"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Alberto Martini: l’anima nera dell’arte

Alberto Martini: l’anima nera dell’arte

Alberto Martini, Alichino e Calcabrina, Illustrazione per la Divina Commedia, Inferno, XXII, 1937

Alberto Martini, Alichino e Calcabrina, Illustrazione per la Divina Commedia, Inferno, XXII, 1937

“Per imparare il disegno a penna, strumento difficile e acuto come il violino, è necessario lavorare di giorno e di notte per molti anni; passare notti intere al lavoro, arrischiando la vita, per poter rendere sensibili l’immaginazione e la fantasia di uno stile originale, per fermare la vibrazione luminosa e l’espressione plastica più intensa… Ogni essere ed ogni cosa mostrano le stimmate della lotta per la vita. Il vero disegnatore è un trageda.”

(Alberto Martini)

Alberto Martini, Grottesca, 1915

Alberto Martini, Grottesca, 1915

Alberto Martini, nonostante la sua pregevole e vasta produzione, rimane ancora un artista periferico e occulto, continuando ad aggirarsi, come un’anima dannata, tra le zone inesplorate della storia dell’arte.
Sarà forse dovuto alla raffinatezza della sua opera, o a quella fantasia onirica e spietata che lo caratterizzò e che lo resero poco appetibile sul suolo italico, più avvezzo ad un simbolismo pallido, dai contorni svenevoli e decadenti. In un’epoca in cui trionfava la retorica di un Sartorio o l’esoterismo provinciale di un Segantini, il simbolismo duro e nordico di Martini rimaneva un fenomeno appartato, lontano dai clamori di un riconoscimento popolare.

Alberto Martini, Illustrazione per “I Racconti del mistero e dell’orrore” di Edgar Allan Poe, 1908

Alberto Martini, Illustrazione per “I Racconti del mistero e dell’orrore” di Edgar Allan Poe, 1908

Elegante ed altero, bello ed aristocratico, Alberto Martini spese la sua esistenza tra le grandi capitali europee, frequentando gli ambienti all’avanguardia ed il bel mondo ma rimanendo sempre e solo fedele a se stesso: estraneo ai più, ignoto ai molti. Non fece mai nulla per contraddire l’isolamento in cui venne relegata la sua opera: la sua vita fu volutamente avvolta in una nube di mistero, legata com’era solo ad inseguire una propria e personale visione.

Intrigato dal mondo arcano ed onirico, Martini fu l’illustratore più intrigante delle opere di Poe, Verlaine, Baudelaire, Rimbaud e Mallarmé: visioni terrifiche, sospese tra vita e morte.

Maestro sublime del bianco e nero, la sua materia era l’inchiostro, le ombre notturne il suo elemento naturale. Attraverso il suo pennino sottile linee e macchie prendevano forma, come per una strana alchimia, a formare immagini ossessive, erotiche, sensuali, crudeli e spietate.

Alberto Martini, Illustrazione per “I Racconti del mistero e dell’orrore” di Edgar Allan Poe, 1908

Alberto Martini, Illustrazione per “I Racconti del mistero e dell’orrore” di Edgar Allan Poe, 1908

Martini si tenne per lungo tempo lontano dal colore, la luce che lo guidava era quella del suo mondo interiore, in bilico tra torbide realtà ed inusuali fantasie. Quanto fu grande come disegnatore, tanto fu modesto come pittore: le sue tele mancarono totalmente di quella potenza espressiva che caratterizzò la sua produzione grafica.

L’anima eletta e solitaria di Martini si dimostrò, infatti, più affine alle vibrazioni sottili ed armoniche del disegno che alle roboanti sinfonie dell’arte pittorica. Il filo scuro della china era lo strumento che Martini accordava alla perfezione: armonie sublimi e perfette, fissate per l’eternità sul candore di un foglio.

Alberto Martini, Disegno a china ed inchiostro, 1908

Alberto Martini, Disegno a china ed inchiostro, 1908

Oscuro come la produzione che lo rese grande, Alberto Martini vaga ancora negli anfratti più reconditi dell’arte: il suo nome volutamente, o per ignoranza, mai pronunciato.

Una sorte funesta per chi, come lui, seppe guardare oltre il suo tempo, anticipando i drammi violenti e brutali generati dal marasma dell’inconscio. Ma lo stesso Martini era perfettamente consapevole che la vera arte è fatta da pochi e per pochi: “chi non ha comprensione, né fede vale niente in tutte le cose della vita, e in arte chi manca di comprensione, di chiaroveggenza (i molti), è una nullità, o, se vi piace, un cadavere che vaneggia. L’arte non è fatta per i cadaveri.”

Alberto Martini, Illustrazione per “I Racconti del mistero e dell’orrore” di Edgar Allan Poe, 1908

Alberto Martini, Illustrazione per “I Racconti del mistero e dell’orrore” di Edgar Allan Poe, 1908

Alberto Martini: l’anima nera dell’arte ultima modifica: 2014-08-26T16:05:40+00:00 da barbara
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