"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Dosso Dossi: l’incanto del pennello

Dosso Dossi: l’incanto del pennello

“E quei che furo a’nostri di’, o sono ora,
Leonardo, Andrea Mantegna, Gian Bellino,
duo Dossi, e quel ch’a par sculpe e colora
Michel, più che mortal, Angel divino;
Bastiano, Rafael, Tizian, ch’onora
Non men Cador che quei Venezia e Urbino…”

(Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, 1532, Canto XXXIII)

Dosso Dossi, Melissa, 1520

Dosso Dossi, Melissa, 1520

Nella seconda edizione dell’Orlando Furioso del 1532, Ludovico Ariosto annoverava tra i grandi artisti del tempo Dosso Dossi, uno dei principali pittori della corte estense. Eccentrico interprete del Rinascimento, di Giovanni Francesco Luteri, detto Dosso Dossi, non sono noti né il luogo né la data di nascita, che si colloca intorno al 1486-1487.
Ci è stato tramandato un alunnato a Mantova presso il maestro Lorenzo Costa, anche se nella sue opere giovanili non rimangono tracce di questa influenza, forte ed inequivocabile è invece la presenza della scuola veneziana distillata attraverso la lezione di Giorgione.

Dosso Dossi, Diana e Callisto, 1528

Dosso Dossi, Diana e Callisto, 1528

Le atmosfere rarefatte, ammantate di una luminosità cangiante, unite ad un certo gusto per l’ambiguità dei soggetti, sono caratteristiche che Dosso apprese dall’insegnamento giorgionesco.

Dosso amava i rebus e disseminò la sua opera di enigmi per rendere più affascinanti, ma anche più ermetici, i suoi quadri.

Come le nebbie della Ferrara in cui lavorò, la sua opera è misteriosa e sfuggente, ricca di quesiti interpretativi irrisolti che si addensano e si diradano nella mente dello spettatore. Dosso riesce ad essere tanto ammaliante quanto elusivo: i suoi quadri paiono essere stati creati appositamente per mettere in difficoltà la smania interpretativa degli iconografi o l’ossessione giustificativa dei critici.

Dosso Dossi, Enea e Acate sulla costa libica, 1520

Dosso Dossi, Enea e Acate sulla costa libica, 1520

Pittore al servizio di Alfonso d’Este, Dosso elaborò il suo linguaggio pittorico nel sofisticato ambiente culturale della corte ferrarese frequentato, a quei tempi, da illustri personaggi come l’Ariosto con il quale instaurò rapporti di amicizia.

In Dosso il colorismo veneto si unì alle più moderne soluzioni della pittura romana, dimostrando uno stile del tutto originale e duttile alle diverse richieste della committenza estense.

Dosso Dossi, Bacco

Dosso Dossi, Bacco

Versatile e geniale egli si piegò alle più svariate imprese artistiche, dalle più prestigiose alle più umili: decorò palazzi e castelli, disegnò livree e suppellettili, allestì scenografie per commedie, dipinse vessilli per i trombettieri, pronto a soddisfare ogni capriccio della sua altolocata committenza.
La sua produzione fu varia per tipologia e variegata per tema, ma fu soprattutto nelle opere di carattere profano che Dosso riuscì ad esprimere al meglio quell’atmosfera leggera e divertita che si respira nei versi ariosteschi.

Favole mitologiche, allegorie e paesaggi, furono i soggetti ideali per liberare gli incanti di un pennello capace di far raggelare il cielo con le note della più incredibile aurora boreale, o di rischiarare la fitta ombra dei boschi con la magnificenza pirotecnica dei fuochi d’artificio.

Dosso Dossi, Circe e i suoi amanti in un paesaggio, 1525

Dosso Dossi, Circe e i suoi amanti in un paesaggio, 1525

Grazia e dolcezza, levità ed ironia, non prive di una forte consapevolezza, si ritrovano nell’opera di Dosso, come pare emergere dal suo criptico autoritratto dove si raffigurò come Giove intento a dipingere la fugace bellezza delle farfalle, una bellezza semplice ma, proprio per questo, capace di riempirci di meraviglia.

Dosso Dossi, Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù, 1515-1518

Dosso Dossi, Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù, 1515-1518

Dosso Dossi: l’incanto del pennello ultima modifica: 2014-12-24T16:40:53+00:00 da barbara
3 Comments
  • Guido Sperandio
    Posted at 22:34h, 24 dicembre Rispondi

    Mi diverte da matti l’idea di un Giove occupato a dipingere farfalle.
    Ma Mercurio che fa? zittisce la Virtù?
    Tra l’altro, l’accostamento a Giove in quel preciso hobby, di Mercurio e la Virtù come si spiega?
    (Ho l’impressione con piacere che l’influenza non ti ha domato)

  • dbd66
    Posted at 16:56h, 30 dicembre Rispondi

    “La bellezza non è rara”
    E grazie a questo Blog è più facile coglierne tutte le sfumature .
    Difficile resistere alla tentazione di sottolineare su questo tuo ultimo
    scritto del 2014 il prezioso e costante lavoro che offri a noi poveri mortali .
    Un buon 2015 allora …..

    • barbarameletto
      Posted at 18:48h, 30 dicembre Rispondi

      Grazie mille…….la bellezza non è rara in effetti, basta solo saperla e volerla vedere 😉 grazie ancora e un felice 2015 a te………..

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