"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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John Singer Sargent: ritrattista alla moda, suo malgrado

John Singer Sargent: ritrattista alla moda, suo malgrado

John Singer Sargent, Ritratto di Madame Paul Poirson, 1885

John Singer Sargent, Ritratto di Madame Paul Poirson, 1885

Lo studio era il suo campo di battaglia: dipingeva, ballava, suonava, abbandonava quello che aveva iniziato per cominciare qualcosa di completamente nuovo, esultava e piangeva.

Mondano e salottiero, ma riservatissimo riguardo la sua vita privata, John  Singer Sargent immortalò il bel mondo americano ed europeo di fine secolo, scandalizzando la bigotta società parigina della Terza Repubblica.

Nato a Firenze nel 1856, figlio del chirurgo americano Fitzwilliam Sargent e di Mary Newbold Singer, donna colta, appassionata d’arte e di letteratura, John, secondo di sei fratelli, di cui solamente tre sopravvissuti, crebbe in Europa con le due sorelle Violet ed Emily.

John Singer Sargent, Carnation, Lily, Lily, Rose, 1885

John Singer Sargent, Carnation, Lily, Lily, Rose, 1885

I genitori facevano parte di quella generazione di americani espatriati in Europa che precedette la grande ondata capeggiata da Gertrude Stein, Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway.

Assetati di conoscenza, decisero così di sacrificare stabilità e benessere economico per appagare la loro insaziabile curiosità intellettuale, immergendosi nella cultura del vecchio mondo da cui erano prepotentemente affascinati.

Paradossalmente l’Europa esercitava sugli americani un richiamo tanto più irresistibile, quanto più impetuoso era lo sviluppo economico del loro paese.

Un’intera generazione si trovò a vivere come Sargent in una condizione di sradicamento, nomade fra le due rive dell’Atlantico, da genitori che cercavano di fuggire dal grigiore della realtà americana. L’Europa era dunque sinonimo di maturazione interiore di fronte a quello che era visto come il vuoto provincialismo americano.

Sargent, incoraggiato dalla madre, cominciò giovanissimo a dipingere e si dedicò allo studio del pianoforte. Crebbe tra l’Italia, la Germania, la Francia, la Spagna e la Svizzera, parlava a perfezione quattro lingue e acquisì, attraverso questo continuo viaggiare, quel carattere cosmopolita che sarà una delle sue caratteristiche distintive.

Passione, dedizione, discrezione, egoismo, e bisogno di affermazione, furono i suoi compagni di lavoro quotidiano.

John Singer Sargent, Le sorelle di Edward Darley Boit, 1882

John Singer Sargent, Le sorelle di Edward Darley Boit, 1882

La pittura di Sargent sfugge a qualsiasi categoria o movimento: annusò la rivoluzione impressionista, ma non ne fu mai veramente coinvolto, era interessato a dipingere ciò che vedeva più che quello che sentiva.

Velázquez, Tiziano, El Greco erano i maestri ai quali si rifaceva, anche se le sue tele vivono di un’immediatezza e di una verosimiglianza che lo fanno assomigliare solo a se stesso.

Con il ritratto di Carolus-Duran, esposto al Salon di Parigi del 1879, Sargent fece il suo ingresso ufficiale nel mondo dell’arte: “c’è sempre una piccola folla intorno al quadro e sono tutti dello stesso parere: pensano che sia eccellente”, riconosceva con orgoglio il padre che, all’inizio, aveva ostacolato la carriera di pittore del figlio.

John Singer Sargent, Ritratto di Carolus-Duran, 1879

John Singer Sargent, Ritratto di Carolus-Duran, 1879

Dopo questa prova, Sargent fu subissato da richieste di ritratti per la buona società: era ufficialmente diventato un pittore alla moda, suo malgrado.

Sì perchè Sargent rifiutò sempre le etichette, che ebbe la forza di fuggire seguendo quella che era una sua naturale inclinazione all’osservazione delle cose: nessuno pretese mai da lui che rivoluzionasse le regole o prevenisse i tempi, la sua è un’arte da annusare, da sentire con abbandono e nostalgia.

