"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Sir Frederic Leighton: la nobile bellezza

Sir Frederic Leighton: la nobile bellezza

Frederic Leighton, Luce dell'harem, 1880

Frederic Leighton, Luce dell’harem, 1880

Riservato e schivo, solitario e scostante, Frederic Leighton fu uno dei più apprezzati artisti dell’età vittoriana, tanto da vedersi fregiare del titolo di baronetto e di venir eletto, nel 1878, presidente della Royal Academy of Arts, una delle più prestigiose istituzioni inglesi.
Nelle grigia e cupa Inghilterra industrializzata, ove la floridezza economica coesisteva con la devastante miseria della classe operaia ben descritta nei romanzi di Dickens, Leighton si fece portavoce di una rivoluzione pittorica che vedeva nella bellezza il giusto rifugio dalla brutture della quotidianità. Un’arte per l’arte, dove la ricerca estetica si orientò verso modelli del passato, tributando un vero e proprio culto all’Italia e all’opera degli artisti arcaici, esempi di purezza e di grandiosa perfezione.

Frederic Leighton, Dipanando la lana, 1878

Frederic Leighton, Dipanando la lana, 1878

Nato nel 1830 a Scarborough, nello Yorkshire, da una famiglia di medici, Leighton poté godere di una cospicua rendita che gli permise di dedicarsi esclusivamente alla sua carriera, privo com’era di qualsivoglia preoccupazione economica.
Il nonno paterno, Sir James Boniface Leighton, era stato il medico di base della famiglia imperiale russa a San Pietroburgo, sotto gli zar Alessandro I e Nicola I : legami di grande lustro che facilitarono l’esistenza della famiglia Leighton spesa, per circa vent’anni, viaggiando per l’Europa.Una cultura raffinata, maturata attraverso la visione diretta delle opere dei grandi maestri, fu dunque l’elemento caratterizzante dell’educazione artistica di Leighton.
Con la famiglia visitò numerose capitali europee, ma fu soprattutto Firenze ad incantare l’immaginario del giovane Frederic; qui egli fu travolto dalla grandezza della cultura italiana e dalla prepotente bellezza della sua produzione artistica che divenne modello iconografico e fonte di suggestione per la sua produzione pittorica.

Frederich Leighton, Madonna di Cimabue portata in processione attraverso le strade di Firenze, 1853

Frederich Leighton, Madonna di Cimabue portata in processione attraverso le strade di Firenze, 1853

La prima opera che lo portò all’attenzione di pubblico e critica fu la Madonna di Cimabue portata in processione attraverso le strade di Firenze: omaggio fin troppo evidente all’Italia sia per la tematica che per l’uso del colore. Leighton, come i preraffaelliti a lui contemporanei, intendeva liberare l’arte dalle ristrettezze di un linguaggio definito sloshy, ossia fangoso, alludendo in questo modo ai spessi impasti cromatici della pittura tardobarocca, ancora in voga alla Royal Academy. Una pittura chiara, dalle stesure cromatiche brillanti diverrà così il vessillo di una nuova arte liberata dalle pastoie dell’accademia, ritornando ad un’onestà del dipingere tipica dei primitivi.

Frederic Leighton, Idillio, 1880

Frederic Leighton, Idillio, 1880

I soggetti siano essi storici, mitologici o biblici furono reinterpretati da Leighton in modo “primitivo”, caricando la tradizionale cura dei particolari di una vena iperrealistica, intessuta di intenzioni simboliche.
Un’arte fine a se stessa, altamente decorativa e avulsa da ogni implicazione con il contesto storico e sociale a lui contemporaneo: un’elegante e virtuosistica chiusura estetica in una roccaforte di ideale perfezione.

FrederichLeighton, June fiammeggiante, 1895

Frederic Leighton, June fiammeggiante, 1895

Tra rievocazioni di un passato immaginato e nostalgico, in ambientazioni mitologiche o medievali, emerge un’intensa e delicata panoramica del mondo femminile. Sono tante le donne immortalate da Leighton: donne angeliche o tentatrici che ancora ammagliano nella loro rara sensualità e nella loro sublime, enigmatica e compiuta avvenenza. Antiche eroine, streghe, principesse, muse che finiscono con l’assomigliarsi tutte in una tipologia sempre più alienata da ogni rapporto con il reale, insistendo, con grazia e delicatezza, sulle solite sublimi note di un remoto e vagheggiato sogno estetico.

