"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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L’uovo a regola d’arte

L’uovo a regola d’arte

L'uovo a regola d'arte: Salvador Dalì, L'aurora, 1948

Salvador Dalì, L’aurora, 1948

L’archetipo dell’ovale è presente nella storia dell’umanità in numerose civiltà, all’apparenza lontanissime tra di loro, intessendo una fitta rete di relazioni e di corrispondenze.

Nella sua simbologia più immediata l’uovo rappresenta la vita in formazione, il nucleo indifferenziato da cui si genera la molteplicità degli esseri.

La maggior parte dei miti cosmogonici, infatti, descrive l’universo sotto forma di un uovo o originatosi da un uovo. Nel mito orfico, ad esempio, la Notte, alata e nera, corteggiata dal Vento, diede alla luce un uovo d’argento da cui uscì Fanete, la creatura che mise in moto l’Universo.

Uovo cosmico, utero e matrice, oppure, in senso microcosmico, uovo filosofico o alchemico, che mantiene l’originario significato creativo, essendo il recipiente in cui si svolge la cova dell’Opera, ossia dove la materia viene trasmutata.

L’uovo, dunque, nelle varie epoche e culture assume il senso fondamentale della vita in gestazione e della conoscenza completa, veicolo principale dell’illuminazione interiore: l’uno a cui aspira il molteplice e da cui il molteplice trae origine.

Di forma perfetta, di colore bianco , l’uovo possiede diverse caratteristiche intrinseche, il suo guscio protegge la vita ma, nello stesso tempo, è talmente fragile da imporre ritegno e una sorta di devoto rispetto.

L’arte ha utilizzato spesso l’uovo nelle sue rappresentazioni: uova rotte, intere, di vari colori e materiali che, di volta in volta, raccontano storie diverse caricandosi di accezioni nuove ed inaspettate.

L'uovo a regola d'arte: Correggio, Leda e il cigno, 1531

Correggio, Leda e il cigno, 1531

Un posto di primo piano lo occupa sicuramente il mito di Leda: in una delle sue usuali scorribande amorose, Zeus si trasformò in cigno e si unì a Leda che depose due uova.

Dal primo uovo nacquero i Dioscuri, Castore e Polluce, che rappresentano la Concordia, mentre dall’altro nacquero Elena e Clitemnestra, che rappresentano l’esatto contrario, ossia la Discordia.
Un mito che, in epoca umanistico-rinascimentale, venne a contaminarsi anche con la tradizione cristiana.

L'uovo a regola d'arte: Piero della Francesca, Pala di Brera, 1472-1474

Piero della Francesca, Pala di Brera, 1472-1474

Nella Pala di Brera di Piero della Francesca, l’uovo di struzzo che campeggia nello sfondo sulla semicupola a forma di conchiglia, ricorda l’uovo che veniva venerato nel tempio di Sparta, ritenuto come quello partorito da Leda.

Uovo come simbolo di nascita e rinascita, ma anche un richiamo alla verginità di Maria fecondata dai raggi divini dello Spirito Santo, in forma di colomba, allo stesso modo in cui Zeus, sotto le spoglie di un cigno, fecondò Leda.

Nella Leda Atomica del 1949 e nella Madonna di Port Lligat del 1950, Salvador Dalì ci offrirà una versione surrealista di questo simbolismo dell’uovo.

Un elemento che ritroveremo un po’ in tutta l’opera del maestro catalano dalle Uova al tegame con tegame (1932), dove l’accento è posto sulla parte interna dell’uovo, ossia la materia informe, che qui assume una valenza esplicitamente sessuale, a La metamorfosi di Narciso (1937), dove Narciso si trasforma in una mano pietrificata che stringe un uovo da cui germoglia un fiore.

Una trasposizione del noto mito dove l’uovo rappresenta l’embrione da cui si genera la nuova forma di Narciso: una suggestiva trasformazione paranoica da uomo a fiore.

 

“Lei ha scritto di avere conservato ricordi della sua vita intrauterina. Mi piacerebbe fotografarla come un embrione dentro un uovo.”

Nacque così quella magnifica foto di Philippe Halsman dove Dalì è raffigurato in posizione fetale dentro un uovo.

Appare evidente la devozione, quasi ossessiva, che Dalì coltivava per questa forma primaria e primigenia, anche nella sua casa museo di Figueras il visitatore è accolto da due grandi uova che troneggiano sull’edificio, splendide icone della sua allucinata poetica visiva.

L'uovo a regola d'arte: Philippe Halsman, Dalì in un uovo, 1942

Philippe Halsman, Dalì in un uovo, 1942

L’uovo è dunque il simbolo universale della creazione e della nascita, sia in una visione laica, sia in una visione più prettamente cristiana.

In alcuni casi l’uovo può assumere espressioni più malefiche e demoniache come, ad esempio, nell’opera del sublime fiammingo Hieronymus Bosch.

