"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Franz von Stuck: l’ultimo Cavaliere della pittura

Franz von Stuck: l’ultimo Cavaliere della pittura

Franz von Stuck, Autoritratto, 1905

Franz von Stuck, Autoritratto, 1905

Quando venne nominato Cavaliere nel 1905 e potè così fregiarsi di quell’altisonante von davanti al semplice cognome Stuck, Franz scelse per il suo stemma un centauro: mitica creatura di mezzo, metà umana e metà equina, sensuale e lasciva ma, nello stesso tempo, forte e vitale. Un’allusione evidente al corpo non ancora separato dai suoi istinti naturali, totalmente immerso nello spirito dionisiaco del mondo.

Franz von Stuck, Scherzo, 1909

Franz von Stuck, Scherzo, 1909

Erede spirituale dello svizzero Arnold Böcklin, Franz von Stuck trasse ispirazione dai temi della mitologia greco-romana, rivisitata attraverso la sensibilità arguta di un uomo moderno: il clima torbido e decadente dell’imperante simbolismo francese veniva così trasformato da un’elegante ironia aperta ad un malizioso erotismo.

Un eden classico popolato di fauni, sirene, ninfe e centauri anima l’opera di von Stuck: repertori allegorici e visionari costruiti con estrema raffinatezza e perfezione tecnico formale.

Franz von Stuck, Inferno, 1908

Franz von Stuck, Inferno, 1908

Nato nel 1863 a Tettenweis, nella Bassa Baviera, da una famiglia cattolica di contadini e mugnai, Franz von Stuck già all’età di sei anni cominciò ad essere noto nel suo villaggio come pregevole autore di caricature.

La frequentazione della Scuola reale d’Arti decorative di Monaco gli permise di acquisire solide basi per la sua futura carriera di pittore, architetto, decoratore e scultore.

Franz von Stuck, Salomè, 1906

Franz von Stuck, Salomè, 1906

Fin dalle opere giovanili si manifestano quelli che saranno i temi prediletti dell’artista maturo: l’esaltazione della bellezza conturbante e sensuale della donna, la rappresentazione delle divinità antiche e della mitologia in un ambiente totalmente pagano e selvaggio ed, infine, la trattazione delle tematiche religiose in modo irriverente ed eroico assieme.

Franz von Stuck, Lucifero, 1889-1890

Franz von Stuck, Lucifero, 1889-1890

Tra i fondatori della Secessione di Monaco, insegnante di Kandinskij e di Klee, von Stuck godeva, all’epoca, di un’autorevolezza incontrastata, superiore perfino a quella del grande Gustav Klimt; fu a von Stuck che Egon Schiele scrisse nel 1908 per chiedere “una parola della sua divina persona per essere accettato all’esposizione primaverile della Secessione.”
Egli fu il pittore che, a ridosso del terremoto scatenato dalle avanguardie europee, sedusse i circoli artistici di mezza Eurupa: l’ultimo dei grandi disegnatori prima della definitiva dissoluzione delle forme imposta dal Novecento.

Franz von Stuck, Il Peccato, 1893

Franz von Stuck, Il Peccato, 1893

Perfino l’Italia non fu immune al fascino di von Stuck tanto che, in occasione dell’esposizione a lui dedicata alla Biennale di Venezia del 1909 e di quella di Roma del 1911, vennero acquistate quattro fra le tele più rappresentative del maestro: lo “Scherzo” del museo Revoltella di Trieste, “Oreste e le Erinni” della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, la “Medusa” della Galleria Internazionale d’arte moderna di Venezia ed il celeberrimo “Peccato” della Galleria Restivo di Palermo.

Franz von Stuck, Il bacio della Sfinge, 1895

Franz von Stuck, Il bacio della Sfinge, 1895

Cavaliere per rango e per talento, von Stuck si elevò come maestro indiscusso di un’arte che, oramai, andava piegandosi verso le nuove esigenze espressive promosse dalle avanguardie: i movimenti del Blaue Reiter, Die Brücke e i Fauves stavano cominciando a suonare le campane a morte attorno agli ultimi ruderi del simbolismo.

Franz von Stuck, L'amazzone ferita, 1905

Franz von Stuck, L’amazzone ferita, 1905

Franz von Stuck: l’ultimo Cavaliere della pittura ultima modifica: 2014-10-09T21:14:14+00:00 da barbara
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