Nei suoi ritratti diede prova di saper raccontare i lati fondamentali della personalità attraverso i dettagli descrittivi, elementi chiave di ogni sua opera.

Nel 1884 Sargent espose al Salon un ritratto che destò un certo scalpore: il Ritratto di Madame X.

La pietra dello scandalo era costituita da una spallina del prezioso abito da sera, lasciata maliziosamente cadere lungo il braccio: un piccolo particolare che fu dal pubblico interpretato come simbolo di lussuria.

Sargent si vide così costretto a correggere l’inclinazione della spallina e la modella, sotto le cui spoglie si celava Virginie Amélie Aveno moglie del finanziere Pierre Gautreau, dovette scomparire dalla scena mondana per mesi, fra chiacchiere e pettegolezzi di ogni genere.

John Singer Sargent, Ritratto di Madame X, 1884

John Singer Sargent, Ritratto di Madame X, 1884

Questo ritratto, di cui oggi possediamo la versione riveduta e corretta dall’artista, è diventato un’icona di quel bel mondo descritto da Sargent: la borghesia trionfante e vana, frivola e modaiola, che dava feste e si divertiva, del tutto incosciente del grande baratro che, di lì a poco, si sarebbe aperto sotto i suoi piedi.

Il tramite tra Madame Gautreau e Sargent, per la commissione dell’opera, fu il famoso ginecologo e viveur parigino il dottor Pozzi.

Noto come medico, ma ancor di più per la sua fama di donnaiolo impenitente: dimentico della deontologia professionale, non si faceva scrupolo a scegliere, proprio tra la sua selezionata clientela, le vittime consenzienti.

John Singer Sargent, Ritratto del Dr. Pozzi, 1881

John Singer Sargent, Ritratto del Dr. Pozzi, 1881

Sargent, era rimasto talmente ammaliato da questo singolare personaggio, che, nel 1881, decise di fargli un ritratto. La tela è un capolavoro della ritrattistica ed un esplicito omaggio ai grandi maestri del Cinquecento e del Seicento.

El Greco con Il ritratto di nobile e van Dyck con il Cardinale Guido Bentivoglio, paiono essere i riferimenti più diretti di Sargent, ma, in questo caso, l’iconografia tradizionale ed il significato sono totalmente capovolti.

L’elegante e raffinato medico è ripreso in vestaglia rosso scarlatto, l’atteggiamento è spavaldo, un alone sensuale e gaudente pervade l’intera composizione.

John Singer Sargent, Ritratto di Lady Agnew of Lochnaw, 1892

John Singer Sargent, Ritratto di Lady Agnew of Lochnaw, 1892

Dopo lo scandalo di Madame X Parigi gli chiuse le porte, così, nel 1886, Sargent si trasferì a Londra chiamato dall’amico Henry James a dalle numerose committenze anglosassoni.

Qui affittò lo studio che era stato del compatriota e collega Whistler, al numero 13 di Tire Street e, a Savile Road, Henry Pool diventò il suo sarto di fiducia. Ma di ritratti non ne voleva più sentir parlare e tornò a dipingere paesaggi.

“Adesso basta! I ritratti mi fanno orrore e non voglio più saperne. Spero di non dipingerne mai più, soprattutto di persone d’alta classe”, diceva ancora sconcertato dalla tragica vicenda francese.

Sul genere del paesaggio, Sargent si era ampiamente esercitato durante i suoi numerosi viaggi: opere che hanno la freschezza e l’immediatezza di un diario per immagini.

I ricordi, le emozioni, le sensazioni più vivide, vengono indagate dall’occhio dell’artista che è quello di un innamorato che svela gli aspetti più segreti di realtà a lui note e familiari.

John Singer Sargent, Il riposo del gondoliere, 1904

John Singer Sargent, Il riposo del gondoliere, 1904

Ma il trionfo definitivo, nonostante tutte le sue reticenze, Sargent lo ebbe nella nazione che i genitori avevano precocemente abbandonato e proprio come ritrattista: l’America gli tributerà quella gloria che gli europei gli fecero sempre pagare a caro prezzo.

