"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Cassiano dal Pozzo: il Cavaliere enciclopedico

Cassiano dal Pozzo: il Cavaliere enciclopedico

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David Teniers il Giovane, La galleria dell’Arciduca Leopoldo Guglielmo a Bruxelles, 1651

“Il mio studio ostinato della natura, la precisione con la quale ho preceduto nell’anatomia comparata mi pongono ormai nella condizione di vedere nella natura e nel mondo antico parecchie cose globalmente, cose che agli artisti riesce difficile ricreare nei particolari…”, con queste parole Goethe, nel suo Italienische Reise, si fece portavoce di un sentimento della natura e della storia che fiorì già due secoli prima attraverso l’avventura pionieristica di alcuni intellettuali illuminati: a Bologna con scienziati ed antiquari come Ulisse Aldovrandi, Ferdinando Cospi e Luigi Ferdinando Marsili e a Roma con Ferdinando Cesi, Athanasius Kircher e la singolare figura di Cassiano del Pozzo.

Un’attitudine tassonomica a leggere in parallelo mondo fisico e vicende umane come parte integrante di un enciclopedico processo conoscitivo, che molto ha in comune con la Weltanschauung panteista di Goethe.

Cassiano dal Pozzo, fregiato dal titolo di Cavaliere e di Commendatore, oltre che abate di Santa Maria di Cavour e di Sant’Angelo di Tropea, fu un uomo di primo piano nell’Europa del Seicento.

Nato da un’importante famiglia di origini piemontesi, educato come un aristocratico presso la corte di Toscana dallo zio arcivescovo di Pisa, Cassiano giunse a Roma nel 1612 e, grazie ai legami con il cardinale Francesco Maria del Monte, fu ammesso nelle più alte sfere della corte papale.

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Nicolas Poussin, I Sette Sacramenti, Il Battesimo, 1632-1642
Tra il 1632 ed il 1642 Poussin eseguì per Cassiano la serie dei Sette Sacramenti, sintesi matura dell’erudizione e della filosofia di Cassiano, questo ciclo, assieme al Museo Cartaceo e alle altre opere del maestro francese, rappresentava una delle maggiori attrattive del palazzotto del Cavaliere.

Letterato, archeologo, naturalista, diplomatico, amico di poeti e di eruditi, dal 1623 Cassiano entrò al servizio di papa Urbano VIII e del nipote il cardinale Francesco Barberini svolgendo, per circa mezzo secolo, l’importante e delicato ruolo di ministro delle arti e della cultura umanistica e scientifica della Santa Sede.

Noto come studioso a livello internazionale, Cassiano riuscì a creare una fitta rete di corrispondenze e relazioni: dalla Francia alla Spagna, dalla Polonia a Malta, dall’Inghilterra al Portogallo.

Scopritore e protettore di giovani talenti artistici, frequentò Galileo Galilei e fu compagno di studi del principe Federico Cesi, l’illustre naturalista fondatore dell’Accademia dei Lincei.

Cassiano, per tutta la vita, indagò in quel “Gran Teatro della Natura” con un interesse che si andava definendo nelle nuove e moderne discipline scientifiche.

Questo interesse, che si estendeva dalla botanica, alla geologia, alla zoologia e all’ornitologia, lo portò a costruire un’immensa collezione grafica, il suo celebre Museo Cartaceo, che si andò ad affiancare alla sua raccolta di quadri ed anticaglie di ogni genere.

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Giovan Battista Ferrari, Limone, 1646, tratto dalla raccolta “Hesperides sive de malorum aureorum”

Alla metà del Seicento la sua straordinaria raccolta grafica comprendeva più di ventitremila disegni e centinaia di stampe, ordinati per sezioni tematiche.

Fra le varie sezioni, degna di nota è quella dedicata ai “libri dei disegni” di grandi artisti del Cinquecento, come Perin del Vaga, Polidoro da Caravaggio, Girolamo da Carpi e Pirro Ligorio, e dei suoi artisti prediletti, ossia Nicolas Poussin, Pietro da Cortona e Filippo Napoletano.

