"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Scatti d’artista: David Bailey

Scatti d’artista: David Bailey

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David Bailey, Jean Shrimpton, 1965

Vi fu un tempo in cui Londra divenne il centro del mondo, la capitale dell’invenzione e del rinnovamento, la patria della giovinezza e della modernità.

L’austera Londra vittoriana aveva ceduto il passo alla generazione pop della Swinging London fatta di minigonne, feste e musica rock.

Un fenomeno che prese il suo avvio ufficiale in quel mattino del 22 marzo 1963 quando John Profumo, Segretario di Stato alla guerra, salì alla House of Commons mentendo sul suo rapporto con la modella Christine Keeler, che era sentimentalmente coinvolta anche con un funzionario, più propriamente una spia, dell’ambasciata sovietica.

Il vaso di Pandora era stato scoperchiato, la puritana Inghilterra scoprì un’insospettata quantità di sesso e una fitta rete di relazioni in corso: la felice stagione del sesso, della droga e del rock and roll, aveva così avuto inizio.

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David Bailey, Jean Shrimpton, 1960

In questo clima fremente e vibrante, cool e rivoluzionario, festaiolo e di tendenza, David Bailey divenne una celebrità, contribuendo, con i suoi scatti, a creare l’immagine di questa Londra che si muoveva sull’onda del cambiamento.

Bailey riuscì ad imporsi nella cerchia altolocata ed esclusiva dell’alta moda, scardinando l’establishment della fashion industry londinese. Un ragazzo dell’Est End, un emerito sconosciuto che, al pari di molti altri protagonisti di questa cultura (basti pensare ai Beatles), entrò nel flusso del momento giungendo ad incarnare l’archetipo del fotografo di moda.

Lo stesso Michelangelo Antonioni si ispirò alla figura di David Bailey per dare vita a Thomas, l’affascinante fotografo londinese protagonista di Blow-Up.

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Bert Stern, Veruschka von Lehndorff e David Bailey, 1961

Le prime foto di Bailey ebbero come protagonista Jean “the Shrimp” Shrimpton, un’eterea modella dai grandi occhi e dalle gambe sottili, divenuta l’emblema di un nuovo tipo di bellezza fatto di spontaneità e di freschezza.

Ben presto dalla moda passò ai reportage, alla ritrattistica giornalistica, fino agli studi di copertine di album per musicisti come i Rolling Stones e Marianne Faithfull, e alla realizzazione di pubblicità televisive e di documentari, indimenticabili quelli su Luchino Visconti, Andy Warhol e Cecil Beaton.

Un ragazzaccio dotato di charme e di talento, divenuto egli stesso un’icona di stile, protagonista dei rotocalchi per le sue vicende d’amore intriganti e tormentate con donne bellissime, prima fra tutte la francese Catherine Deneuve.

Mondano e modaiolo, nell’epoca in cui la giovinezza faceva tendenza e la creatività pareva fluire nelle strade, assieme a Brian Duffy e a Terence Donovan formava quella laica trinità di fotografi, chiamata Black Trinity, nota per gli scatti di artisti, modelle e divi ma, ancor di più, per essere riuscita ad elevare la figura del fotografo al rango di celebrità semidivina.

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David Bailey e Penelope Tree

Vennero poi gli anni Settanta, la ribollente epoca pop andava scadendo in atteggiamenti di maniera, il tempo ribelle e fecondo si era concluso, ma non terminò l’attività di Bailey che, perenne bad boy, continuò a fotografare e a sperimentare nuovi linguaggi.

La moda, però, per Bailey era oramai decrepita da decenni: “a dire il vero è dagli anni Ottanta che non scatto più niente.Non ce la facevo più a trovarmi di fronte l’ennesimo abito da sera; non c’era più nulla che ritenessi interessante, ero arrivato al capolinea.”

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David Bailey, Sue Murray, 1965

Le grandi modelle come Twiggy e Veruschka, singolari ed estreme, protagoniste delle visioni dei fotografi-artisti, avevano ceduto il passo: un mondo di sogni era tramontato, una realtà sempre più massificata e grossolana stava prendendo il suo posto.

Un nome che ha fatto la storia quello di Bailey, sia con le sue foto, sia con le affascinanti vicende della sua esistenza e che, ancora oggi, fa parlare di sé per il recente ritratto realizzato in onore degli ottantotto anni della Regina Elisabetta; una foto in bianco e nero dove la regina, di solito austera e un po’ arcigna, appare allegra e sorridente.

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David Bailey, Ritratto di Elisabetta II, 2014

“Mi sono sempre piaciute le donne forti e lei è una donna forte”, dice Bailey che di donne ha avuto ampia esperienza: quattro matrimoni e un’infinità di relazioni, “sono pazzo delle donne, le adoro. I miei migliori amici sono donne – e tutte ex mogli o amanti o come le vuoi chiamare. Alcune non ho mai smesso di amarle. Ma sai, a volte, l’amore non basta.”

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David Bailey, 1967

Scatti d’artista: David Bailey ultima modifica: 2014-04-26T10:31:31+00:00 da barbara
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