"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Capolavori della National Gallery: Annunciazione con Sant’Emidio di Carlo Crivelli

Capolavori della National Gallery: Annunciazione con Sant’Emidio di Carlo Crivelli

Percorrendo uno stretto corridoio poco illuminato della National Gallery, si giunge ad una sala che racchiude inestimabili gioielli pittorici del rinascimento italiano.

La prima opera che si offre allo sguardo dello spettatore è l’ Annunciazione con Sant’Emidio di Carlo Crivelli, opera che desta subito ammirazione per la densità decorativa e la finezza compositiva.

Una pittura che non si può non vedere, talmente ricca e debordante di dettagli da suscitare una sorta di indigestione visiva.

Carlo Crivelli, Annunciazione con Sant'Emidio, 1486

Carlo Crivelli, Annunciazione con Sant’Emidio, 1486

Dopo aver placato i sensi dallo stordimento iniziale, lo sguardo vaga libero sulla tavola: orpelli anticheggianti, decorazioni vegetali, minuzie architettoniche, varietà di materiali; uno scrigno incrostato di pietre preziose che racchiude l’episodio evangelico.

La scena è collocata in una strada cittadina, non in una stanza o in un giardino come vuole la tradizione, una strada affollata dove il miracolo che si sta compiendo pare essere un accidente rispetto alla complessità della narrazione.

La Vergine, inginocchiata dietro alla soglia di una casa, riceve compita il raggio di luce dello Spirito Santo, mentre Sant’Emidio, vescovo di Ascoli, e l’arcangelo Gabriele partecipano all’epifania da una via laterale: uno spaccato di quotidianità che annuncia la nascita del Signore.

Carlo Crivelli, Polittico di San Domenico di Camerino, particolare di un pannello laterale con la Vergine Annunciata, 1482

Carlo Crivelli, Polittico di San Domenico di Camerino, particolare di un pannello laterale con la Vergine Annunciata, 1482. Il polittico fu smembrato e disperso. I due pannelli con l’Annunciazione si trovano al Städel Museum di Francoforte

Ma come mai una tavola come l’Annunciazione grande, non solo nelle dimensioni, ma anche nella qualità pittorica, la troviamo esposta alla National Gallery di Londra?

L’opera, firmata e datata, fu dipinta nel 1486 da Carlo Crivelli per la chiesa della Santissima Annunziata di Ascoli Piceno. Essa celebrava un evento molto importante per la città, ossia la concessione di speciali autonomie da parte di papa Sisto IV.

Crivelli, pittore già largamente apprezzato nelle marche, si guadagnò, per questo capolavoro, il titolo di Cavaliere.

La tavola, assieme ad altri lavori del Crivelli, si trovò a far parte del grande bottino di guerra dell’epoca napoleonica: il 24 settembre 1811 alla pinacoteca di Brera, il “Louvre italiano” voluto ardentemente dal Bonaparte, giunsero da Camerino tredici tavole del pittore.

Carlo Crivelli, Madonna della Candeletta, 1490 circa, scomparto centrale del Polittico del Duomo di Camerino, Milano, Pinacoteca di Brera

Carlo Crivelli, Madonna della Candeletta, 1490 circa, scomparto centrale del Polittico del Duomo di Camerino, Milano, Pinacoteca di Brera

Non tutte le opere restarono a Brera, alcune vennero smembrate, vendute o utilizzate come “merce di scambio” per autori stranieri che la pinacoteca non copriva.
La nostra Annunciazione, forse all’epoca ritenuta in non buone condizioni di conservazione, fu venduta nel 1820 al mercante d’arte francese Auguste-Louis de Sivry che, approfittando di un momento politico così incerto e delicato, stava facendo incetta di numerose opere d’arte “svendute” al miglior offerente.