Frederic Leighton, Odalisca, 1862

Frederic Leighton, Odalisca, 1862

“Come son belli i tuoi piedi
nei sandali, figlia di principe!
Le curve dei tuoi fianchi sono come monili,
opera di mani d’artista.
Il tuo ombelico è una coppa rotonda
che non manca mai di vino drogato.
Il tuo ventre è un mucchio di grano,
circondato da gigli.
I tuoi seni come due cerbiatti,
gemelli di gazzella.
Il tuo collo come una torre d’avorio;
i tuoi occhi sono come i laghetti di Chesbòn,
presso la porta di Bat-Rabbìm;
il tuo naso come la torre del Libano
che fa la guardia verso Damasco.
Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo
e la chioma del tuo capo è come la porpora;
un re è stato preso dalle tue trecce.
Quanto sei bella e quanto sei graziosa,
o amore, figlia di delizie!
La tua statura rassomiglia a una palma
e i tuoi seni ai grappoli.
Ho detto: Salirò sulla palma,
coglierò i grappoli di datteri;
mi siano i tuoi seni come grappoli d’uva
e il profumo del tuo respiro come di pomi.
(Cantico dei Cantici)

Frederic Leighton, Il pescatore e la sirena, 1856

Frederic Leighton, Il pescatore e la sirena, 1856


Frederic Leighton, Giovani sposi, 1881

Frederic Leighton, Giovani sposi, 1881

Sir Frederic Leighton: la nobile bellezza ultima modifica: 2015-02-06T22:25:28+00:00 da barbara
4 Comments
  • Guido Sperandio
    Posted at 11:54h, 07 febbraio Rispondi

    Sempre bravissima. Sempre sorprendente. Un altro nome, altrimenti illustre sconosciuto, entra nel mio carnet, un granello in meno di ignoranza.
    Sono immagini di una calda suggestività, amo in particolare “June fiammeggiante”, con questo senza togliere nulla alle altre da te scelte. La più scontata, a essere pignoli, è la processione di Firenze.
    Tra l’altro, sono bellissimi quei versi del Cantico dei Cantici. Vedi, mi hai ricordato che forse non è un caso se la Bibbia sia il best seller dei best seller da sempre.
    Ecco, la Bibbia: un altro nodo nel mio fazzoletto dei buoni propositi, con l’auspicio che non finisca prima in lavatrice.

    • barbarameletto
      Posted at 13:41h, 08 febbraio Rispondi

      No, non è certamente un caso che la bibbia sia il best seller di tutti i tempi, anche se la parola best seller mi evoca immagini un pò troppo commerciali. 😀
      Piano piano, il fazzoletto dei buoni propositi si riempie e, poco a poco, si può farne buon uso, prima che finisca il lavatrice. 😉

  • Giorgio Chiantini
    Posted at 15:35h, 07 febbraio Rispondi

    Il blog odierno mi riporta alla primavera scorsa quando andai a visitare una bellissima mostra presso il Chiostro del Bramante a Roma. La mostra, “Alma-Tadema e i Pittori dell’800 Inglese. La collezione Pérez Simòn”, è stata meravigliosa.
    Tra i tanti pittori esposti, anche Sir Frederic Leighton con diverse opere. Tra le più ammirate “Crenaia, la ninfa del fiume Dargle” e “Fanciulle greche raccolgono ciottoli sulla riva del mare”. Proprio su quest’ultima, un trionfo di grazia e di armonia, ricordo di essermi soffermato a lungo ad analizzare come l’artista fosse stato particolarmente ispirato dall’opera di Guido Reni “Atalanta e Ippomene” che forse aveva visto a Napoli. In effetti la figura di sinistra riprende la posa di Atalanta. A questa marginale sintesi Leighton aggiunge la superba capacità di dominare il gioco delle vesti che si avviluppano nella loro straordinaria morbidezza e la fantastica distribuzione della ristretta gamma di colori creando un’armonia di luci e ombre.
    Quanto esposto solo per sottolineare, con un’altra opera vista dal vero da me, quanto, in quel periodo, questo movimento britannico neo-classico sia stato sottovalutato perché contemporaneo alla rivoluzione estetica che in quegli anni travolge la Francia e il mondo dell’arte: “L’Impressionismo”.
    Ringrazio Barbara Meletto per la sua bravura e la condivisione di questo bell’articolo ricordando quanto la diffusione dell’arte possa essere motivo di crescita in ciascuno di noi.

    http://uploads0.wikiart.org/images/frederic-leighton/greek-girls-picking-up-pebbles.jpg

    http://it.wikipedia.org/wiki/Atalanta_e_Ippomene#mediaviewer/File:Guido_Reni_-_Atalanta_e_Ippomene_%28Napoli%29.jpg

  • Capolavori della Tate Britain: Herbert James Draper, Il lamento per Icaro, 1898 | barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 21:59h, 12 marzo Rispondi

    […] caratteristica questa che lo assimila alla ricerca pittorica dei preraffaelliti. Nel 1869 Sir Frederic Leighton si era già cimentato su questo soggetto, ma mentre Leighton immortalò Icaro nei suoi preparativi […]

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