"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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I gioielli nell’arte

I gioielli nell’arte

I gioielli nell’arte: Frederick Sandys, Medea,1868

Frederick Sandys, Medea,1868

Nella storia dell’arte una notevole quantità di opere si presentano, ai nostri occhi, come una sfavillante vetrina di gemme e di pietre preziose.

Perle, diamanti, topazi, lapislazzuli, cammei, alabastri ed altre meraviglie compaiono in molte tele rivestendo, il più delle volte, sottili significati simbolici.

La minuta e dettagliata pittura fiamminga ci offre un grande repertorio di monili, esemplare, in questo senso, è sicuramente il Polittico dell’Agnello Mistico, cominciato da Hubert van Eyck nel 1420 e portato a termine dal fratello Jan nel 1432.

I gioielli nell’arte: Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell'Agnello Mistico, particolare dell'Angelo, 1420-1432

Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, particolare dell’Angelo, 1420-1432

Il polittico, collocato nella cattedrale di San Bavone a Gand, esemplare testimonianza del tramonto dell’età medioevale e dell’apprestarsi del rinascimento, rappresenta la sintesi più completa dell’arte della pittura: arte sacra e profana, natura morta e nudo, paesaggio e ritratto, tutto concorre all’allestimento di questa stupefacente figurazione.

Una vera e propria rivelazione della realtà fenomenica percepibile a livello empirico.

I gioielli nell’arte: Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell'Agnello Mistico, particolare di Maria, 1420-1432

Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, particolare di Maria, 1420-1432

Negli sportelli che chiudono il polittico sono rappresentati l’Angelo e Maria: una corona cinge il capo dell’angelo e sulla fronte risplende uno smeraldo contornato da sei perle e sormontato da una croce d’oro, il mantello è tenuto fermo da una spilla d’oro con uno smeraldo e quattro perle; la Vergine ha solo una spilla di smeraldo e perle a reggere il mantello.

Solo questi sono i gioielli che compaiono nel polittico chiuso ma, aprendolo, si dispiega dinnanzi a noi un tripudio di ori, gemme e pietre preziose: la gloria del trionfo del Supremo.

I gioielli nell’arte: Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell'Agnello Mistico, particolare del Polittico aperto, 1420-1432

Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, particolare del Polittico aperto, 1420-1432

I fratelli van Eyck si dimostrano fini e sapienti orafi: intagliarono diamanti, incastonarono pietre, dando vita ad un compendio di oreficeria.

Il fasto della gloria divina, nella tradizione del tardogotico borgognone, assume le vesti di uno splendore fatto di materiali pregiati e rari.

I gioielli nell’arte: Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell'Agnello Mistico, particolare del Polittico aperto, 1420-1432

Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, particolare del Polittico aperto, 1420-1432

Più casto e sobrio appare il nostro Rinascimento nell’esposizione dei gioielli, sia per la quantità, che per la temperatura cromatica.

Anche nelle opere più appariscenti nella ricchezza e nell’apparato decorativo, si fa fatica a trovare una perla o una gemma; Raffaello utilizzò oro e gemme esclusivamente per le tiare dei pontefici, il Bronzino nel Ritratto di dama con cagnolino dispose nell’acconciatura dei capelli un diadema e, al collo, una collane d’oro tempestata pietre preziose, Piero della Francesca ornò il Ritratto di Battista Sforza di perle e gemme, ma, in tutti questi casi, la raffinata eleganza italiana ebbe la meglio sul tripudio fiammingo.

I gioielli nell’arte: Piero della Francesca, Ritratto di Battista Sforza, 1465-1472

Piero della Francesca, Ritratto di Battista Sforza, 1465-1472

Nel Cinquecento, sollecitata anche dal rinato interesse per le arti applicate, fiorì un’interessante e varia trattatistica sull’arte orafa, sintomo di una moda del gioiello che si andava diffondendo tra le corti e le signorie.

Nel corso del Rinascimento il gioiello perse il suo carattere rituale e cerimoniale dei secoli precedenti per assumere un più diffuso aspetto di ornamentazione personale.

I gioielli nell’arte: Bronzino, Ritratto di dama con cagnolini, 1530-1532

Bronzino, Ritratto di dama con cagnolini, 1530-1532

Il rapporto fra gioiello ed arti figurative, in quest’epoca, fu molto stretto e ravvicinato, pittori e scultori, infatti, erano soliti fare pratica nelle botteghe degli orafi per ricavare abilità e raffinatezza tecnica: i rapporti di interscambio erano dunque stretti e molteplici, come si evince dai dipinti del periodo che ritraggono gioielli contemporanei.

Non più dunque immagine iconiche ed allegoriche, ma un vero e proprio ritratto di costume.

