"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Venezia: la laguna del cuore

Venezia: la laguna del cuore

“Questa città è così singolare per la sua disposizione, per i suoi costumi e modi di vivere, per la libertà che vi regna e la tranquillità che vi si gode, che non esito a considerarla seconda città d’Europa.”

(Charles de Brosses, 1739)

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Gaspar van Wittel, La Piazzetta dal bacino di San Marco, 1700

La tradizione del vedutismo venne inaugurata, in età moderna, da Gaspar van Wittel, pittore olandese, che giunse a Roma nel 1675 come assistente topografo di Cornelis Mayer, ingegnere idraulico.

Di qui prese il via una commistione tra la veduta di origine rinascimentale ed il genere nascente d’interesse topografico, più analitico e dettagliato nella descrizione.

Van Wittel ebbe l’opportunità di esercitare le sue capacità artistiche anche nella magnifica città di Venezia, dove lasciò un’importante eredità che sarà poi fatta prosperare dai famosi vedutisti del Settecento veneziano.

Egli eseguì delle tele che fissarono, una volta per tutte, quelle che poi saranno delle tipologie classiche della rappresentazione di Venezia: il Bacino di San Marco verso il Canal Grande, Santa Maria della Salute e il Canal Grande, la punta della Dogana e Santa Maria della Salute, l’Isola di San Giorgio e le Isole di San Michele e di Murano.

Santa Maria della Salute, esercitò un notevole fascino su van Wittel, come si evince dai soggetto prescelti: la maestosa ed arricciata chiesa del Longhena, con i suoi marmi bianchi, faceva da perfetto contraltare ai verdi e agli azzurri della laguna.

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Gaspar van Wittel, Bacino di San Marco

Le tele dell’olandese restituirono una nuova immagine di Venezia che si impose anche a livello internazionale: il mito della città lagunare aveva oramai preso la sua tipica forma figurativa.

L’altro polo della veduta veneziana riconduce al nome di Luca Carlevarijs, artista di terraferma, che si trasferì a Venezia nel 1697. L’udinese, nella sua produzione, alternò la veduta ideata con quella dal vero, affermando, così, la possibile coesistenza di questi due generi, non in aperta contraddizione fra di loro.

Crlevarijs sviluppò un tipo di pittura che tradisce le sue origini nobiliari, non solo perché ritrasse teste coronate e personaggi illustri, ma perché è nobile il modo in cui rappresentò i fatti della storia: un’eleganza ed una grazia degna di un aristocratico del tempo pervade la sua intera opera, sia che si tratti di raccontare solenni cerimonie, sia che si lasci andare ad una pittura più intima di paesaggio.

La sua impostazione aulica fu il suo maggior pregio, ma anche la sua debolezza, che troverà in Canaletto un acerrimo rivale e la precoce causa della sua morte.

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Luca Carlevarijs, Veduta di Piazza San Marco, 1690-1720

Carlevarijs ebbe comunque il merito di aver esercitato le due maniere del vedutismo facendo di lui l’antecedente diretto, sia della pittura analitica di Canaletto, sia di quella più romantica di Guardi: dimostrò, infatti, la sua abilità nell’avvalersi dei motivi pittoreschi, che trovarono perfetta espressione nelle feste e nelle pubbliche cerimonie, senza però disattendere il genere delle grandi scene architettoniche ed urbane che il giovane Canaletto saprà, in seguito, esaltare a simbolo e paradigma della città di Venezia.

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Luca Carlevarijs, Capriccio con scene di vita in una città portuale

Lo stesso Canaletto, d’altronde, nelle sue prime prove, si esercitò sul genere fantasioso del Carlevarjis, tralasciando la più lucida veduta cristallina alla van Wittel, con la quale avrebbe trionfato nella scena artistica.

Invenzione e razionalismo, capriccio e fedeltà architettonica, furono dunque i due modi del vedutismo veneziano che non si trovarono mai in aperta contraddizione fino a che, il gusto della committenza, non si schierò apertamente per il tipo di veduta realistica e topograficamente motivata.

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Canaletto, Capriccio con rovine classiche

Bisogna comunque tenere in considerazione che anche il genere più fedele al vero tradisce sempre un’interpretazione di tipo personale e soggettivo: quando si è pittori di vedute è necessario forzare i dati reali, non vi è mai una riproduzione meccanica, ma mediata attraverso la sensibilità di ciascun artista.

Tante venezie, quindi, sono state inventate, quanti sono gli autori che si sono sperimentati in questo genere pittorico.

