"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Henri Rousseau: Il candore arcaico

Henri Rousseau: Il candore arcaico

Henri Rousseau, Io: ritratto-paesaggio, 1889-1890

Henri Rousseau, Io: ritratto-paesaggio, 1889-1890

A Henri Rousseau la Fondazione Musei Civici di Venezia, con la collaborazione tecnica e i prestiti d’eccezione dei Musées d’Orsay e de l’Orangerie di Parigi, dedica una superba mostra nell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale. Un’occasione unica per poter ammirare l’opera di un artista straordinario che si isolò dal suo tempo per raccontare mondi fantastici ed esotici popolati di tigri, giungle, amazzoni ed anaconde.

La mostra, che si inaugurerà il prossimo 6 marzo, reca come titolo Henri Rousseau. Il candore arcaico, esaltando così il carattere ingenuo e primitivo della sua pittura che si fece beffe dell’impressionismo, anticipando le atmosfere immaginarie e sospese di un romanzo di Borges o di una novella di Buzzati.

L’intento è quello di costruire un dialogo tra l’arte di Rousseau e quella di altri pittori: dagli antichi maestri a cui l’artista sembra rifarsi per la sua purezza di espressione, ai suoi contemporanei che precedettero e superarono le avventure del Cubismo e del Futurismo.

Henri Rousseau, Incantatrice di serpenti, 1907

Henri Rousseau, Incantatrice di serpenti, 1907

Nato nel 1844 da una famiglia modesta a Laval, nella provincia francese, nel 1868 si trasferì a Parigi, impiegandosi qua e là fino a che, nel 1871, entrò nell’amministrazione statale con l’incarico di commesso ambulante di seconda classe del servizio datario, impiego che gli valse il soprannome di Doganiere. Qui cominciò a maturare il suo amore per la pittura, costruendosi un passato fantasioso che lo vedeva come un guerriero in Messico al seguito di Massimiliano d’Austria.

Non aveva mai visto una liana o un uccello del paradiso, ma questa invenzione fu un modo per immergersi nelle giungle che dipingeva: un mondo favoloso che costituiva la giusta evasione dalle sudice stamberghe in cui viveva. Un paradiso perduto, ardentemente bramato, ma nemmeno intravisto da lontano: il sogno di una realtà che divenne parte integrante della sua arte e della sua vita.

Henri Rousseau, Cavallo assalito da un giaguaro, 1910

Henri Rousseau, Cavallo assalito da un giaguaro, 1910

Aveva cominciato a dipingere a 41 anni da autodidatta e da allora non aveva mai smesso, nemmeno di fronte allo scherno dei parenti, degli amici, dei critici e dei colleghi pittori che paragonavano i suoi quadri agli sghiribizzi di un bambino. Più che primitiva, la sua opera era vista come ingenua ed infantile, il frutto acerbo di un profano del pennello, l’estro selvaggio di un operaio della pittura. Ma Rousseau, incurante dei giudizi , continuò ostinato per la sua strada, una strada impervia che lo ridusse alla fame più nera e alla solitudine più cupa.

Henri Rousseau, Donna che cammina in una foresta equatoriale, 1905

Henri Rousseau, Donna che cammina in una foresta equatoriale, 1905

Senza mai essersi mosso da Parigi, Rousseau intraprese un viaggio da fermo: una peripezia creativa satura di colore, priva di prospettiva, senza volume e senza peso, fitta di fiori, frutti alberi e vegetazione. Un’utopia iconografica che occupò completamente la sua fantasia: immagini di una natura rigogliosa e sorprendente capace di provocare una sensazione di vertigine e spaesamento nello spettatore.

E così totalmente sprofondato nei recessi della sua selva esotica, Henri Rousseau si ritrovò più povero che famoso. Trascurò la sua salute per ricoverarsi troppo tardi all’ospedale. I medici lo considerarono un indigente alcolizzato. Morì nel 1910, a sessantasei anni, nello stesso anno in cui portò a termine quello che è considerato il suo capolavoro: Il sogno.

Nella sua casa non si trovò un soldo per pagare il funerale, né la tomba. Venne seppellito in una fossa comune, accompagnato al cimitero da soli sette amici. Una fine ingloriosa e patetica per un uomo che si votò completamente all’arte, trovando l’ altrove nella sua formidabile potenza immaginativa.

Henri Rousseau, Il sogno, 1910

Henri Rousseau, Il sogno, 1910

HENRI ROUSSEAU
Il candore arcaico

6 marzo – 5 luglio 2015
Venezia, Palazzo Ducale – Appartamento del Doge

Per maggiore informazioni potete visitare il link della mostra al seguente indirizzo:

http://www.mostrarousseau.it/

Henri Rousseau, La guerra o La cavalcata della Discordia, 1894

Henri Rousseau, La guerra o La cavalcata della Discordia, 1894

Henri Rousseau: Il candore arcaico ultima modifica: 2015-03-04T18:39:24+00:00 da barbara
2 Comments
  • Guido Sperandio
    Posted at 18:55h, 04 marzo Rispondi

    Magico!
    PS: questa vicenda umana mi ricorda per molti versi (svolgimento ed epilogo) quella di un presso che contemporaneo, altrettanto viaggiatore sedentario (o viceversa), Emilio Salgàri.

  • barbarameletto
    Posted at 14:48h, 07 marzo Rispondi

    In effetti il paragono calza perfettamente: entrambi viaggiatori immobili, guidati solamente dalla loro incredibile forza immaginativa.

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