perdita fatale, di struggente malinconia per un mondo irrimediabilmente perduto.

Herbert James Draper, Tristano e Isotta

Herbert James Draper, Tristano e Isotta

Nato nel 1863 a Londra, al numero 35 di Wellington Street, settimo ed ultimo figlio di un droghiere, Herbert James Draper tradì i sogni del padre, che desiderava per lui una carriera di medico, per seguire il suo amore per l’arte. Studiò alla Royal Academy e, tra il 1888 ed il 1892, compì un viaggio di studio tra Roma e Parigi, potendo così apprezzare l’opera dei grandi maestri del passato.

Herbert James Draper, Il lamento per Icaro, 1898

Herbert James Draper, Il lamento per Icaro, 1898


Frederich Leighton, Dedalo e Icaro, 1869

Frederich Leighton, Dedalo e Icaro, 1869

Il suo primo riconoscimento ufficiale avvenne nel 1900, quando, durante l’Esposizione Universale di Parigi, fu insignito della Medaglia d’Oro per l’opera del 1898 Il lamento per Icaro. In questa tela sono presenti tutti i motivi cari all’artista: il contesto mitologico unito ad una grande attenzione per il ritratto femminile, caratteristica questa che lo assimila alla ricerca pittorica dei preraffaelliti. Nel 1869 Sir Frederic Leighton si era già cimentato su questo soggetto, ma mentre Leighton immortalò Icaro nei suoi preparativi per il volo, Draper si focalizzò sulla sua tragica fine, un momento di grande pathos.

Tra le ninfe dolenti, Icaro giace esanime, le enormi ali spiegate come una sorta di sudario: un’immagine maestosa ed eroica velata da una raffinata eleganza compositiva. L’eroe è qui ritratto ancora integro, non vi è traccia della violenza della caduta; all’artista preme mettere in risalto la bellezza del corpo maschile imbrunito dai raggi del sole: un’interpretazione languida e sensuale di un fallimento epico.

Il quadro, ora conservato alla Tate Britain di Londra, ebbe un immediato e generale successo tanto che fu acquistato dalla Royal Academy e valse a Draper importanti commissioni pubbliche. Ancora oggi questa “caduta” conserva intatto il suo potente fascino iconico dal momento che, nel 2012, è stata utilizzata per la copertina di un disco dei Tempestous Fall, progetto droom metal sotto cui si cela l’artista australiano Dis Pater.

Herbert James Draper, Potpourri, 1897

Herbert James Draper, Potpourri, 1897

La fama di Herbert James Draper, come quella del suo tragico idolo, rapidamente prese il volo e rapidamente si spense travolta, come fu, dal grande successo dell’Impressionismo prima e delle Avanguardie poi.

Il suo stile, giudicato troppo arcaico e prezioso per essere in sintonia con i dettami del mondo contemporaneo, venne relegato in un cassetto, come un vecchio abito di cattivo gusto. Al momento della sua morte, avvenuta nel 1920, non ricevette nemmeno un necrologio sul Times.

Herbert James Draper, Alcione, 1915

Herbert James Draper, Alcione, 1915

Il lavoro di Draper merita sicuramente un nuovo riconoscimento, mettendo da parte i pregiudizi e gli atteggiamenti snobistici di critici un po’ troppo superficiali e tendenti a ritenere di poco valore ciò che non è consono al sentire comune di un determinato periodo storico. L’opera e l’artista, a mio avviso, trascendono periodizzazioni e catalogazioni precostituite, ponendosi in una dimensione universale, che continuamente dialoga con lo spettatore e non cessa di emozionare.

Herbert James Draper, Pesce volante, 1910

Herbert James Draper, Pesce volante, 1910

“Icaro cadde qui: queste onde il sanno,
che in grembo accolser quelle audaci penne:
qui finìo il corso, e qui ‘l gran caso avvenne,
che darà invidia agli altri che verranno.

Avventuroso e ben gradito affanno,
poi che morendo eterna fama ottenne:
felice chi in tal fato a morte venne,
che sì bel pregio ricompensi il danno.

Ben può di sua ruina esser contento;
s’al ciel volando a guisa di colomba,
per troppo ardir fu esanimato e spento:

ed or del nome suo tutto rimbomba
un mar sì spazïoso, un elemento:
chi ebbe al mondo mai sì larga tomba?”

(Jacopo Sannazzaro, Rime, 1530)

Herbert James Draper, Arcadia

Herbert James Draper, Arcadia

Capolavori della Tate Britain: Herbert James Draper, Il lamento per Icaro, 1898 ultima modifica: 2015-03-12T21:59:01+00:00 da barbara
4 Comments
  • Guido Sperandio
    Posted at 16:52h, 13 marzo Rispondi

    Non aveva proprio tutti i torti quel Draper nel suo rifarsi all’antico.
    Ahimè, il sentire comune di certi periodi storici con i suoi pregiudizi e limiti pare proprio sia una costante ineliminabile. Adesso poi col marketing onnipresente ed eletto a scienza…
    Trovo stupendo Pot-Pourri, non sono un intenditore ma ugualmente oso, e giudico quel lavoro il migliore di quelli qui visibili.
    E a proposito del tuo lavoro, mammamia quanto sei brava! E generosa a spenderti 🙂

    • barbarameletto
      Posted at 18:39h, 16 marzo Rispondi

      Grazie mille, come sempre 😀 Diciamo che ci metto tutta la mia passione e, se arriva, vuol dire che ho fatto un buon lavoro. 😉 Comunque la riproduzione fotografica non rende giustizia alla sua opera: ho visto “Il lamento per Icaro” alla Tate e ne sono rimasta veramente affascinata.

  • Fuad cohen
    Posted at 12:17h, 02 giugno Rispondi

    Dove poso vedere die beweinung des ikarus, wo kann ich dieses Meisterwerk? In welchem Museum bitte?

    • barbara
      Posted at 12:21h, 02 giugno Rispondi

      At the Tate Britain in London

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