"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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L’arte a passi di danza

L’arte a passi di danza

Edgar Degas, Scuola di danza, 1874

Edgar Degas, Scuola di danza, 1874

“… ma coloro che ricercano le origini più veritiere della danza, ti direbbero che essa nacque contemporaneamente alla prima origine dell’universo e che apparve insieme all’antico Eros; per esempio il movimento circolare degli astri, l’intreccio dei pianeti con le stelle fisse, euritmico rapporto e la regolata armonia che li governa, sono la prova dell’esistenza primigenia della danza.”

(Luciano di Samosata, La Danza)

Antonio Canova, Danza dei figli di Alcinoo, 1790-1792

Antonio Canova, Danza dei figli di Alcinoo, 1790-1792

La danza è un’arte e più precisamente l’arte del movimento. Essa è la madre di tutte le arti; mentre la musica e la poesia prendono vita nel tempo, le arti figurative e l’architettura nello spazio: la danza è partecipe, nello stesso momento, del tempo e dello spazio.

Creatore e creazione nella danza si fondono e divengono un tutt’uno: danzando l’uomo si esprime per mezzo del suo stesso corpo, ancor prima di affidare alla parola o alla materia il risultato della sua esperienza.
Mezzo di comunicazione antico come l’uomo che prende vita proprio con l’uomo, la danza, secondo Luciano di Samosata, nasce dall’amore e trae origine dalle danze cosmiche degli astri: dono divino, forma perfetta di adorazione presente un po’ in tutti i culti e in tutte le civiltà.

“Quest’arte di spettacolo insegna la rettitudine a chi cerca le regole etiche, dà godimento a chi attende ai piaceri dell’amore, dona il dominio di se stessi agli indisciplinati, sapienza alle persone colte.”
(Natyashastra, testo indiano attribuito al saggio Bharata)

Danzatrice nuda, Pompei, Villa dei Misteri, II sec. a.c.

Danzatrice nuda, Pompei, Villa dei Misteri, II sec. a.c.

Danza e arti figurative hanno trovato numerosi punti di incontro nel corso del tempo, non solo a livello iconografico, ma anche attraverso la contaminazione dei rispettivi linguaggi espressivi: l’attrazione del pittore di tradurre i movimenti del danzatore in linee, colori, forme, e la volontà del ballerino di riprodurre le sensazioni del proprio corpo in movimento attraverso immagini visive.

Dipingere con il corpo e danzare con il colore.

Henri Matisse, La danza, 1909

Henri Matisse, La danza, 1909

“Amo molto la danza. La danza è una cosa straordinaria: è vita e ritmo. E’ facile vivere con la danza”
(Henri Matisse)

Henri de Toulouse-Lautrec, Ballo al Moulin Rouge, 1889-1890

Henri de Toulouse-Lautrec, Ballo al Moulin Rouge, 1889-1890

La storia della danza moderna comincia a Parigi sul finire dell’Ottocento: la città più vitale d’Europa accoglie personalità e manifestazioni che saranno poi il fondamento dello sviluppo successivo della danza.

Già Boldini, Toulouse-Lautrec e, soprattutto, Degas dimostrarono un interesse inedito per questa forma d’arte: l’affaccio su un mondo fatto di étoile in nuvole di voile bianco, ma anche di sfrenate danzatrici di can can.

David Douglas Duncan, Pablo Picasso e Jacqueline Roque danzano nello studio di Picasso, 1957

David Douglas Duncan, Pablo Picasso e Jacqueline Roque danzano nello studio di Picasso, 1957

Furono però le avanguardie agli inizi del Novecento, affascinate come erano dalla danza e dall’idea di un corpo in movimento, a realizzare numerose opere con tema principale la danza, ma anche scenografie e costumi in una ricca e vivificante sinergia di suoni, colori e movimenti: la danza non più guardata solamente dal di fuori, ma vissuta pienamente dal pittore che entra a fare parte di quel mondo.

Gli artisti salgono così direttamente sul palcoscenico per trasformare il teatro in un laboratorio di sperimentazione continua.

