"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Leonardo da Vinci: un genio a misura d’uomo

Leonardo da Vinci: un genio a misura d’uomo

Leonardo da Vinci, Ritratto di Ginevra Benci, 1475

Leonardo da Vinci, Ritratto di Ginevra Benci, 1475

Leonardo da Vinci, da sempre considerato come la personificazione del genio rinascimentale per la varietà dei suoi interessi e per la sua inesausta sete di conoscenza, fu, in realtà, un uomo pieno di incertezze e di contraddizioni, che, apparentemente, mal s’ accordano con questa mitica immagine di perfezione tramandataci.

Più che di genio, possiamo allora parlare di un uomo che interpretò in modo esemplare le tensioni di fine Quattrocento: un’epoca inquieta, alle soglie di un cambiamento, che ancora non riusciva a tradurre in un deciso e significativo rinnovamento.

Gli scritti frammentari, le opere incompiute, i progetti abbozzati, gli studi accennati, testimoniano l’instancabile curiosità dell’artista e riflettono il suo perenne stato d’ansia e d’ insoddisfazione.

Un’intelligenza vorace ed onnicomprensiva, dal temperamento chiuso e aristocratico, volta più alla critica che alla costruzione, al dubbio più che all’affermazione, alla speculazione più che all’attività pratica.

Lo stesso Vasari, pur tributando numerose lodi a Leonardo, ebbe l’ardire di affermare che “… arebbe fatto profitto grande, se egli non fusse stato tanto vario e instabile. Perciocché egli si mise a imparare molte cose e, cominciate, poi l’abbandonava.”

Bottega del Verrocchio, Battesimo di Cristo, particolare dell'angelo dipinto da Leonardo, 1470-1475

Bottega del Verrocchio, Battesimo di Cristo, particolare dell’angelo dipinto da Leonardo, 1470-1475

Leonardo nacque nel 1452 nel piccolo borgo di Vinci, appena diciassettenne, si trasferì a Firenze dove, nell’affollata bottega di Andrea del Verrocchio, apprese l’arte della pittura.

La prima opera nota di Leonardo è il Battesimo di Cristo, un dipinto che venne eseguito da Verrocchio e venne poi completato con un intervento del giovane allievo: l’angelo presente nella parte sinistra della tela.

In questa sua prova Leonardo si fece già notare per la diversità della sua arte: alla solidità della composizione verrocchiana, Leonardo sostituì un segno più sottile ed un chiaroscuro più lieve e sfumato.

Si narra che il Verrocchio, sdegnatosi per le indubbie qualità pittoriche di Leonardo, “mai più non volle toccar colori”, vistosi così superato dall’apprendista: che si tratti o meno di un aneddoto favoloso, ci permette però di comprendere il precoce talento dell’artista.

Leonardo da Vinci, Adorazione dei Magi, 1481

Leonardo da Vinci, Adorazione dei Magi, 1481

L’Adorazione dei Magi, per la chiesa di San Donato, è una delle prime testimonianze pittoriche di grande impegno di Leonardo, oramai quasi trentenne.

La tavola rimase incompiuta, forse perché fu interrotto per la sua andata a Milano, o forse perché si perse in altre ideazioni e creazioni.

Comunque sia, Leonardo lasciò numerose opere incompiute: segno della sua ricerca puntigliosa e del suo carattere mutevole ed incostante.

L’opera ripropone un classico tema della tradizione pittorica, rivisitato in chiave originale ed inedita: pare essere più un’epifania del divino, che un’adorazione vera e propria. Egli infatti intese dare vita al fenomeno concreto ove si manifesta il divino: un fenomeno che si vede e si medita, crea sconcerto e stupore, e avviene nel mondo fisico e naturale.

Seppur la composizione rimase appena accennata, è tuttora possibile ammirare la grandiosa abilità grafica dell’artista che, proprio nel disegno, vedeva un’emanazione diretta ed immediata dell’idea. Pensiero questo che lo portò da sempre a privilegiare l’arte del pittore, che considerava appunto “di maggior discorso mentale”, sull’arte dello scultore, costretto al gesto meccanico “del manovrar mazza e scalpello.”

Per Leonardo, infatti, l’arte rappresentava una delle più alte espressioni del pensiero e, come tale, l’artista rivestiva il ruolo di creatore: un’immagine simbolica che avvicina l’artista alla divinità.

Leonardo da Vinci, Vergine delle rocce, 1483-1486

Leonardo da Vinci, Vergine delle rocce, 1483-1486

Nel 1482 Leonardo lasciò Firenze per Milano, dove fu chiamato per eseguire il monumento in bronzo di Ludovico Sforza.

Fra il 1483 ed il 1486 dipinse la Vergine delle rocce: qui il paesaggio perde le sue connotazioni naturalistiche per divenire una sorta di intreccio di materia astratta. Come il Vangelo attribuisce alla Madonna un velo di mistero, così Leonardo avvolse la tela di enigmi insondabili: indefinito è il paesaggio e indefiniti sono le connessioni di gesti che si creano tra i personaggi.

