"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Magnum Photos: guerra e bollicine

Magnum Photos: guerra e bollicine

“Nell’attimo decisivo che fa di un individuo un fotografo, istinto e tradizione si fondono in uno scatto dell’otturatore: se manca l’istinto non c’è immagine, ma le immagini, prive della tradizione non possono durare.”

Magnum Photos: Robert Capa, Troina, Sicilia, 4-5 agosto 1943

Robert Capa, Troina, Sicilia, 4-5 agosto 1943

Il secondo conflitto mondiale aveva portato alla ribalta la figura del fotoreporter: un avventuriero mosso da una missione, con una Leica al collo e tanto coraggio nel cuore.

Il fotoreporter andava in giro per il mondo e lo raccontava. Scopriva storie, luoghi, facce, e li catturava in uno scatto.

“La vita è quella dell’esercito, perché consiste solo di essenzialità: cibo, sonno e l’arte di arrangiarsi. E l’esercito che accetta noi corrispondenti come parte di una grande famiglia!”, confidava alla madre Robert Capa interpretando un sentimento comune.

Magnum Photos: Robert Capa su un mezzo da sbarco verso le spiagge della Normandia, D-Day, 6 Giugno 1944

Robert Capa su un mezzo da sbarco verso le spiagge della Normandia, D-Day, 6 Giugno 1944

Un manipolo di questi straordinari fotografi fondò nel 1947 la Magnum Photos, una cooperativa fotografica con funzioni di agenzia e due uffici, uno a New York e uno a Parigi.

Promotore di questa audace impresa fu Robert Capa che, durante gli anni della guerra, si era spinto dentro agli eventi con lo stesso coraggio e lo stesso ardore dei combattenti.

Stanco di fare il fotografo come impiegato delle agenzie fotografiche, Capa assieme a Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger, William e Rita Vandivert decise, durante uno storico pranzo al Museum of Modern Art, di dare vita ad un’ associazione di fotografi indipendenti al fine di tutelare il diritto d’autore ma, soprattutto, la loro libertà di cronaca.

In questo modo i fotografi diventarono, per la prima volta, veramente padroni di se stessi e dei loro scatti, potendo così garantire l’ideologia delle foto molto spesso tradita dall’impaginazione e dalle didascalie.

Una considerazione di ordine pratico che ebbe un effetto dirompente e rivoluzionario. Raccogliendo i migliori talenti della scena mondiale, la Magnum verrà ad assumere una posizione di primo piano nell’ambiente fotogiornalistico, divenendo lo specchio più rappresentativo e suggestivo della recente storia del mondo.

Magnum Photos: Henri Cartier-Bresson, Robert Capa e David Seymour, Montmartre, Parigi, 1952

Henri Cartier-Bresson, Robert Capa e David Seymour, Montmartre, Parigi, 1952

Il nome Magnum faceva riferimento alla bottiglia di champagne da un litro e mezzo, un nome che evocava, come parola latina, grandezza e suggeriva, nello stesso tempo, successo e buon umore.

Questi grandi pionieri avevano sopportato privazioni e sofferenze, disagi e pericoli, ora potevano godere, fino a che il loro spirito di avventura non li avesse portati altrove, di una vita un più comoda e mondana.

I soci fondatori contribuirono, con il loro denaro, a creare un comune deposito per coprire le spese dell’agenzia e da cui poter attingere per un prestito.

Capa ricorreva spesso a questo fondo, sia per sostenere le sue ingenti perdite di gioco, sia per finanziare altri fotografi della Magnum. Spregiudicatezza ed istinto trasformarono Capa in un grande impresario, abile a procurare i contratti più lucrativi, pretendendo il pagamento anticipato in una valuta per riconvertirla, subito dopo, in un’altra più favorevole.

Magnum Photos: David Seymour, Napoli, 1948

David Seymour, Napoli, 1948

Con il passare del tempo nuovi giovani promettenti fotografi vennero arruolati nelle file della Magnum: un vivaio che avrebbe garantito il proliferare di questa magnifica impresa che, ancora oggi, continua ad essere un prestigioso punto di riferimento in un mondo sempre più saturo di immagini.

Cameratismo, senso di appartenenza, orgoglioso diritto alla propria unicità, sono le caratteristiche che accomunano, oggi come ieri, i fotografi di questo prezioso archivio fotografico.

“La Magnum è una comunità di pensiero, una qualità umana condivisa, la curiosità su quello che succede nel mondo, il rispetto per quello che accade e il desiderio di trascriverlo visivamente.”

Così diceva Cartier-Bresson, esaltando le qualità dei protagonisti mossi da motivazioni ideali più che ideologiche, e da una comune concezione della fotografia come strumento di conoscenza.

Magnum Photos: Robert Capa, Morte di un miliziano lealista, Cordoba, settembre 1936

Robert Capa, Morte di un miliziano lealista, Cordoba, settembre 1936

Nel frattempo alcuni degli uomini di punta se ne sono andati: Robert Capa nel 1954, ucciso da una mina in Vietnam, Werner Bischof, finito fuori strada sulle Ande con la sua Rover, a distanza di quindici giorni dalla morte di Capa, David Seymour nel 1956, vittima di una mitraglietta egiziana sul canale di Suez, solo Henri Cartier-Bresson, il più borghese del gruppo, ebbe il pregio di morire di vecchiaia dieci anni fa.

Da allora la Magnum è diventata sempre più grande, continuando ad annoverare fotografi di indiscusso talento come Elliot Erwitt, Leonard Freed, Bruce Davidson e molti altri ancora, ma non sarà più la stessa; il tempo l’ha inevitabilmente cambiata.

