"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Capolavori della National Gallery: Odilon Redon, Ofelia trai i fiori, 1905

Capolavori della National Gallery: Odilon Redon, Ofelia trai i fiori, 1905

Odilon Redon, Ragno che piange, 1881

Odilon Redon, Ragno che piange, 1881

Quando penso ad Odilon Redon si affacciano subito alla mia mente immagini in bianco e nero, litografie e disegni ai confini tra il reale ed il fantastico.

La sua tecnica prediletta fu, oltre alla litografia, il carbone steso a punta; il suo colore d’elezione fu il nero, allargato sul foglio in macchie, aloni ed ombre.

Odilon Redon, Il pallone occhio, 1878

Odilon Redon, Il pallone occhio, 1878

Coetaneo di Monet, Renoir e Cézanne, Redon, con la sua opera, svelò un mondo nuovo e diverso, un mondo inattuale popolato di mostri, enigmi e fantasmi.

Freud doveva ancora scrivere la sua Interpretazione dei sogni, ma Redon aveva già iniziato a scandagliare i recessi dell’inconscio, addentrandosi nelle pieghe più profonde e misteriose dell’animo umano e scalfendo la superficie della realtà visibile.

In una sala della National Gallery dedicata quasi interamente a Degas, dove spicca magnifica la tela del 1879 Madamoiselle La La al circo Fernando, un’inaspettata esplosione di colore reclama la mia attenzione: macchie di colore che, a mano a mano che mi avvicino, iniziano a prendere forma e sostanza.

Un’inusuale Redon si offre così al mio sguardo: abbandonati i neri vellutati, il dramma esistenziale si attenua e si interiorizza, stemperandosi in un arabesco naturale da cui scaturisce l’immagine.

Odilon Redon, Ofelia tra i fiori, 1905

Odilon Redon, Ofelia tra i fiori, 1905

Ofelia tra i fiori è il titolo dell’opera, una delle varie rappresentazioni ispirate a Redon dall’Amleto di Shakespeare. Il titolo, in questo caso, ha poca o nessuna importanza, poiché la narrazione è completamente decontestualizzata da qualsiasi spazio reale e concreto, elevandosi in uno spazio che è quello interiore del sogno e della visione.

La pittura si fa puro segno e supera, così, d’un colpo il simbolismo: il significato diviene un elemento trascurato e trascurabile a favore delle linee e delle forme, uniche protagoniste della composizione. Finalmente la pittura si dispiega dimenticandosi dell’idea e trasformandosi in una decorazione quasi astratta.

Coetaneo dei nomi più noti dell’impressionismo, Odilon Redon intraprese un cammino diverso e del tutto originale rispetto al naturalismo imperante.

Anticipatore delle tematiche simboliste, non riscosse un grande successo entro la sua generazione dalla quale non fu completamente capito. Lo stesso Degas, proprio quel Degas che ora condivide con Redon una stanza alla National Gallery, diceva di amare profondamente le incisioni di Redon, le sue visioni nere, anche se confessava di “non capirci niente.”

Nato entro le maglie dell’impressionismo che giudicava “un edificio dalle volte un po’ basse”, Redon cercò di scardinare quelle volte soffocanti attraverso l’uso della fantasia e dell’allucinazione per esplorare, così, le illimitate possibilità della conoscenza.

L’arte di Redon fu un barlume che illuminò la profondità delle cose in quel crepuscolo di Ottocento; essa fiorì pian piano, prima drammaticamente, con i fiori infernali del suo periodo nero, e poi delicatamente, con i fiori paradisiaci del suo periodo colorato.

Odilon Redon, Pegaso e le Muse, 1900

Odilon Redon, Pegaso e le Muse, 1900

Capolavori della National Gallery: Odilon Redon, Ofelia trai i fiori, 1905 ultima modifica: 2014-08-28T15:50:58+00:00 da barbara
2 Comments
  • Alessandra
    Posted at 21:30h, 28 agosto Rispondi

    Se non sbaglio si ispirava anche ai racconti di Edgar Allan Poe per disegnare le sue strane creature…

    • barbarameletto
      Posted at 11:50h, 29 agosto Rispondi

      Certamente Poe era uno dei letterati che Redon sentiva più vicino alla sua sensibilità, ma non bisogna cadere nell’equivoco di Redon come “illustratore” di Poe.
      La visione di Redon è del tutto originale e personale e le sue opere sono il frutto della sua particolare esperienza emotiva ed esistenziale. Vi sono comunque delle evidenti correspondences fra i due artisti.

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