"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Philippe Halsman: l’estetica del “jump”

Philippe Halsman: l’estetica del “jump”

 “Le cose più importanti e profonde devono essere espresse in modo semplice e diretto.”

(Philippe Halsman)

Philippe Halsman, Philippe Halsman e Marilyn Monroe, 1954

Philippe Halsman, Philippe Halsman e Marilyn Monroe, 1954

Nato a Riga nel 1906 da una famiglia ebrea, Philippe Halsman fu uno dei più grandi fotografi della metà del Ventesimo secolo.

Noto soprattutto per i suoi ritratti di intellettuali, politici, scienziati e celebrità, lavorò per il mondo della moda e per clienti privati, guadagnandosi le copertine delle più polari riviste dell’epoca, come Look, Esquire, Paris Match, Saturday Evening Post, Stern e Life.

Philippe Halsman, Richard Nixon, 1955

Philippe Halsman, Richard Nixon, 1955

Amico di Salvador Dalì, con cui collaborò artisticamente per circa trent’anni, e di Albert Einstein, che lo aiutò ad ottenere un visto per gli Stati Uniti, Halsman elaborò un particolare tipo d’immagine da lui scherzosamente denominata jump.

Il termine jump, a detta dello stesso Halsman, venne coniato nel 1952 durante un’ardua sessione fotografica per celebrare la famiglia Ford, nel cinquantesimo anniversario della compagnia automobilistica.

Dopo aver speso inutilmente lungo tempo con nove adulti tesi ed undici bambini indisciplinati, Halsman propose loro di saltare, riuscendo così a catturare un ritratto reale ed immediato del clan Ford.

Philippe Halsman, Il Duca e la Duchessa di Windsor, 1956

Philippe Halsman, Il Duca e la Duchessa di Windsor, 1956

“Quando si chiede ad una persona di saltare, la sua attenzione è diretta all’atto del saltare e così la maschera cade, rendendo visibile la persona reale.”
Per i sei anni successivi Halsman chiese a numerosi clienti di saltare davanti al suo obiettivo, liberando in questo modo il soggetto dalle rigidezze imposte dal ruolo o dallo status sociale.
Richard Nixon, la Duchessa ed il Duca di Windsor, Marilyn Monroe, il giudice Learned Hand e molti altri personaggi celebri, si librarono davanti al fotografo rivelando le loro emozioni più vere.

Philippe Halsman, J. Robert Oppenheimer, 1958

Philippe Halsman, J. Robert Oppenheimer, 1958

Questi scatti rappresentano una delle più importanti sfide messe in atto dal medium fotografico: l’atto vitale del saltare fa cadere la maschera che ognuno di noi indossa, mettendo a nudo il nostro autentico essere che non siamo più in grado di nascondere.

Profondamente interessato ai suoi soggetti, Halsman voleva che i suoi scatti fossero dei momenti reali, rappresentazioni dell’essenza del personaggio ritratto: un lavoro creativo ed ingegnoso unito alla ricerca di situazioni sempre divertenti ed originali.

Con questa arguta tecnica, che impediva al modello di controllare le espressioni del viso, Halsman riuscì così a creare immagini spontanee e assolutamente naturali, atte a svelare aspetti intimi e reconditi dell’individuo.

Philippe Halsman, Jean Seberg con il gatto, 1959

Philippe Halsman, Jean Seberg con il gatto, 1959

L’idea del jump si era radicata nella mente di Halsman ben prima dell’esperienza con la famiglia Ford.

Sottile e fine psicologo, Halsman aveva notato, mentre eseguiva una serie di foto per la NBC, che gli attori comici solevano saltare spontaneamente di fronte alla macchina fotografica: il salto consentiva di entrare meglio nel ruolo di commediante.

Il salto come momento di gioco, di svincolo dai freni inibitori, di esplosione emozionale, di elevazione dagli schemi imposti dalla realtà quotidiana: un atto che consente di spogliarsi completamente da quelle sovrastrutture che impediscono al nostro essere di fare capolino.

Philippe Halsman, Audrey Hepburn, 1955

Philippe Halsman, Audrey Hepburn, 1955

“Quando ci si mette in posa davanti ad un fotografo si assume inconsciamente un atteggiamento che non è spontaneo. Nessuna luce, né la migliore macchina fotografica possono infrangere questa maschera, solo con la sensibilità e l’intelligenza il fotografo riesce, per un solo istante, a penetrare nell’intimo del carattere.”

(Philippe Halsman)

Philippe Halsman, Grace Kelly, 1955

Philippe Halsman, Grace Kelly, 1955


Philippe Halsman, Dean Martin and Jerry Lewis, 1951

Philippe Halsman, Dean Martin and Jerry Lewis, 1951


Philippe Halsman, Jean Cocteau

Philippe Halsman, Jean Cocteau

Philippe Halsman: l’estetica del “jump” ultima modifica: 2014-10-31T18:23:00+00:00 da barbara
4 Comments
  • martavitiello
    Posted at 14:09h, 01 novembre Rispondi

    Bell’articolo!

  • Anonimo
    Posted at 09:38h, 17 ottobre Rispondi

    Bellissimo!
    Sia il fotografo che l’articolo.

    • barbara
      Posted at 21:30h, 17 ottobre Rispondi

      Grazie, fotografo geniale e molto interessante.

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