"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Alfred Kubin: L’altra parte

Alfred Kubin: L’altra parte

Alfred Kubin, Salto mortale

Alfred Kubin, Salto mortale

Nel 1908, quando si accinse a scrivere il romanzo L’altra parte, Alfred Kubin era un artista già affermato: la sua prima esposizione del 1902 aveva suscitato l’interesse della critica e gli aveva procurato un incontro di notevole importanza per la sua carriera, quello con il collezionista Hans von Weber.

Figlio di un geometra e di una pianista, Alfred Kubin nacque a Leitmeritz, in Boemia, il primo aprile 1877.

Trasferitosi a Monaco nel 1898, dove frequentò la scuola d’arte privata Schmidt-Reutte, scoprì i capolavori della locale pinacoteca, dimostrando già una predilezione per gli artisti più onirici e visionari; Goya, Rops, Munch, Ensor, Redon, Klinger e von Stuck furono, infatti, gli autori che maggiormente lo affascinarono e lo colpirono.

Personalità angosciosa e tormentata, con la sua arte Kubin cercò di dare forma al suo mondo interiore, nascosto ed inquietante, popolato di fantasmi e di oniriche visioni.

Alfred Kubin, Adorazione

Alfred Kubin, Adorazione

La scrittura, come egli stesso affermava, rappresentò per Kubin una sorta di medicamento per il suo animo lacerato da una grave crisi personale, dovuta alla recente morte del padre, ed artistica, dovuta ad una stasi creativa.

“Che io abbia scritto invece che disegnare era nella natura delle cose, poiché la scrittura era il mezzo migliore, in quel momento, per liberarmi più rapidamente dalle idee che mi tormentavano. “

Da un delirio che durò alcuni mesi prese vita L’altra parte, una sorta di diario visionario accompagnato da cinquantadue disegni: una scrittura disegnata, dove parole e testo si fusero in un linguaggio omogeneo atto ad esprimere i grovigli spirituali di Kubin.

Sia per la sua produzione figurativa che per le vicende narrate ne L’altra parte, Kubin fu ritenuto uno dei profeti della Finis Austriae.

In una lettera allo scrittore Ernst Junger del nove aprile 1938, così si esprimeva al riguardo: “In effetti sembra che io sia stato una specie di artista-becchino della vecchia Austria regia e imperiale.”

Alfred Kubin, Pesce di luce, 1914

Alfred Kubin, Pesce di luce, 1914

L’altra parte è un testo unico nel suo genere: romanzo di un non-romanziere, elaborato in un momento preciso della vita di Kubin, che nulla scrisse di simile né prima né dopo, una sorta di epifania rivelatasi solo in quella determinata circostanza come una peculiarità intima.

L’altra parte è la parte misteriosa di Kubin, quella popolata da spettri e da fantasmi, ma è anche la città di Perla che, entro il Regno del Sogno, accoglie il protagonista del romanzo.

Attraverso una porta ed un lungo corridoio buio, si giunge alla città di Perla; attraverso un ponte si arriva poi nel Sobborgo, dove vivono gli uomini dagli occhi azzurri, e dove è racchiuso il vero significato della città e del Regno.

Nelle quasi trecento pagine del libro, Kubin narra la storia della città, del Regno e dei suoi abitanti, fino al loro sprofondare nell’abisso dell’incubo e della distruzione, tra sanguinarie rivolte e tragici cataclismi.

Non c’è salvezza: tutte le cose e gli esseri viventi, nel mondo di Kubin, sono nati dalla corruzione e soggetti alla corruzione, condannati, fin dall’inizio, per un’oscura colpa.

Alfred Kubin, La fidanzata dei morti

Alfred Kubin, La fidanzata dei morti

Il romanzo è un esempio di letteratura fantastica allo stato chimicamente puro; esso si legge entrando e permanendo in una condizione di possente allucinazione, le stesse illustrazioni a corredo rappresentano un’ininterrotta manifestazione di una mano delirante e visionariamente perversa.

Dal macabro all’onirico, dal grottesco al beffardo, dal satanico al demoniaco, tutte le pulsioni irrazionali ed oscure dell’uomo vengono indagate e ritratte dall’artista in un una perfetta armonia tra parola scritta ed immagine disegnata.

Non è un caso se, in quest’opera, è stata ravvisata un’allegoria del tracollo dell’impero asburgico: i tempi erano maturi e l’Austria viveva allora in quello stato di sonnolenza fin de siècle sotto cui si celava tutto l’orrore dell’Apocalisse che, di lì a poco, sarebbe giunta.

Kubin fu uno degli interpreti del malessere generale dell’uomo moderno: l’uomo posto di fronte alla caduta dell’io e al tramonto degli dei.

“Erano ancora masse umane e greggi di animali, splendore e marciume, il vizio rigoglioso e la nauseante putrefazione, il culto del sublime e il dolore incomposto, insomma tutto ciò che da sempre aveva occupato il mio cuore.”

Alfred Kubin

Alfred Kubin

L’opera di Kubin è abitata in ogni tratto e in ogni segno dai più strani, orrendi e fantasiosi animali, da paesaggi notturni, foreste labirintiche, spiagge desolate, case misteriose, da uomini malformati, sfingi, donne crudeli, mostri e apparizioni, il prodotto della sua psicologia alterata soggetta, fin dall’infanzia, all’alternarsi di crisi mistiche e depressive, tra il delirio e l’onnipotenza.

“L’abbandonarmi a fantastiche visioni di esplosioni e cataclismi primordiali mi aveva sempre dato una strana sensazione di gioia, e come un’ebrezza, accompagnata da un brivido frizzante che mi correva per la spina dorsale … Ma v’erano mille altre cose che mi ispiravano ardenti bramosie: per esempio i cadaveri.”

Il crollo finale della città di Perla e del regno del Sogno corrisponde a quel senso di disfacimento e di disgregazione che Kubin aveva connaturato in sé, inciso nella sua torbida natura, ciò che gli rese assai difficile ed ardua la vita e gli ispirò tutta l’opera: un originario dramma personale rivissuto continuamente nella sua potente e paurosa produzione artistica.

“Al fondo delle cose tutto è fantasia.”

(Alfred Kubin, 1924)

Alfred Kubin, Lussuria

Alfred Kubin, Lussuria

Per approfondimenti sulla secessione viennese e sulle avanguardie tedesche di inizio secolo:

http://barbarainwonderlart.com/2013/01/05/la-secessione-aria-di-modernita-nella-vienna-di-fine-secolo/

http://barbarainwonderlart.com/2013/05/25/sigmund-freud-larte-dei-sogni/

http://barbarainwonderlart.com/2012/11/17/lespressionismo-la-nascita-dellavanguardia/

http://barbarainwonderlart.com/2012/11/24/der-sturm-il-polo-berlinese-dellespressionismo/

Alfred Kubin

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Alfred Kubin

Alfred Kubin

Alfred Kubin: L’altra parte ultima modifica: 2014-02-28T15:05:48+00:00 da barbara
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