Anche Canaletto non fu un esecutore passivo delle forme e delle proporzioni, ma un inventore della composizione, pur nella precisione architettonica dei singoli componenti: piazze, campi e campielli risultano forzati e deformati, non vi è rispetto, pur nella limpidezza dell’insieme, delle proporzioni e dello stato dei luoghi.

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Luca Carlevarijs, Piazza San Marco con i commedianti, 1700

Storicamente e cronologicamente van Wittel e Carlevarijs sono dunque i padri di quella veduta che si affermò trionfalmente con Canaletto e, assieme a lui, contribuirono a rendere Venezia eterna, in Italia e nel resto del mondo: gli immensi cieli sopra la città, azzurro sull’azzurro, come una laguna del cuore.

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Luca Carlevarijs, La dogana marina con San Giorgio

Per approfondimenti sul vedutismo vedi anche:

http://barbarainwonderlart.com/2014/02/25/canaletto-venezia-da-collezione/

http://barbarainwonderlart.com/2014/03/05/francesco-guardi-limpressione-di-venezia/

Venezia: la laguna del cuore ultima modifica: 2014-03-19T20:13:52+00:00 da barbara
6 Comments
  • dbd66
    Posted at 14:28h, 21 marzo Rispondi

    Leggo e rileggo .
    Al terzo passaggio mi soffermo finalmente sulle opere 🙂

    I riflessi sull’ acqua de “La Piazzetta dal bacino di San Marco” di Gaspar van Wittel
    ed in generale tutta l’ opera sono davvero pregievoli .

    Mi hai incuriosito sulla precoce fine di Crlevarijs .
    Una paralisi psico-somatica terminale indotta dalla crescente notorietà nel “collega” Canaletto ?

    Mi chiedevo anche , dopo la tua bella trilogia Veneziana , quanti fossero gli artisti conterranei
    al Canaletto , Guardi , Crlevarijs …… ed in generale la dimensione economica del movimento artistico nei periodi storici che abilmente descrivi .

    Devo immeginarmi un proliferare di botteghe di artisti che sfornano vedute di Venezia per i turisti nord europei o un elitè di pittori ricercatissimi che dipingo su commissione ?

    Troppe domande…. Farò un salto in libreria 🙂

    • barbarameletto
      Posted at 18:06h, 21 marzo Rispondi

      Trilogia veneziana, interessante definizione, potrebbe essere il titolo di un libro, e la trilogia potrebbe diventare molto di più, visto gli spunti che mi proponi.
      Le tue domande sono pertinenti e degne di nota, ma mi riservo di risponderti in questo fine settimana.
      Oggi è venerdì pure per me e mi metto un pò in ferie 😉

    • barbarameletto
      Posted at 17:59h, 22 marzo Rispondi

      Bene, intanto mi fa piacere che ti abbia entusiasmato la trilogia veneziana, mancherebbe ancora un autore per essere completa: Bernardo Bellotto, nipote di Canaletto, tra le altre cose.
      Allora, intanto, Crlevarijs morì proprio negli anni che videro l’affermazione di Canaletto e il contemporaneo esaurirsi della sua linfa artistica; una leggenda vuole che sia stato proprio questo a farlo morire di crepacuore, ma è una leggenda che però è sintomatica del tramonto di un gusto e dell’affermarsi del nuovo astro canalettiano.
      Canaletto, anche per merito delle sue conoscenze, riuscì ad affermarsi come autore di vedute: era richiestissimo dai collezionisti, che non si facevano problemi sul prezzo che lui imponeva, il più delle volte secondo il capriccio del momento.
      La veduta di Venezia era comunque un genere che si era affermato con notevole successo, vi furono dunque numerose botteghe che imitavano e copiavano la “moda del canaletto” per chi non poteva permettersi un originale: opere di poco pregio artistico, per lo più, ma che avevano un notevole mercato tra gli stranieri.
      Spero di aver risposto alla tua domanda in modo abbastanza esaustivo, se ti rimangono altri dubbi chiedi pure. 😉

  • dbd66
    Posted at 08:45h, 25 marzo Rispondi

    Neofita . Tantissimi dubbi ed altrettante curiosità

    Preso atto della cortese disponibilità dell’ autrice e visto il tema ricorrente di
    questa settimana ( il lavoro enciclopedico oramai patrimonio anche di questo Blog 🙂 )
    se ella dovesse inciampare sui vecchi articoli avrei in sospeso una domandina postata su Edvard Munch .
    Grazie ancora .

    • barbarameletto
      Posted at 10:24h, 25 marzo Rispondi

      Lo so che hai una domanda in sospeso alla quale darò risposta al più presto, non dubitare. 😉

  • dbd66
    Posted at 10:36h, 25 marzo Rispondi

    🙂

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