Una collezione straordinaria che coniugò visionarietà barocca ed erudizione seicentesca e dove Cassiano riversò il suo immenso amore per l’arte e per la scienza.

Attraverso di essa è possibile ricostruire la complessa e variegata personalità di Cassiano uomo di cultura, ma anche abile e sottile politico che ebbe il merito di coltivare ed espandere i rapporti diplomatici tra il papato e l’Europa: il suo fervore culturale fu, infatti, un importante strumento nello costruire e consolidare relazioni a livello internazionale.

La sua influenza non si limitò ai circoli esclusivi degli eruditi e dei collezionisti raffinati, ma fu tale da poter essere considerato, a buon diritto, l’arbitro del gusto dell’età barberiniana.

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Filippo Napoletano, Due conchiglie, 1618

Amico di letterati, poeti, politici, artisti, principi, cardinali e prelati, Cassiano fu noto anche per importanti attività di carattere didattico come ad esempio l’illustrazione del preziosissimo Trattato della pittura di Leonardo ad opera di Nicolas Poussin.

La filologia, la storia, la retorica, l’arte e la scienza furono per Cassiano importanti veicoli per rinnovare i legami con il mondo antico, dando nuova linfa alla cultura contemporanea.

Questo nostro Cavaliere di Santo Stefano, sapiente, efficiente, discreto fu l’ispiratore illuminato di quel rinascimento romano, patrocinato da Urbano VIII ma, a tutti gli effetti, frutto della sua immensa intelligenza.

Sotto l’abile guida di Cassiano, infatti, palazzo Barberini divenne un centro culturale capace di parlare un linguaggio a metà tra classicismo e barocco, inventando un gusto che prenderà il nome di stile Barberini appunto, una variante peculiare e specifica del Barocco romano.

Una figura complessa, dunque, quella di Cassiano spesa tra incarichi ufficiali e l’amore per la conoscenza, tra interesse per la scienza e rispetto per la cultura ecclesiastica, tra sacro e profano, recando in sé quel supremo desiderio di rompere le frontiere tra le specializzazioni e ritrovando, così, quell’unità del sapere e della fede che era stata l’ambizione degli umanisti.

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Giovan Battista Ferrari, Arance, tratto dalla raccolta “Aurantium Acri Dulcique Med Villia Vulgare”


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Giovan Battista Ferrari, Fiori, 1633, tratto dalla raccolta “Flora, seu De florum cultura”

Cassiano dal Pozzo: il Cavaliere enciclopedico ultima modifica: 2014-03-23T13:54:18+00:00 da barbara
4 Comments
  • Mattia
    Posted at 10:31h, 24 marzo Rispondi

    Ottima iniziativa. La divulgazione dell’arte educa al gusto del bello. Ne abbiamo bisogno in questi anni in cui spesso predomina il cattivo gusto.

    • barbarameletto
      Posted at 18:48h, 24 marzo Rispondi

      Grazie sono contenta che il mio blog possa, in qualche modo, contribuire a questa “degna” causa, è questo infatti il mio intento primario.
      Il bello e la cultura sono valori da diffondere e da moltiplicare, sono un antidoto all’ignoranza e, come ben dici, a quel cattivo gusto che ultimamente regna sovrano, ne sono fermamente convinta 😉
      Grazie

  • La Porta Magica: la porta della conoscenza | barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 19:00h, 25 marzo Rispondi

    […] ← Cassiano dal Pozzo: il Cavaliere enciclopedico […]

  • La Porta Magica: la porta della conoscenza | Barbarainwonderlart
    Posted at 16:23h, 22 ottobre Rispondi

    […] l’erudito Athanasiu Kirchner (ben noto anche per le sue dotte frequentazioni con il Cavaliere Cassiano dal Pozzo), il medico esoterico Giuseppe Francesco Borri e l’astronomo Giovanni Cassini. Al di là ed oltre […]

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