A Milano Leonardo continuò la sua opera di pittore, ingegnere, scultore, architetto e ideatore di apparati, ma, soprattutto dipinse l’opera che, più di ogni altra, sconvolse l’usuale rappresentazione di un classico tema sacro: l’Ultima Cena.

Il dipinto fu eseguito, tra il 1495 ed il 1498, per la parete di fondo del refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie.

La straordinaria invenzione di Leonardo fu quella di immortalare il fatto evangelico nell’attimo immediatamente successivo alle parole di Gusù: “qualcuno di voi mi tradirà.”

Leonardo da Vinci, Ultima cena, 1495-1498

Leonardo da Vinci, Ultima cena, 1495-1498

Un momento di intensa tensione drammatica che pone l’accento sulle diverse reazioni degli apostoli: gesti concitati, espressioni stupite, sguardi interrogativi, smuovono i gruppi in cui essi sono raccolti; solo il Cristo si staglia solo ed immobile, già distaccato dagli uomini e raccolto nel pensiero della morte imminente.

Leonardo rivolse la sua attenzione agli stati d’animo più che ai lineamenti, alle emozioni interiori più che ai tratti caratteristici del volto, alla psicologia terrena dell’evento più che alla sua connotazione mistica: visione del tutto straordinaria e rivoluzionaria per la sua epoca.

Leonardo da Vinci, Ultima cena, particolare, 1495-1498

Leonardo da Vinci, Ultima cena, particolare, 1495-1498

Tecnicamente, però, Leonardo non riuscì a vincere il proprio tempo: la Cena, dipinta a secco più che a fresco, nel corso degli anni sarà rimaneggiata, ridipinta e restaurata, lasciando solo le tracce lacunose dell’idea che l’artista intese rappresentare.

Ma l’opera certamente più famosa di Leonardo, divenuta simbolo dell’arte pittorica e, nello stesso tempo, soggetta ad ogni tipo di abuso, profanazione e negazione, è senza dubbio la Gioconda.

Una tela che ammalia ed incanta: un enigma che intende dare un volto al mistero che si cela oltre l’esistenza dell’uomo.

La Gioconda rappresenta la sintesi del pensiero di Leonardo: è il ritratto dell’intera umanità, ossia la coscienza che l’uomo ha di sé e della propria anima.

Leonardo da Vinci, La Gioconda, 1503-1514

Leonardo da Vinci, La Gioconda, 1503-1514

L’espressione del volto di Mona Lisa, infatti, non è né maschile né femminile, esso è il volto dell’uomo e della certezza del suo esistere.

E’ nella sua consapevolezza, infatti, che l’uomo supera la natura e si avvicina alla divinità: le rocce, l’acqua ed il cielo sullo sfondo si limitano ad esistere, creando un forte contrasto con la figura che è invece sicura della sua identità.

La Gioconda ci offre la piena consapevolezza dell’esserci e, quindi, l’idea che il pensiero razionale è ciò che più avvicina l’uomo a Dio nella sua immensa grandezza.

La Gioconda, può essere considerata il testamento spirituale di Leonardo, summa e sintesi di tutte le sue vaste ricerche scientifiche: un dipinto che, oltre l’immagine, cela il senso profondo del mondo.

Leonardo da Vinci, Annunciazione, particolare, 1472-1475

Leonardo da Vinci, Annunciazione, particolare, 1472-1475

Leonardo da Vinci: un genio a misura d’uomo ultima modifica: 2014-01-18T16:10:04+00:00 da barbara
6 Comments
  • DBD
    Posted at 11:54h, 24 gennaio Rispondi

    Quest’ anno mi sono imbattutto in luoghi che non avrei mai immaginato di
    calpestare . Louvre , Maria d’orsay , Musei Vaticani .
    Totale smarrimento per assoluta ignoranza culturale .
    Quindi :
    “Buoni propositi per l’anno nuovo…bere meno e smettere di fumare…”
    e totale ( nonchè difficoltosa ) dedizione ai tuoi articoli .

    • barbarameletto
      Posted at 15:07h, 24 gennaio Rispondi

      Bè diciamo che la cultura dà un ulteriore valore a ciò che vedi, ma l’importante rimane sempre il vedere: l’arte parla da sola attraverso le sue immagini. I miei articoli possono solo darti uno spunto, un punto di vista, una chiave di lettura ….
      … bere meno, smettere di fumare, bè deve essere una cosa che fai con piacere, i vizi non escludono la cultura, anzi la maggior parte degli artisti ne dà testimonianza esemplare. 😀
      L’importante è che continui a leggermi con interesse. 😉

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    Posted at 20:18h, 12 febbraio Rispondi

    […] L’opera di Pontormo supererà infatti le regole precostituite della tradizione rinascimentale per esplodere con tutta la sua prepotenza linguistica e compositiva: la ricerca di una maniera nuova e inusitata attraverso i suggerimenti più arcani che poteva offrire l’arte di Michelangelo, Raffaello e Leonardo. […]

  • Correggio: una nuova concezione dello spazio | barbarainwonderlart © Barbara Meletto
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  • Sandro Botticelli: un raffinato evocatore di favole
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  • Fra Bartolomeo: l'arte riformata
    Posted at 22:13h, 18 maggio Rispondi

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