Emil Nolde, Danza attorno al vitello d'oro, 1910

Emil Nolde, Danza attorno al vitello d’oro, 1910

Sergej Diaghilev, geniale impresario dei Ballets Russes, diede il via ad una feconda stagione di collaborazioni artistiche nel campo della danza.

Quando creò la sua compagnia a Parigi nel 1909, Diaghilev strinse alleanze con gli artisti più innovatori dell’epoca, aprendo la strada ad una nuova concezione del balletto come opera d’arte totale.

Picasso, Matisse, Balla, Prampolini, De Chirico, Braque, Depero, rappresentanti delle diverse correnti dell’avanguardia, prestarono la loro opera alla creazione di scene e di costumi per la danza, segnando un momento particolarmente felice per l’arte europea.

Queste contaminazioni furono un terreno vitale per ripensare e rimescolare i linguaggi delle arti, ma negli esiti non si dimostrarono consoni all’espressività corporea: un eccesso di decorativismo che portò a spersonalizzare l’arte della danza, fino al caso limite dell’artista-coreografo Oskar Schlemmer, legato al Bauhaus, i cui costumi ingabbiavano letteralmente i danzatori, impedendoli in movimenti rigidi ed astratti.

Oskar Schlemmer, Bozzetto dei costumi per il Triadisches Ballett, 1924-1926

Oskar Schlemmer, Bozzetto dei costumi per il Triadisches Ballett, 1924-1926

Come arte autonoma la danza ha un proprio linguaggio e i propri strumenti espressivi che hanno comunanza e tangenza con le altre arti ma non possono e non devono sovrapporsi. Creando forme nuove nello spazio attraverso l’uso individuale del corpo, la danza è libera espressione di sentimenti e di emozioni, fonte di magia e di estasi continua, che rivendica la sua antica origine divina.

Edvard Munch, La danza della vita, 1899-1900

Edvard Munch, La danza della vita, 1899-1900

“Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare.”

(F. Nietzsche)

Edgar Degas, Ballerine in rosa, 1880-1885

Edgar Degas, Ballerine in rosa, 1880-1885

L’arte a passi di danza ultima modifica: 2015-01-03T14:47:34+00:00 da barbara
5 Comments
  • Guido Sperandio
    Posted at 16:05h, 04 gennaio Rispondi

    Cara Barbara, hai messo in luce un concetto su cui non mi ero mai soffermato: la danza, prima espressione dell’essere umano fin dalle sue origini.
    Interessante anche lo sviluppo che ne offri nel tempo fino agli anni più recenti.
    Tra l’altro, vedi la citazione che riporti e attribuita al saggio Bharatai (specialmente il passo “….dona il dominio di se stessi agli indisciplinati” ), mi ha suggerito un parallelo con le arti marziali orientali, concepite nel senso delle loro origini, a partire dalle esperienze yoga, cioè come e perchè nacquero.
    Inutile dire che esprimo al tuo lavoro, ancora una volta, tutto il mio apprezzamento.
    Buon anno.

    • barbarameletto
      Posted at 17:26h, 04 gennaio Rispondi

      Grazie mille buon anno a te 😉 il parallelo con le arti marziali è molto interessante, uno spunto notevole, ma in effetti perfettamente in linea con la filosofia orientale… grazie ancora 😀

    • valerio cosentino
      Posted at 19:27h, 04 gennaio Rispondi

      E’ un apprezzamento corretto. Le arti marziali, come la danza, richiedono controllo e coordinazione completi del corpo e necessitano di una disciplina continua della mente; vedi la premessa del maestro Vittorioso su: http://www.treccani.it/enciclopedia/arti-marziali_%28Universo-del-Corpo%29/.

  • Alessandra
    Posted at 20:01h, 04 gennaio Rispondi

    Piacevolissima questa analisi: gustata e apprezzata, anche visivamente…

    • barbarameletto
      Posted at 16:31h, 06 gennaio Rispondi

      Grazie mille, molto sintetica, ma giusto per cogliere qualche spunto interessante 😉

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