"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Arthur Rackham: le immagini della fantasia

Arthur Rackham: le immagini della fantasia

Arthur Rackham, Illustrazione per "Peter Pan nei giardini di Kensington", 1906

Arthur Rackham, Illustrazione per “Peter Pan nei giardini di Kensington”, 1906

Se credi che Peter Pan sia stato l’unico bambino che mai abbia voluto fuggire, significa che hai del tutto dimenticato la tua infanzia.”

(James Matthew Barrie, “Peter Pan nei giardini di Kensington”, 1906)

Arthur Rackham, Illustrazione per "Peter Pan nei giardini di Kensington", 1906

Arthur Rackham, Illustrazione per “Peter Pan nei giardini di Kensington”, 1906

Ritenuta per molto tempo una fra le arti minori, la sorellastra ordinaria della più nobile pittura, l’illustrazione del libro conobbe una splendida fioritura negli ultimi decenni dell’Ottocento.

La patria principe di questo rinnovato interesse fu l’Inghilterra, dove lo sviluppo di nuove tecniche di stampa e la riforma estetico-sociale promossa da William Morris contribuirono ad incrementare la produzione di libri illustrati.

Furono soprattutto i libri per l’infanzia a beneficiare del lavoro di numerosi artisti che si prestarono, senza tema di dedicarsi ad un’opera di secondaria importanza, alla realizzazione di splendide immagini atte a sollecitare la fantasia dei fanciulli e, in certi casi, a reinterpretare la realtà fiabesca concepita dagli scrittori.

Arthur Rackham, Illustrazione per "Rip Van Winkle", 1905

Arthur Rackham, Illustrazione per “Rip Van Winkle”, 1905

Una delle personalità di maggior successo, fra gli artisti e gli illustratori inglesi del primo Novecento, fu Arthur Rackham.

In quasi quarant’anni di carriera egli realizzò circa centocinquanta libri illustrati, tremila illustrazioni a colori e in bianco e nero, oltre a numerose tele ed acquerelli.

Arthur Rackham, illustrazione per "The Wonder Book", 1920

Arthur Rackham, illustrazione per “The Wonder Book”, 1920

Nato a Londra nel 1867, nel quartiere meridionale di Lambeth, quarto dei dodici figli del segretario legale londinese Alfred Thomas Rackham, Arthur dimostrò fin da piccolo una certa predilezione per il disegno.

Interessato a prendere nota di tutto ciò che lo circondava, egli visitava spesso il Museo di Storia Naturale o il British Museum riproducendone gli esemplari, oppure se ne andava in giro per la campagna in bicicletta a realizzare oli ed acquerelli.
Dopo un soggiorno di otto mesi in Australia, all’età di sedici anni, Rackham tornò a casa deciso a diventare un artista.

Trovò invece impiego nell’ufficio di assicurazione contro gli incendi di Westminster: otto lunghi e tormentati anni nei quali alternava al noioso lavoro impiegatizio la frequentazione ai corsi serali della Lambeth School of Art.

Arthur Rackham, illustrazione per Undine, 1909

Arthur Rackham, illustrazione per Undine, 1909

La sua prima grande occasione si presentò quando l’editore Dent gli commissionò un’edizione di The Ingoldsby Legends, pubblicata nel 1898.

Critica e pubblico furono concordi nel decretare un nuovo talento nel mondo dell’illustrazione: il gusto per il grottesco ed il fantastico unito ad una linea fluida dalle movenze art nouveau, si dimostrarono la cifra stilistica peculiare della penna di Rackham.

Arthur Rackham, Illustrazione per "Sogno di una notte di mezza estate", 1909

Arthur Rackham, Illustrazione per “Sogno di una notte di mezza estate”, 1909

A questa seguirono numerose le richieste per l’illustrazione di fiabe, ma anche di libri per adulti, come ad esempio Sogno di una notte di mezza estate, Undine, Il Rhinegold e la valchiria e I Racconti di Edgar Allan Poe.
Pignolo fino all’eccesso nei dettagli e nella ricerca di una qualità di stampa assai elevata, i libri di Rackham costituivano esemplari lussuosi e di pregio, forse troppo ricchi ed elegantemente elaborati per essere sfogliati da dei bambini: vere e proprie opere uniche da considerarsi più come cartelle rilegate di immagini.

Nonostante l’aspetto posato e l’atteggiamento equilibrato, Arthur Rackham era un uomo dalla fantasia strabordante: creature mostruose, alberi mirabilanti, elfi, orchi e fate popolavano le sue tavole, affascinato com’era dai personaggi fantastici delle leggende nordiche da cui traeva ispirazione.

Arthur Rackham, Illustrazione per "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie", 1907

Arthur Rackham, Illustrazione per “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”, 1907

Sicuramente il libro di maggior successo da lui illustrato fu Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie: un’interpretazione magistrale deliziosamente e riccamente liberty.
Rackham, che amava molto questa storia che il padre soleva leggeva a lui e ai suoi fratelli, era intenzionato a portare una ventata di novità e di freschezza nel favoloso mondo di Alice. Scelse sua figlia come modella per reinterpretare i disegni originali di Tenniel, e la sua protagonista divenne femminile e raffinata, con un età un po’ più grande di quella immaginata da Carroll.

Da bambina petulante, Alice si trasformò in una giovane adulta dai modi affettuosi, incantevole ed incantata sullo sfondo di una realtà sotterranea ricca di suggestioni neogotiche e preraffaellite.
Il risultato fu un’edizione superba, che non cessa d’incantare adulti e bambini per quel miscuglio di delicata bellezza e di grottesca visionarietà.

Nell’esemplare integrazione tra parola ed immagini, questo testo si dimostra così capace di oltrepassare la realtà ordinaria e di appagare totalmente la fantasia del lettore-osservatore perché, come diceva la stessa Alice, A che serve un libro senza immagini o dialoghi?

Arthur Rackham, Illustrazione per "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie", 1907

Arthur Rackham, Illustrazione per “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”, 1907


Arthur Rackham, Illustrazione per "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie", 1907

Arthur Rackham, Illustrazione per “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”, 1907

Arthur Rackham: le immagini della fantasia ultima modifica: 2015-01-13T19:14:37+00:00 da barbara
1Comment
  • Stefano Cardarelli
    Posted at 09:29h, 14 gennaio Rispondi

    Il ruolo delle tavole illustrative è quello di fissare in modo realistico le scene di un racconto o di un romanzo. La libertà espressiva dell’illustratore è subordinata a questo compito. Vi sono quindi dei canoni da rispettare. Nel caso di Rackham la nettezza dei contorni e l’incisività, talora quasi fotografica, delle immagini coesiste tuttavia con un spazio visionario, incantato, di grande suggestione. Siamo nell’ambito dell’Art Nouveau ma mi sembrano evidenti anche le matrici preraffaellite di alcune sue illustrazioni.

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