"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Claude Lorrain: il paesaggio ideale

Claude Lorrain: il paesaggio ideale

La partenza di Sant'Orsola

Claude Lorrain, La partenza di Sant’Orsola, 1641

La grande fortuna e fama di Claude Lorrain sono da attribuire alla sua capacità di aver inaugurato un genere pittorico: il paesaggio ideale.

Armonizzando gli elementi tradizionali del paesaggio italiano con uno studio preciso ed appassionato della natura e dell’ambiente, Lorrain diede vita ad un paesaggio fiabesco, una sorta di Arcadia senza tempo, ove prendevano forma i miti classici.

Al successo del francese, tra i pittori e i collezionisti dell’epoca, contribuì anche la moda del Grand Tour e, quindi, il fascino che il paesaggio italiano, con le sue implicazioni artistiche e letterarie, rivestiva agli occhi dei viaggiatori.

Ritorno di Odysseus

Claude Lorrain, Ritorno di Odysseus, 1644

Nonostante John Ruskin, eminente critico dell’epoca, non amasse particolarmente la pittura di Lorrain, in cui vedeva un esagerato compiacimento del pittoresco, l’artista veniva generalmente esaltato come il maestro di quel genere di paesaggio dove lo splendore e la quiete si fondevano con inusuale equilibrio ed armonia compositiva.

Della formazione di questo celebratissimo pittore, non abbiamo notizie certe e precise. Claude Gellée, dit le Lorrain, come lui stesso si firmava, nacque attorno al 1600 a Chamagne, un villaggio nei pressi di Nancy.

Attorno il 1617, Lorrain, giunse a Roma dove fu accolto dalla comunità dei lorenesi, molto attiva in città. Qui entrò in contatto con Agostino Tassi, quadraturista e paesaggista dell’epoca, divenuto tristemente noto per un’accusa di stupro ai danni della pittrice Artemisia Gentileschi.

Per circa un decennio Lorrain fu attivo nella bottega di Tassi con il quale realizzò degli affreschi in importanti palazzi romani, interventi, questi, solo parzialmente conservati.

porto e Villa Medici

Claude Lorrain, Veduta del porto e Villa Medici, 1637

La prima opera di Claude Lorrain, databile con certezza, risale al 1629, ed è il Paesaggio con pastori, oggi conservato al Philadelphia Museum of Modern Art.

Già in questa sua tela d’esordio, emerge la peculiarità della ricerca di Lorrain tutta protesa nello studio della luce e dell’atmosfera: una meticolosa e struggente attenzione volta a ricreare gli impalpabili vapori dell’aria e del cielo.

I primi dipinti di Claude sono il frutto degli appassionati studi dal vero da lui compiuti nella vasta campagna romana: escursioni che impegnavano l’artista per intere giornate e che fruttavano numerosi disegni e schizzi, mementi degli effetti luministici nelle diverse ore e fasi della giornata.

Tivoli

Claude Lorrain, Visione immaginaria di Tivoli, 1642

A partire dagli anni Trenta del Seicento si affermò il filone di maggior successo della pittura di Lorrain: porti e baie, all’alba o al tramonto, sfondo di episodi religiosi o mitologici, in una trasposizione totalmente irreale e fantastica. Tutto parla il linguaggio di un mitico passato che si unisce, con estrema grazia, alla realtà dell’esistente.

Nel frattempo l’artista venne ricercato da committenti italiani e stranieri di grande prestigio. Tra il 1636 ed il 1640 risale la partecipazione al ciclo di dipinti per il Palazzo del Buen Retiro a Madrid, a lui richiesta dall’ambasciatore spagnolo, il marchese di Castel Rodrigo, per conto di Filippo IV.

Marina con troiani

Claude Lorrain, Marina con troiani che bruciano le navi, 1643

Il crescente favore tributato all’opera di Lorrain portò con sé anche tentativi di contraffazione dei suoi quadri, tanto che, nel 1635 circa, l’artista cominciò a stilare il Liber Veritatis, un testo in cui vennero catalogati, con meticolosa attenzione, anno dopo anno, i dipinti da lui eseguiti e la loro collocazione.

Negli ultimi vent’anni della sua attività, l’artista giunse ad una progressiva semplificazione ed arcaicizzazione del paesaggio: i temi si fanno sempre più misteriosi ed oscuri, le scene sempre più rarefatte e i soggetti sempre più inusuali ed arcani, tratti da episodi meno divulgati della mitologia classica.

Enea a Delo

Claude Lorrain, Paesaggio con Enea a Delo, 1672

Una delle ultime opere di Lorrain, che morì a Roma nel 1682, è il Paesaggio con Ascanio che tira la freccia al cervo di Silvia.

Quest’opera, commisionatagli dal principe romano Lorenzo Onofrio Colonna, allude , tramite l’uso della mitologia, alla vacuità e all’errore che minacciano continuamente la vita degli uomini e degli eroi: l’idillico e sereno paesaggio classico si arrichisce, così, degli echi disperati dello sconforto e del rimpianto d’amore.

La mitica campagna dell’Arcadia rivela, dunque, anche il suo lato nostalgico e malinconico, struggente e angoscioso.

Ascanio

Claude Lorrain, Paesaggio con Ascanio che tira la freccia al cervo di Silvia, 1682

Claude Lorrain: il paesaggio ideale ultima modifica: 2014-01-05T16:25:06+00:00 da barbara
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