Attraverso l’uso degli ornamenti, di cui i quadri sono un’importante testimonianza figurativa, è possibile dunque creare una sorta di storia del gusto, degli usi e delle trasformazioni sociali.

I gioielli nell’arte: Piero della Francesca, Pala di Brera, 1472-1474

Piero della Francesca, Pala di Brera, 1472-1474

Nella famosa Pala di Brera di Piero della Francesca, ad esempio, un angelo indossa una collana di sfere di cristallo, una collana a pendaglio modellata a V ed un pendaglio a grappolo, tutti ornamenti ricorrenti nella ritrattistica del tempo.

Durante il Rinascimento, oltre ai gioielli che impreziosiscono figure vestite, si sviluppò tutto un filone rappresentativo dove il gioiello adorna ed esalta la nudità dei corpi.

Un’iconografia questa che assunse un posto di rilievo nelle Veneri di Paolo Veronese dove solo le perle risplendono sulle pelli candide di queste graziose fanciulle: Venere e Marte legati da Amore, Marte che spoglia Venere o ancora Venere, Vulcano, Proserpina e le hore.

I gioielli nell’arte: Paolo Veronese, Venere e Marte legati da Amore, 1580

Paolo Veronese, Venere e Marte legati da Amore, 1580

Una dirompente carica di sensualità ed erotismo stravolge, sconvolge e rinnova gli sfarzi della gotica pittura borgognona: i gioielli non più come simbolo della potenza divina ma come esaltazione della bellezza terrena.

Da qui si apriranno le porte ad una interpretazione più moderna e laica dell’ornamento: dalle matrone rubensiane alle esili figure klimtiane si svilupperà tutto un repertorio di rappresentazioni che assumeranno, nel corso dei secoli, forme e significati peculiari.

I gioielli nell’arte: Gustav Klimt, Riratto di Adele Bloch-Bauer, particolare, 1907

Gustav Klimt, Riratto di Adele Bloch-Bauer, particolare, 1907

Come il gusto segue la storia, così i preziosi gioielli diverranno essi stessi repertorio di creazioni artistiche, sviluppando un proprio stile attraverso l’ideazione da parte di veri e propri artisti del gioiello.

Con l’Art Nouveau, alla fine del XIX secolo, in concomitanza ad una nuova fioritura delle arti applicate, nasceranno i grandi nomi della gioielleria: Lalique, Fouquet, Wolfers, Cartier, Bulgari, solo per citarne alcuni, con uno scambio continuo tra arte ed artigianato, arte e vita, in un fluire ininterrotto di trasversali corrispondenze.

I gioielli nell’arte: Gustave Moreau, L'apparizione, 1876

Gustave Moreau, L’apparizione, 1876

“Col volto raccolto, solenne, quasi augusto, ella comincia la lubrica danza che deve risvegliare i sensi assopiti del vecchio Erode; i seni le ondeggiano e, al contatto delle collane agitate, le loro punte si ergono; sul madore della pelle, i diamanti aderenti scintillano; i braccialetti, le cinture, gli anelli sprizzano faville; sulla veste trionfale, intessuta di perle, ricamata d’argento, laminata d’oro, la corazza delle oreficerie di cui ogni maglia è una gemma, entra in combustione, intreccia serpenti di fuoco, fa formicolare sulla carne opaca, sulla pelle rosa tea, quasi degli splendidi insetti dalle elitre sfolgoranti, venate di carminio, punteggiate di giallo aurora, screziate di azzurra acciaio, tigrate di verde pavone.”

(Joris-Karl Huysmans, À rebours, 1884 – Descrizione de L’apparizione di Gustave Moreau)

Per approfondimenti sul gioiello Art Nouveau vedi anche:

http://barbarainwonderlart.com/2012/08/02/i-gioielli-il-gusto-art-nouveau/

I gioielli nell’arte ultima modifica: 2014-03-17T16:34:44+00:00 da barbara
3 Comments
  • Culturefor
    Posted at 07:59h, 18 marzo Rispondi

    Bellissimo articolo! Abbiamo letto un libro, durante i nostri studi, dove venivano descritti gioielli e abiti del periodo medievale: un argomento molto interessante!
    A presto,
    Alessandra e Ilaria

    • barbarameletto
      Posted at 18:37h, 18 marzo Rispondi

      Grazie, in effetti anche la storia del costume ha un certo fascino e, in tal senso, le opere pittoriche ne rappresentano un perfetto compendio visivo.
      Vedrò di scrivere ancora qualcosa sul genere. 😉

    • barbarameletto
      Posted at 18:38h, 18 marzo Rispondi

      p.s. ti ricordi il titolo del libro a cui ti riferisci?

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