Magnum Photos: Elliott Erwitt, Jackie Kennedy, Arlington, Virginia, 1963

Elliott Erwitt, Jackie Kennedy, Arlington, Virginia, 1963

L’avvento della televisione e di internet, la seduzione esercitata dalla pubblicità, la progressiva ed esponenziale moltiplicazione delle immagini, hanno contribuito a trasformare la fotografia nelle sue fondamenta.

Messa da parte la figura del fotoreporter si è affermato il semplice creatore di immagini.

Lo spirito originario della Magnum permane nelle parole di Cartier-Bresson, valido monito per le nuove generazioni di fotografi.

“La Magnum è stata creata per autorizzarci, e di fatto per obbligarci, a portare la nostra testimonianza sul mondo (…).

Non voglio entrare nei dettagli del perché, come e quando, ma sento incombere su di noi un pericolo di sclerosi (…).

E’ necessario restare in contatto con le realtà che sono davanti all’obiettivo e non esitare a sacrificare conforti materiali e sicurezza.

Sarà questo ritorno alle origini a mantenere le nostre teste e i nostri obiettivi al di sopra della vita artificiale che sovente ci cinge dappresso.

Sono scioccato nel vedere a che punto tanti dei nostri sono condizionati quasi esclusivamente dal desiderio dei nostri clienti. Io so che ognuno ha i suoi problemi e fa ciò che può.

Ma lasciatemelo dire senza animosità: viva la rivoluzione permanente e il rispetto della vita.”

(Henri Cartier-Bresson)

Magnum Photos: Henri Cartier-Bresson, Ponte del diavolo, Torcello, 1953

Henri Cartier-Bresson, Ponte del diavolo, Torcello, 1953

Magnum Photos: guerra e bollicine ultima modifica: 2014-05-09T11:59:13+00:00 da barbara
10 Comments
  • carlo.dainese
    Posted at 17:01h, 09 maggio Rispondi

    L’ultima del Torcello non la conoscevo. Mi sa che la rifarò così anch’io. Giusto per giocare un attimo (quello giusto) 🙂

    • barbarameletto
      Posted at 17:13h, 09 maggio Rispondi

      Mi ci sono imbattuta per caso, è una bellissima prospettiva quella che offre il ponte del diavolo, una foto “facile” ma sicuramente suggestiva. Se la rifai poi mandami lo scatto che lo pubblico 😉

  • Cristiano Cressoni
    Posted at 09:55h, 11 maggio Rispondi

    Ciao! Sono un collega di Eros.Ho letto e apprezzato il tuo articolo “William Blake: la forza dell’immaginazione”, apparso in Belluno Magazine”. Anche se preferisco l’impressionismo alcuni lavori di Blake mi affascinano e ho letto la sua storia volentieri. Ho notato che anche lui, come molti altri artisti, traeva ispirazione dalla Bibbia. “La Bibbia è la fonte cui hanno attinto, come in un alfabeto colorato, gli artisti di tutti i tempi” affermò Marc Chagall. Mala Bibbia può aiutare a trovare risposta ai grandi interrogativi della vita. Spero troverai 4 minuti per guardare questo video. Buona giornata Cristiano Cressoni

    http://www.jw.org/it/video-perch%C3%A9-studiare-la-bibbia/

    • barbarameletto
      Posted at 13:23h, 11 maggio Rispondi

      Grazie lo guarderò con molto piacere.
      Diciamo che la Bibbia è prima di tutto un grande testo, assai suggestivo e che fornisce molti elementi utili ad una traduzione pittorica. 😉 allora lo guardo grazie ancora

  • Scatti d’artista: Elliott Erwitt | barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 14:13h, 11 maggio Rispondi

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  • Scatti d’artista: Henri Cartier-Bresson | barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 18:08h, 13 maggio Rispondi

    […] Da una parte Robert Capa, ebreo di origini ungheresi, donnaiolo, scommettitore impenitente e bevitore assiduo, passato ad eterna gloria morendo sul campo di battaglia; dall’altra parte, come una sorta di alter ego, Henri Cartier-Bresson, appartenente all’alta borghesia parigina, moderato e pacato nella sua condotta di vita, teorico della fotografia, spentosi serenamente di vecchiaia una decina di anni fa. Due personalità talmente diverse che, per un certo periodo di tempo, unirono le loro strade nella meravigliosa impresa della Magnum Photos. […]

  • Scatti d’artista: Josef Koudelka | barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 11:23h, 15 maggio Rispondi

    […] Una macchina in corsa che percorre Avenue Stalin è la prima foto scattata da Koudelka in quel tragico 21 agosto del 1968, la prima di quello che sarà uno dei più grandi reportage della storia. Duecento rullini che costeranno vent’anni di esilio al giovane Koudelka, ma che lo porteranno nell’olimpo della fotografia, vincendo il premio Robert Capa ed entrando, così, nelle fila della prestigiosa agenzia Magnum. […]

  • Scatti d'artista: Josef Koudelka | Barbarainwonderlart
    Posted at 16:21h, 22 ottobre Rispondi

    […] Una macchina in corsa che percorre Avenue Stalin è la prima foto scattata da Koudelka in quel tragico 21 agosto del 1968, la prima di quello che sarà uno dei più grandi reportage della storia. Duecento rullini che costeranno vent’anni di esilio al giovane Koudelka, ma che lo porteranno nell’olimpo della fotografia, vincendo il premio Robert Capa ed entrando, così, nelle fila della prestigiosa agenzia Magnum. […]

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    Posted at 13:57h, 28 marzo Rispondi

    […] come memoria persistente nelle sue immagini. Primo italiano ad entrare nella prestigiosa agenzia Magnum Photos, Ferdinando Scianna ha trovato fama e notorietà fuori dalla Sicilia, ma è sempre da quella […]

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