La nuova borghesia americana trovò in Sargent il cantore dei propri trionfi economici e dalla propria posizione sociale: dagli Astor ai Vanderbilt, dai Malborough ai presidenti Roosevelt e Wilson, celebrità di ogni genere, miliardari e donne famose per bellezza ed eleganza, fu un susseguirsi ininterrotto di commissioni che lo porteranno a dipingere fino a venti ritratti l’anno.

Isabella Stewart Garden, che stava allora costruendo la sua residenza a Boston sul modello di un palazzo veneziano, divenne la sua principale mecenate, una sorta di Lorenzo de’ Medici del nuovo mondo.

Agli inizi del Novecento, Sargent può dirsi un artista pienamente affermato. Ma la Belle Époque stava volgendo al termine: il bel mondo effimero e pieno di speranze vide infrangersi i suoi sogni sotto i colpi di una guerra che, per la prima volta, sarebbe stata mondiale.

Il 2 luglio 1918 Sargent partì per il fronte, non aveva più voglia di dipingere, il ritrattista alla moda, suo malgrado, aveva esaurito il suo compito.

John Singer Sargent, Le Sorelle Wyndham, particolare, 1900

John Singer Sargent, Le Sorelle Wyndham, particolare, 1900


 John Singer Sargent, Ritratto di Madame X, 1884

John Singer Sargent, Ritratto di Madame X, 1884
Versione censurata del quadro che fu acquistata dal Metropolitan Museum di New York

John Singer Sargent: ritrattista alla moda, suo malgrado ultima modifica: 2014-03-15T14:34:32+00:00 da barbara
6 Comments
  • dbd66
    Posted at 08:25h, 17 marzo Rispondi

    Deduco che la magnetica e perfettamente asimmetrica bellezza di Lady Agnew
    sia stata consegnata all’ eternità dopo la “tragica vicenda francese” e nonostante i proclami dell’ artista …..

  • barbarameletto
    Posted at 14:25h, 17 marzo Rispondi

    E’ stata consegnata all’eternità, ma con la spallina al suo posto. 😀 L’opera che fu acquistata dal Metropolitan Museum ha le due spalline ben sorrette, visto che già la profonda scollatura aveva destato forti reticenze. Io ho postato una versione che simula come doveva essere il quadro ma, purtroppo, abbiamo solo la versione censurata. 😉
    Hai ragione a fare quata notazione, metterò la versione attuale alla fine, ma volevo dare anche un’idea di quale fosse la pietra dello scandalo: una semplice spallina abbassata.

  • dbd66
    Posted at 15:41h, 17 marzo Rispondi

    Stavolta non mi sono spiegato uff 🙂 . La bellezza , con quello sguardo asimmetrico , è quella del Ritratto di Lady Agnew of Lochnaw datato 1892 . Ma annoto il trasferimento a Londra ( e i relativi proclami di orrore per i ritratti ) già nel 1886, non mi tornavano le date . E’ forse evidente che l’ artista nonostante i proclami dovesse tirar il cassetto ….. 🙂 .

    Mi sono permesso l’ annotazione in quanto colpito da quest’ opera che nel suo insieme emana una bellissima armonia dimensionale , cromatica ed estetica facendo risaltare ( in contrapposizione ) un volto cosi attuale ( sembra fuori dal tempo in una dimensione astratta ) e compiacente .
    Ipnotica .

    PS : forse ho visto troppi film …..:-)

    • barbarameletto
      Posted at 16:23h, 17 marzo Rispondi

      No non hai visto troppi film, ci siamo capiti male. Comunque se le date non ti tornano è perchè, nonostante tutti i suoi proclami, ritratti ne continuò a fare eccome, per quello era soprattutto richiesto e cercato, e a quelli deve la sua notorietà.
      Le tue notazione sono perfette e giuste.
      Come ritrattista, come hai notato, Singer pare sviscerare l’anima delle persone, per questo, forse, ci paiono così vicine: a me sembra di sentirle parlare, muoversi, pulsare di vita insomma.
      Quindi direi che se ti ipnotizza quell’opera significa che l’hai vista molto bene, nel suo profondo. 😉

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