Uova rotte oppure intere, gusci rotti, vuoti, trafitti o bucati da cui fuoriescono gambe umane, numerosi sono i richiami all’uovo che, nell’artista, non assume un significato costante ma si colora, di volta in volta, di declinazioni diverse e particolari.

L'uovo a regola d'arte: Hieronymus Bosch, Trittico delle Tentazioni di sant'Antonio, particolare, 1501

Hieronymus Bosch, Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio, particolare, 1501

Quello levato in alto da un homunculus posato sul piatto di una negra durante un rito blasfemo, nel Trittico delle Tentazioni di Sant’Antonio, ha espliciti significati negativi: il maligno che cerca di avvolgere e confondere la figura del santo.

Molto più spesso, anche in Bosch, l’uovo mantiene il suo tradizionale significato generativo, sia in senso macrocosmico che microcosmico, legandosi a sottili interpretazioni esoteriche, gnostiche ed alchemiche, perle di straordinaria rarità per gli iniziati.

Nel Trittico delle Delizie, in perfetta sintonia con il tema rappresentato, l’uovo è un elemento costante e ricorrente. Esso appare nei pannelli del Trittico chiuso come immagine della Creazione: un mondo sferico, di forma ovoidale, ancora avvolto nell’umida atmosfera primigenia.

L'uovo a regola d'arte: Hieronymus Bosch, Trittico delle Delizie (chiuso), 1504

Hieronymus Bosch, Trittico delle Delizie (chiuso), 1504

Compare poi, come una sorta di trait d’union, in tutti i tre pannelli del Polittico aperto.

Nel pannello centrale, Il Giardino delle Delizie, il motivo dell’uovo rotto non è principio di vita, bensì di riassorbimento: esseri umani nudi si sforzano di rientrare nel guscio spezzato ritornando, così, ad una sorta di dimensione prefetale, un’auspicata condizione di pace e di armonia contro i disordini della realtà.

Nel pannello centrale, Il Giardino delle Delizie, il motivo dell’uovo rotto non è principio di vita, bensì di riassorbimento: esseri umani nudi si sforzano di rientrare nel guscio spezzato ritornando, così, ad una sorta di dimensione prefetale, un’auspicata condizione di pace e di armonia contro i disordini della realtà.

Nell’Inferno musicale emerge al centro un grosso guscio d’uovo rotto che contiene, al suo interno, una bettola: un uovo albero dalle evidenti allusioni alchemiche che, in questo caso, potrebbe fare riferimento a nascite mostruose, l’uovo rotto è, in genere, allegoria della magia nera e del diavolo. In Bosch, comunque, i simboli non sono mai univoci ed esaustivi, non ricollegandosi ad una precisa tradizione: l’universo di Bosch è talmente particolare e particolareggiato che pare riduttivo cercare di ricondurlo ad una visione predeterminata. Quello che interessa notare è l’ampio uso che venne fatto dall’artista fiammingo di questo simbolo tanto da dedicargli un’intera opera Il concerto nell’uovo.

L’originale è purtroppo perduta, ma possiamo avere un’idea della rappresentazione attraverso una copia del XVI secolo di un anonimo autore di Lille.

Il soggetto è un tributo alla Creazione: la prima creazione, secondo la tradizione vedica, è sonora, un vero e proprio concerto uscente dall’uovo che racchiude la totalità degli esseri.

Dagli antichi miti pagani, passando per la tradizione cristiana, fino al rinascimento e alle visioni più moderne , l’uovo si è distinto come importante simbolo, a cui, ancora oggi, molte usanze e tradizioni ricorrono con frequenza: uovo come principio della vita, mistero che racchiude la potenzialità indistinta degli esseri viventi.

L'uovo a regola d'arte: Hieronymus Bosch, Il Giardino delle Delizie, particolare del pannello centrale del Trittico delle Delizie, 1504

Hieronymus Bosch, Il Giardino delle Delizie, particolare del pannello centrale del Trittico delle Delizie, 1504

 

L'uovo a regola d'arte: L'uovo a regola d'arte: Hieronymus Bosch, Il Giardino delle Delizie, particolare del pannello centrale del Trittico delle Delizie, 1504

Hieronymus Bosch, Inferno musicale, particolare del pannello laterale del Trittico delle Delizie, 1504

 

L'uovo a regola d'arte: Maestro di Lille del XVI secolo, Il concerto nell'uovo

Maestro di Lille del XVI secolo, Il concerto nell’uovo

 

L'uovo a regola d'arte: Hieronymus Bosch, Il Giardino delle Delizie, pannello centrale del Trittico delle Delizie, 1504

Hieronymus Bosch, Il Giardino delle Delizie, pannello centrale del Trittico delle Delizie, 1504

L’uovo a regola d’arte ultima modifica: 2014-05-06T18:55:09+00:00 da barbara
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