La pala del Crivelli, trasportata nel 1881 su tela, finì così nel variegato mercato antiquario fino a giungere in Inghilterra dove, dopo essere passata tra le mani di diversi collezionisti privati, entrò definitivamente nelle raccolte della National Gallery nel 1864.

Rimane aperta la questione sul perché i commissari napoleonici, incaricati di requisire opere di valore dalle soppresse chiese delle Marche, si siano concentrati proprio sulle opere di Carlo Crivelli, un pittore all’epoca sostanzialmente sconosciuto.

La risposta a questo quesito risiede forse proprio lì, nella ricchezza maniacale della sua pittura, capace di incantare gli emissari di Napoleone e che continua a stupire ancora oggi, a più di cinque secoli di distanza.

Carlo Crivelli, Annunciazione con Sant'Emidio, 1486

Carlo Crivelli, Annunciazione con Sant’Emidio, particolare, 1486


Carlo Crivelli, Annunciazione con Sant'Emidio, 1486

Carlo Crivelli, Annunciazione con Sant’Emidio, particolare, 1486


Carlo Crivelli, Annunciazione con Sant'Emidio, 1486

Carlo Crivelli, Annunciazione con Sant’Emidio, particolare, 1486

“Lo sviluppo completo si stenderà sino alle forme a merletto, alle invenzioni d’ornamento infinitesimale, dove gemme e fiori marmorei sono racchiusi in sagome di fasto orientale. Tali, in ispecie, sono i caratteri dell’opera di Carlo Crivelli.”
(A.Chastel – Storia dell’arte Italiana I, CAP 5. Il Quattrocento)

– See more at: http://www.artslife.com/2009/11/26/carlo-crivelli-e-brera/#sthash.W9O8Fhkd.dpuf

“Lo sviluppo completo si stenderà sino alle forme a merletto, alle invenzioni d’ornamento infinitesimale, dove gemme e fiori marmorei sono racchiusi in sagome di fasto orientale. Tali, in ispecie, sono i caratteri dell’opera di Carlo Crivelli.”
(A.Chastel – Storia dell’arte Italiana I, CAP 5. Il Quattrocento)

– See more at: http://www.artslife.com/2009/11/26/carlo-crivelli-e-brera/#sthash.W9O8Fhkd.dpuf

Capolavori della National Gallery: Annunciazione con Sant’Emidio di Carlo Crivelli ultima modifica: 2014-07-17T18:31:28+00:00 da barbara
2 Comments
  • Adam Kadmon
    Posted at 10:51h, 22 dicembre Rispondi

    Ho visto questo magnifico quadro, e non ho potuto fare a meno di notare questi magnifici dettagli, pieni di significato e, soprattutto, di messaggi nascosti.
    Se osservate con attenzione possiamo ben notare un oggetto volante di forma circolare che proietta uno strano laser sulla testa della vergine, esattamente nella posizione in cui è posizionato il 7* chakra (o chakra della corona o 7° cielo). Nelle religioni induiste, il settimo chakra da elevazione dell’ anima e conoscenza infinita.
    Abbiamo anche il pavone, un’ evidente allegoria dei culti della Via della Mano Sinistra, e rappresenta la brillantezza del’ aura dorata, è anche un simbolo di Satana nel Satanismo Spirituale.
    Un’ altro dettaglio che possiamo facilmente notare è una città con grattacieli in mano della persona affiancata dal santo alato. Come sia possibile che un pittore di 500 anni fa possa dipingere un dipinto con dettagli della nostra epoca? Solamente lo studio e la conoscenza potranno darci le risposte che cerchiamo, e ad una domanda, non troveremo una risposta, ma mille nuove domande.

  • L’arte indossa gli occhiali - barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 17:16h, 12 ottobre Rispondi

    […] Dal celeberrimo San Gerolamo nello studio del Ghirlandaio, passando attraverso le opere di Crivelli e Piero di Cosimo, fino al meno noto Miracolo di San Paolo di Giovanni Bilivert, l’occhiale […]

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