"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Correggio: una nuova concezione dello spazio

Correggio: una nuova concezione dello spazio

“Fu il primo in Lombardia che cominciasse cose dalla maniera moderna.”

(Giorgio Vasari)

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Correggio, Madonna del latte, 1523

Antonio Allegri, detto il Correggio, nacque nella città di Correggio, nei pressi di Reggio Emilia, nel 1489 circa e qui vi morì nel 1534.

Una carriera breve ma significativa per un artista che, con la sua opera, scavalcò l’epoca in cui visse ed anticipò di decenni il gusto del Seicento.

Dalle prime prove in cui è evidente un’aderenza ai modi di Mantegna, Correggio dimostrò infatti un’evoluzione rapida e del tutto personale verso soluzioni formali e spaziali inusitate e singolari.

Secondo alcune fonti, Correggio avrebbe appreso i rudimenti della pittura presso lo zio Lorenzo, per poi trascorrere un periodo di tempo nella bottega del maestro modenese Francesco Bianchi Ferrari.

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Correggio, Matrimonio di Santa Caterina, 1520

Di qui lo ritroviamo poi a Mantova, attorno al 1506 circa, dove dipinse i quattro evangelisti e i due angeli nella Cappella funeraria di Andrea Mantegna nella chiesa di Sant’Andrea.

In questa decorazione si può notare la vicinanza alla pittura di Mantegna: un omaggio esplicito al grande maestro, venato da un certo eclettismo tipico della cultura mantovana del tempo.

Nel milieu figurativo mantovano, ricco e fecondo di molteplici influenze e dove giocò un ruolo di primo piano la committenza lungimirante della marchesa Isabella d’Este, prese forma e maturazione l’arte di Correggio. Oltre al Mantegna, infatti, l’opera di Correggio è densa di rimandi e di citazioni: Giorgione, a cui faceva riferimento per i paesaggi, e Leonardo, a cui si ispirava per i forti contrasti di luce e d’ombra in cui intingere le figure.

Alla fase giovanile della sua produzione pittorica, documentata in modo alquanto lacunoso, vanno ascritte molte opere di destinazione privata, opere intime, dove l’artista dimostrò il suo valore nello studio e nella resa delle emozioni. Ma fu a Parma, dove giunse nel 1519 per dipingere la volta di una delle camere dell’appartamento della badessa del convento benedettino di San Paolo, che esplose, con tutta la sua prepotente novità, il genio di Correggio.

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Correggio, Assunzione della Vergine, 1524-1530

L’Assunzione della Vergine nel duomo di Parma, rappresenta, infatti l’apice, dell’originalissima concezione spaziale di Correggio: il trionfo di uno spazio infinito e non misurabile. Tale visione è del tutto nuova rispetto alla classica e tradizionale visione di uno spazio chiuso, finito e misurabile: una decisa frattura stilistica eruppe così nel rinascimento maturo.

Con quest’opera Correggio precorse le soluzioni formali che troveranno compimento nel Barocco: l’idea di uno spazio in cui non esiste un limite preciso e di cui non abbiamo una percezione esatta ed univoca.

Una complessa struttura figurativa, capace di coinvolgere lo spettatore e di renderlo partecipe della storia sacra fu il risultato finale di quest’opera che, pare, non sia stata molto gradita ai committenti, mentre destò ammirazione fra i numerosi artisti che si recarono a Parma per poterla vedere da vicino. Sembra che lo stesso Tiziano avesse dissuaso i canonici dal distruggere l’affresco sostenendo che, se fossero riusciti a colmare l’intera cupola di monete d’oro, non sarebbero lo stesso stati in grado di pagare l’artista in modo adeguato.

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Correggio, Assunzione della Vergine, particolare, 1524-1530

Mentre si apprestava alla decorazione delle due cupole, quella per il duomo appunto e quella per la chiesa di San Giovanni Evangelista , il Correggio realizzava contemporaneamente pale d’altare e opere private per committenti di elevato rango sociale.

