"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Bartolomeo Bimbi: il pittore delle “maraviglie”

Bartolomeo Bimbi: il pittore delle “maraviglie”

Bartolomeo Bimbi, Conchiglie

Bartolomeo Bimbi, Conchiglie

Ci fu un bel tempo antico in cui ogni reggia aveva il proprio orto, perfino nel lussuoso giardino di Versailles vi era uno spazio dedicato alla coltivazione della frutta e della verdura. Ma se l’interesse del re Sole si limitava alla consumazione privata dei suoi frutti, più o meno nella stessa epoca un potere più lungimirante coltivava le terre con il preciso scopo di migliorarle.

I Granduchi di Toscana si distinsero infatti per la loro vocazione scientifica e catalogatrice: negli immensi terreni che circondavano Firenze, i Medici diedero vita a numerose colture dove poter studiare le varietà delle specie, sperimentare nuovi innesti e introdurre essenze e sementi sconosciute.

Bartolomeo Bimbi, Melangoli, limoni e limette, 1715

Bartolomeo Bimbi, Melangoli, limoni e limette, 1715

L’ansia conoscitiva dei Medici non si limitava al mero lavoro di classificazione, essi si proponevano di tramandare le loro ricerche ai posteri come prezioso contributo alla valorizzazione e alla conservazione delle varie tipologie botaniche.

Da un’esigenza pratica sorse così la necessità di rappresentare i generosi prodotti dei giardini e degli orti sviluppando, nel contempo, un particolare genere di pittura, affine alla natura morta per soggetto ma diversa negli intenti: la finalità documentaria prevaleva su quella estetica e simbolica.

Bartolomeo Bimbi, Fichi, 1696

Bartolomeo Bimbi, Fichi, 1696

Il protagonista indiscusso in quest’arte, al servizio del granduca Cosimo III dal 1685, fu Bartolomeo Bimbi, artista formatosi nella bottega di Filippo Lippi e che, nella sua lunga carriera, si specializzò nel dipingere nature morte di tipo didascalico ed illustrativo.

Le sue riproduzioni si caratterizzano per l’intento di catalogazione sistematica di animali e frutti organizzati per specie, per stagione e per provenienza.

Bartolomeo Bimbi, Uve, 1700

Bartolomeo Bimbi, Uve, 1700

Di grande interesse è, in tal senso, un’opera del 1700 dal titolo Uve: un singolare campionario di grappoli d’uva atto a riprodurre con estrema meticolosità le principali varietà frutticole prodotte nel granducato di Toscana.

Tutti i grappoli mostrano acini di forme e colore diverso e sono accompagnati da cartigli che indicano il nome della qualità: una vera e propria mappa dei vitigni autoctoni di grande interesse, non solamente naturalistico, ma anche storico e documentario.

Bartolomeo Bimbi, Agnello dalle due teste, 1721

Bartolomeo Bimbi, Agnello dalle due teste, 1721

Sempre secondo i voleri del granduca, il Bimbi fissò sulla tela esemplari di animali, frutti e piante esotiche, rare o eccezionali: mirabilia che il granduca si procurava in terre lontane, oppure quei prodotti straordinari e mostruosi che talvolta la natura si divertiva a fabbricare negli orti dei sudditi.

Immense zucche, cedri giganteschi e bitorzoluti, il cocomero “di libbre centocinque, bellissimo”, la barbabietola di quaranta libbre, nata nel marzo del 1712 nella tenuta degli Strozzi, e via via tutti gli “esemplari stravaganti e aborti di natura” che venivano rinvenuti e offerti in dono al magnanimo e curiosissimo principe.

Bartolomeo Bimbi, Zucca, 1711

Bartolomeo Bimbi, Zucca, 1711

Il Bimbi, pur riuscendo a fotografare con grande esattezza questo immenso patrimonio botanico, lo nobilitò attraverso la sua maestria e il sapiente uso del pennello, come ben già riconosceva il suo biografo Francesco Saverio Baldinucci “… né Tiziano né Raffaello, né alcun pittore del mondo che avesse voluto fare frutte e fiori mai sarebbe arrivato a farli in quelle forme e così bene.”

Bartolomeo Bimbi, Ciliegie, 1699

Bartolomeo Bimbi, Ciliegie, 1699

In effetti il Bimbi fu in grado di rendere la sua materia talmente tangibile che pare quasi di poter assaporarne i frutti: la buccia dei suoi cedri è ruvida e lievemente appiccicosa, i suoi grappoli d’uva sono talmente invitanti da richiamare gli insetti, la polpa dei suoi fichi è dolce e zuccherina.

Una pittura che lungi dall’essere esclusivamente di carattere didascalico si eleva a trionfo dei prodotti della terra, esaltati nelle loro molteplici qualità di sapore, odore e consistenza: un’esperienza sensoriale ancora prima che artistica.

Bartolomeo Bimbi, Susine

Bartolomeo Bimbi, Susine

 

Bartolomeo Bimbi, Grande limone in un paesaggio, 1690

Bartolomeo Bimbi, Grande limone in un paesaggio, 1690


Bartolomeo Bimbi, Girasole, 1721

Bartolomeo Bimbi, Girasole, 1721

 

Bartolomeo Bimbi, Armi turche, 1680

Bartolomeo Bimbi, Armi turche, 1680

Bartolomeo Bimbi: il pittore delle “maraviglie” ultima modifica: 2014-12-16T22:02:33+00:00 da barbara
1Comment
  • Guido Sperandio
    Posted at 23:01h, 16 dicembre Rispondi

    Dove vai scovarle simili… primizie?
    Applausi.
    Sto imparando… goloso 🙂

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