"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Scatti d’artista: Minor White

Scatti d’artista: Minor White

“La vita è una proiezione di fotogrammi immobili.”

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Minor White, Capitol Reef, Utah, USA, 1966

L’intera opera e l’esistenza di Minor White testimoniano una strenua e continua esplorazione dei simboli di una vita ulteriore, di un senso nascosto dietro l’apparenza sensibile delle cose.

Una sorta di fuga da qualcosa, ma anche verso qualcosa, che non trovò conforto nemmeno nelle diverse religioni che White frequentò alla ricerca di risposte.

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Minor White, San Francisco, 1959

Le sue fotografie rappresentano l’espressione concreta di questo tentativo di spingersi oltre il dato tangibile: equivalenti mentali di un mondo scarnificato da ogni possibile riferimento realistico.

Egli fu una sorta di mistico che adottò il mezzo espressivo più legato all’apparenza degli oggetti, quale è il mezzo fotografico, per tradurre i suoi messaggi spirituali e simbolici.

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Minor White, Fienile e nuvole, 1955

Nato il 9 luglio del 1908 a Minneapolis, si avvicinò alla fotografia grazie al nonno George che gli regalò la sua prima macchina fotografica, una Brownie, e che, in seguito, gli lasciò in eredità il suo prezioso archivio di diapositive e di fotografie di viaggi.

Una laurea in letteratura ed una in botanica, conseguite nel 1933, resero ufficiali quelle che saranno le passioni di una vita: la scrittura ed il regno vegetale, principale soggetto dei suoi primi scatti.

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Minor White, New York, 1955

Ad ispirarlo nella strada della fotografia spirituale fu Alfred Stieglitz che, con la sua serie Equivalents, scatti che ritraevano delle nuvole come equivalenti degli stati d’animo, diede voce all’idea che la pellicola potesse catturare qualcosa di più dell’immagine superficiale. Un’idea che White approfondirà anche attraverso lo studio della filosofia e soprattutto di quella orientale, che lo porterà a produrre una mostra nel 1972, Octave of Prayer, dove diede prova della similitudine tra preghiera e fotografia: immagini come parole ovvero come versi di una preghiera.

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Minor White

L’opera di White rappresenta un tentativo di unione suprema tra tutte le forme d’arte e le discipline affini al suo pensiero: fotografia, letteratura, danza, teatro, sono tutte manifestazioni del medesimo tipo di energia, espressioni che alludono a dio.

Di fronte alle immagini di White ciò che ci viene richiesto è di oltrepassare il mero dato figurativo per entrare in una comunione con il suo pensiero: condividere l’occhio del fotografo per riuscire a vedere ciò che visibile non è.

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Minor White

“Per passare dal tangibile all’intangibile è stato spesso d’aiuto il paradosso. Perché il fotografo possa svincolarsi dalla tirannide dei fatti visivi dai quali dipende completamente, il paradosso è l’unico strumento possibile.

E il paradosso-talismano per la fotografia unica, incomparabile è lavorare sullo specchio della memoria come se fosse un miraggio, e l’apparecchio fotografico una macchina capace di fare metamorfosi, la fotografia una metafora … Una volta liberatosi dalla tirannide delle superfici e delle strutture, delle sostanze e della forma, il fotografo potrà raggiungere la verità dei poeti.”

(Minor White)

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Minor White, Arenaria, fessura e ombra, 1949


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Minor White, Pacifica Devils, 1947


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Minor White , Cobblestone House, Avon, New York, 1953

Scatti d’artista: Minor White ultima modifica: 2014-06-18T19:16:53+00:00 da barbara
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