In contrappunto alle imprese di carattere pubblico, nelle tele private è evidente il carattere dolce e toccante della pittura del Correggio: vicende religiose interpretate con sorprendente finezza e grazia emotiva. Ai temi religiosi si sovrapposero, nello stesso periodo, temi mitologici di alto contenuto simbolico e, a volte, esplicitamente erotico, molto spesso modellati sui desideri della committenza che ne influenzarono resa e qualità pittorico-espressiva.

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Correggio, Danae, 1531

Fra tutte è degna di nota la Danae, una tela dove la delicatezza pittorica del Correggio si sposa perfettamente con una malizia tipicamente moderna, ben lontana dall’interpretazione più “legnosa” che ne darà Tiziano di lì a pochi anni.

La Danae di Correggio è semisdraiata su di un letto ed osserva, con stupore misto a languore, la sua nudità bagnata dalla pioggia d’oro. Una Danae ammiccante e sensuale che soggiace ma, nello stesso, tempo partecipa voluttuosamente all’unione con Zeus: un erotismo lieve e delicato, ma di grande impatto emozionale.

Molti secoli dopo Stendhal, durante il suo viaggio in Italia, si sentì pervaso da un’immensa emozione di fronte alla visione dell’opera di Correggio: “che grazia seducente! Che grazia celeste! La grazia dell’espressione unita a quella dello stile! Un miracolo!”

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Correggio, Leda con cigno, 1531

Correggio: una nuova concezione dello spazio ultima modifica: 2014-02-18T19:35:56+00:00 da barbara
10 Comments
  • Culturefor
    Posted at 08:19h, 19 febbraio Rispondi

    Siamo state a Parma l’anno scorso a trovare un’amica e, ovviamente, non abbiamo voluto perderci una visita al Duomo: siamo rimaste con gli occhi incollati verso l’alto per non so quanto tempo…magnifico Correggio!!

    • barbarameletto
      Posted at 19:21h, 19 febbraio Rispondi

      Portentoso …
      Ma dimmi, tu che hai avuto modo di vedere quest’opera dal vivo, che sensazioni ti ha dato?
      Ti sei sentita avvinghiare e avvolgere in uno spazio infinito?
      Sarei molto curiosa visto che, per ora, mi sono dovuta accontentare della suggestione, sempre parziale, che offrono le immagini.

      • Culturefor
        Posted at 08:04h, 20 febbraio Rispondi

        Hai descritto perfettamente la sensazione: guardi verso l’alto e, per un attimo, dimentichi di essere in spazio chiuso, giri su te stesso cercando di scorgere cosa si nasconde dietro quella particolare nuvola, insegui gli sguardi dei putti per vedere che cosa ha catturato la loro attenzione e sembra quasi che quel raggio di luce stia illuminando anche te….

        • barbarameletto
          Posted at 18:50h, 20 febbraio Rispondi

          Bellissima descrizione, rende proprio l’idea 😉

          • Culturefor
            Posted at 08:04h, 21 febbraio Rispondi

            Grazie!
            E grazie a te che, con il tuo articolo, me le hai riportate alla mente 🙂
            A presto!

            • barbarameletto
              Posted at 18:38h, 21 febbraio Rispondi

              Mi hai fatto venire una gran voglia di andare a Parma … 😀

              • Culturefor
                Posted at 12:57h, 22 febbraio Rispondi

                vai vai! E’ veramente una bellissima città 🙂

                • barbarameletto
                  Posted at 15:44h, 23 febbraio Rispondi

                  La metterò certamente sulla mia lista delle mille cose da vedere … 😉
                  Bisognerebbe avere più tempo libero e non dover lavorare per vivere, insomma essere una ricca erudita sarebbe il mio sogno. 😀

  • Aithne
    Posted at 08:51h, 26 febbraio Rispondi

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