"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Scatti d’artista: Martin Parr

Scatti d’artista: Martin Parr

Io fotografo la vita così com’è, se le foto vi sembrano grottesche è perché pensate che lo sia la vita. E’ così? Ognuno di noi è bello e brutto nello stesso tempo, piacevole e spiacevole. Così è fatto il genere umano.”

(Martin Parr)

Martin Parr, da "Benidorm", 1999

Martin Parr, da “Benidorm”, 1999

Da bambino fu iniziato dai genitori all’osservazione degli animali nella campagna inglese, la stessa passione della ricerca e ossessione per la catalogazione, Martin Parr la traspose nella sua opera, una collezione ragionata dei costumi e dei modi di vita della società contemporanea.

Martin Parr, Ascot, Inghilterra, 2003, da "Luxury", 1995-2009

Martin Parr, Ascot, Inghilterra, 2003, da “Luxury”, 1995-2009

Nato il 23 maggio del 1952 ad Epsom, Parr cominciò la sua carriera come fotografo di reportage; dal bianco e nero, dove si fece le ossa, passò, verso la metà degli anni Ottanta, all’uso del colore, un colore intenso e saturo, che divenne la sua inconfondibile cifra stilistica.
Osservando la realtà con apparente noncuranza, lo sguardo di Parr si sofferma sui dettagli più chiassosi e vistosi che lo circondano: uno slip a stelle e strisce, uno smalto blu, una torta turchese, una bambola gonfiabile, un hamburger, gli aspetti più ovvi e frivoli della cosiddetta civiltà dei consumi.

Martin Parr, Ramsgate, Inghilterra, 1996, da "New British", 1996

Martin Parr, Ramsgate, Inghilterra, 1996, da “New British”, 1996

La sua forza risiede proprio nella capacità di concentrare, nei pochi centimetri quadrati di una foto, il risvolto grottesco dell’appariscente cosmesi di cui si adorna il mondo occidentale, nel vano tentativo di mascherare il disagio e la povertà spirituale che lo pervade.

Il risultato sono immagini vivaci, iperrealistiche, dove emerge tutta la spietatezza dell’occhio di chi guarda il suo soggetto come fosse un caso clinico: la vita non è vera, è super vera, illuminatissima, abbacinante.

Martin Parr, Gruppo di coreani al Partenone, 1991

Martin Parr, Gruppo di coreani al Partenone, 1991

Ecco allora i turisti incantati davanti alle statuine di plastica del David di Donatello, coppie che si trovano a cena senza scambiarsi nemmeno uno sguardo, mamme nelle sale giochi mentre i bambini si aggirano tra le slot machine: il trionfo del kitsch e del cattivo gusto, dove tutti i miti borghesi – la famiglia, il buon senso, l’amor materno – sono fatti a pezzi uno per uno.
Le abitudini alimentari, turistiche o comportamentali dell’umanità, vengono registrate da Parr con un umorismo graffiante ed una aggressività dirompente: una società sul baratro che pare procedere verso la fine dei suoi giorni.

Martin Parr, da "Think of England", 2000-2004

Martin Parr, da “Think of England”, 2000-2004

Martin Parr non è un fotografo glamour alla Newton, il suo intento è quello di raccontare la vita ordinaria, fatta di cose comuni, non necessariamente belle od esteticamente perfette: la pancia che straborda dal costume, la ricrescita dei capelli, le labbra rifatte, la macchia sul vestito.
Le sue foto parlano delle persone e delle cose di tutti i giorni senza abbellimenti o mistificazioni di sorta: una realtà talmente vera da sembrare il frutto di una manipolazione. Ma è solo la bellissima, tragica, spietata ed autentica realtà in cui tutti noi viviamo: frammenti preziosi di un lucido specchio di verità.

Martin Parr, Segaia Ocean Dome, Miyazaki, Giappone, 1996

Martin Parr, Segaia Ocean Dome, Miyazaki, Giappone, 1996

“Il bello è propaganda. Le cose belle si usano per vendere. Anche un album di famiglia è propaganda, per far buona impressione. Io amo la gente così com’è, e ognuno trova la bellezza dove gli pare, senza regole.”

(Martin Parr)

Martin Parr, da "Luxury", 1995-2009

Martin Parr, da “Luxury”, 1995-2009


Martin Parr, Westbay, Inghilterra, 1996

Martin Parr, Westbay, Inghilterra, 1996


Martin Parr, da "Benidorm", 1999

Martin Parr, da “Benidorm”, 1999


Martin Parr, da "Luxury", 1995-2009

Martin Parr, da “Luxury”, 1995-2009


Martin Parr, New Brighton, Inghilterra, da "Last Resort", 1983-1985

Martin Parr, New Brighton, Inghilterra, da “Last Resort”, 1983-1985

Scatti d’artista: Martin Parr ultima modifica: 2014-12-01T16:02:40+00:00 da barbara
2 Comments
  • Guido Sperandio
    Posted at 21:38h, 01 dicembre Rispondi

    Fatico ad essere entusiasta nel contempo, però, colgo della provocazione stimolante.
    Sono in equilibrio, fifty-fifty, sul filo di propendere ora di qui ora di là.
    Sarà che l’istantanea sull’attimo fuggente o sul paradosso del momento è sempre più facile e diffusa, se non inflazionata, specie nel web, grazie alla tecnologia che ha reso accessibile ciò che fino a poco tempo fa era rituale appannaggio di pochi stregoni.
    In ogni caso, trovo interessante conoscere il signor Parr e te ne sono grato.
    La tua infaticabile mission merita il dovuto apprezzamento.
    (Mai la parola mission apparve tanto pertinente:-) )

    • barbarameletto
      Posted at 14:55h, 03 dicembre Rispondi

      Mi è capitato di vedere una mostra di Martin Parr a Barcellona un paio di anni fa. Devo essere sincera non lo conoscevo, però è riuscito a catturare la mia attenzione.
      Condivisibile o meno, attraverso le sue foto arriva diretto come un fulmine il suo messaggio e tutta la carica di irriverente ironia che scaglia contro i miti del mondo contemporaneo.
      Non sono pienamente d’accordo sulla facilità di fare un certo tipo di scatti, vista la facilità dei mezzi che abbiamo a disposizione. Martin Parr ha avuto un’idea e l’ha realizzata con grande maestria (inutile dire che è un uomo della Magnum e ha fatto la sua bella gavetta da fotografo).
      Insomma può piacere o non piacere, ma Parr ha certamente elaborato uno stile, il suo stile e ti garantisco che, visti dal vivo, i suoi scatti entrano come fucilate nel campo visivo dello spettatore.

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