"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Jan van Eyck: la conquista del visibile

Jan van Eyck: la conquista del visibile

Santa Barbara

Jan van Eyck, Santa Barbara, 1437

Il Quindicesimo secolo segnò una vera e propria rivoluzione artistica nei modi e nelle strutture del fare pittura, una rivoluzione che decretò la fine del Medioevo e la nascita della pittura moderna.

Questa radicale e decisiva trasformazione prese vita attraverso le ricerche compiute da due civiltà: quella italiana e quella fiamminga, complementari ma opposte negli esiti figurativi, tanto da generare un’ambiguità nel termine stesso di moderno.

Da una parte abbiamo, infatti, l’umanesimo italiano in cui il significato di moderno si coniugò ad una rigorosa ricerca prospettica e spaziale, dall’altra parte ci troviamo di fronte all’umanesimo fiammingo, dove il moderno si legò ad un’ attenta e precisa osservazione della natura: due concezioni agli antipodi che miravano, però, allo stesso fine, la conoscenza della realtà attraverso l’arte.

Polittico dellAgnello Mistico

Jan van Eyck, Adamo ed Eva, particolare del Polittico dellAgnello Mistico, 1426-1432

Jan van Eyck, nato a Maaseik, una cittadina del Limburgo, nel 1389, fu il pittore fiammingo più celebre del Quattrocento, colui che fu in grado di rinnovare, fin dalle fondamenta, il modo di vedere artistico della realtà.

L’opera di van Eyck travolse e superò, con un solo colpo d’ala, la tradizione pittorica medioevale inaugurando, così, la moderna pittura rinascimentale fiamminga.

Madonna del Cancelliere Rolin

Jan van Eyck, Madonna del Cancelliere Rolin, particolare, 1435

Il vasto universo naturale, protagonista dell’opera di van Eyck, necessitava di un nuovo medium espressivo atto a riprodurre i più minuti particolari della realtà: all’affinarsi delle sue esigenze espressive si accompagnò la coeva ricerca volta al perfezionamento della tecnica pittorica utilizzata.

La scintillante qualità luminosa e la brillantezza cromatica delle sue tele lo fecero ritenere, per lungo tempo, l’inventore della pittura ad olio, anche se van Eyck non fece altro che perfezionare e piegare alle sue necessità una tecnica nota fin dall’antichità.

Polittico dell'Agnello Mistico

Jan van Eyck, Adorazione dell’Agnello, particolare del Polittico dell’Agnello Mistico, 1426-1432

La sua arte tornò così a volgere lo sguardo alla natura, indagando l’infinita parvenza delle cose e le sue molteplici manifestazioni: un naturalismo figurativo che stravolse e sconvolse la precedente traduzione allusiva e simbolica del mondo.

La caratteristica peculiare dell’opera di van Eyck è proprio l’attenzione che egli riservò ad ogni elemento della realtà senza gerarchie né distinzioni di sorta: uomini, animali, piante, fenomeni atmosferici, materiali, furono oggetto di una riproduzione analitica e fedele, in una sorta di amorevole esaltazione del Creato e di tutti i suoi innumerevoli componenti, animati e non.

I coniugi Arnolfini

Jan van Eyck, I coniugi Arnolfini, 1434

In van Eyck, come in tutta la pittura fiamminga, c’è dunque un grande senso del vero e dell’ambiente, ma non c’è il senso dello spazio: mentre la pittura rinascimentale italiana, soprattutto fiorentina, si adoperò per ricreare una rigorosa struttura spaziale che desse un senso unitario all’opera, la pittura fiamminga indugiò sui particolari in modo del tutto indipendente dalla costruzione spaziale; allo spazio italiano si venne a contrapporre un’atmosfera prettamente fiamminga.

Il mondo dipinto da van Eyck è un mondo favoloso e giocoso, pregno di vitalità e di amore per l’esistente: tutti gli oggetti toccati dal pennello di van Eyck paiono brillare di vita propria, ignari del decadimento che, inevitabilmente, avvizzisce le cose.

La realtà di van Eyck è totalmente laica e profana, un’esaltazione della vita terrena in opposizione al misticismo medioevale: le apparenze corporee non sono più dei limiti e delle catene, ma rappresentano, esse stesse, un punto d’approdo e di salvezza.

In van Eyck, dunque, l’eccesso di visione si coniugò ad una venerazione, quasi religiosa, per il qui e ora: il mondo ultraterreno aveva lasciato definitivamente posto alla verità delle cose.

I coniugi Arnolfini

Jan van Eyck, firma dell’artista, I coniugi Arnolfini, particolare, 1434

 

Jan van Eyck: la conquista del visibile ultima modifica: 2013-08-13T18:10:21+00:00 da barbara
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