"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Salvador Dalì: la persistenza della memoria

Salvador Dalì: la persistenza della memoria

Salvador Dalì, Persistenza della memoria, 1931

Salvador Dalì, Persistenza della memoria, 1931

 

Una delle opere più celebri dell’artista spagnolo Salvador Dalì è, senza dubbio, la Persistenza della memoria del 1931.

La rappresentazione è abbastanza semplice: un paesaggio deserto con delle montagne sulla destra ed il mare sulla sinistra e, all’angolo inferiore, una sorta di cubo dal quale spunta un albero secco. Sul ramo dell’albero pende un orologio molle, mentre un altro orologio, anch’esso privo di solidità, è appoggiato ad uno degli angoli di questo parallelepipedo, sul quale giace un altro orologio, in perfetto stato solido, sul quale si muovono delle formiche. A destra, sul piano deserto vi è una specie di testa umana con un profilo con le ciglia abbassate e su questa testa è appoggiato un altro orologio floscio, privo di consistenza tattile.

Dalle testimonianze di Dalì, il paesaggio è quello di Port Lligat e la genesi del quadro trae origine da un preciso avvenimento: la visione di un pezzo di camembert che si scioglieva sulla tavola da pranzo.

“… E il giorno in cui decisi di dipingere orologi li dipinsi molli. […] A completamento della cena avevamo mangiato un camembert molto forte e, dopo che tutti se ne furono andati, io rimasi ancora a lungo seduto a tavola, a meditare sul problema filosofico dell’ipermollezza posto da quel formaggio.”

La tela, seppur di piccole dimensioni, è di grande potenza suggestiva ed allude, in modo simbolico, all’aspetto psicologico del tempo il cui trascorrere, nella soggettiva percezione umana, assume una sua precisa connotazione interna, che segue esclusivamente la logica dello stato d’animo e della memoria.

I vari orologi segnano, infatti, tutti un’ora diversa proprio perché la memoria è sottoposta ad alti e bassi, ad alterne situazioni, a volte funziona, come nell’orologio integro, a volte non funziona più, e quindi ecco l’orologio mollo che segna un’ora imprecisa, indeterminata.

Durante il sonno la memoria conserva solo una traccia della sua funzione, è per questo che la testa umana, disposta a terra, ha le ciglia chiuse ad indicare che dorme: sono dunque rappresentate le due immagini della memoria, quella da svegli e quella da addormentati, che non funziona più o confonde le cose.

Salvador Dalì, Pane antropomorfo-pane catalano, 1932

Salvador Dalì, Pane antropomorfo-pane catalano, 1932

 

Quest’opera, che appartiene alla stagione più felice di Dalì, si colloca entro la sua particolare estetica morfologica “del morbido e del duro”, che aveva teorizzato nel 1933 con un articolo apparso sulla rivista Minotaure e intitolato “Della bellezza terrificante e commestibile dell’architettura Modern Style.” Una sorta di delirio commestibile dove venne data rilevanza alla contrapposizione formale vitale ed erotica del duro e del morbido.

Dall’osservazione della morfologia della sua amata terra catalana, in considerazione anche alla particolare architettura biologica di Gaudì rocciosa e morbida al tempo stesso, Dalì elaborò questo suo particolare concetto della bellezza che “sarà commestibile o non sarà”.

Salvador Dalì, Uova al tegame senza tegame, 1932

Salvador Dalì, Uova al tegame senza tegame, 1932

 

Le opere degli anni Trenta appaiono, infatti, come vari elementi commestibili con un’evidente funzione simbolica, spesso esplicitamente erotica.

Tra il 1929 ed il 1936, epoca in cui si pone la realizzazione di questa famosa tela, possiamo collocare la stagione aurea di Dalì come artista: una produzione originale ed innovatica, carica di riferimenti simbolici e surrealisti, che denotano inoltre una grande conoscenza dei grandi maestri del passato. Dalì era una persona molto colta, anche se poi questa cultura fu miseramente pervertita.

Dopo questa stagione Dalì divenne solo la trita citazione di se stesso: una vera e propria fabbrica di rielaborazioni della sua epoca più fervida commista ad un sempre convulsa frenesia di esibizionismo, di stranezze e di fogge strane.

timthumb.php“Desidero che ogni colpo di pennello raggiunga l’assoluto e dia l’immagine perfetta dei testicoli della pittura, testicoli che non sono i miei. “

(Salvador Dalì)

Salvador Dalì: la persistenza della memoria ultima modifica: 2013-06-16T13:28:45+00:00 da barbara
8 Comments
  • sisempre
    Posted at 16:07h, 16 giugno Rispondi

    mi chiedo se ci sia relazione nella perversione del suo essere persona colta, così come l’hai definita, con la relazione dipendente che aveva con Gala, ho riletto il post che avevi scritto al riguardo, non ho trovato alcun riferimento, ma capita che nel foraggiare la fonte del proprio “attaccamento” si reiteri la stessa immagine, un poco per paura della perdita, un poco per economizzare le risorse …

    ma ovviamente sto solo fantasticando, non avendo alcun elemento su cui poggiare riflessioni

    • barbarameletto
      Posted at 12:04h, 17 giugno Rispondi

      Non ho ben capito la domanda che mi poni, comunque Dalì era una persona molto colta e molto fragile a livello psicologico. La relazione con Gala se da una parte liberò, artisticamente parlando, dall’altra creò in lui una sorta di dipendenza (cosa attestata da chi conobbe di persona la coppia). Gala agì un po’ come suo mentore e promotore ed arrivo’ a trasformare la sua produzione artistica in una sorta di fabbrica di immagini ripetute e topizzate. In questa ripetizione d’immagini la volontà di Gala era solamente quella di sfruttare la notorietà di alcune opere ad un preciso fine economico. Insomma io vedo delle banali motivazioni pratiche più che motivazioni psicologico-sentimentali. Ma potrebbe essere un livello d’interpretazione ulteriore, molto personale direi.

  • sisempre
    Posted at 04:12h, 18 giugno Rispondi

    eh si, servono maggiori elementi per comprendere, comunque grazie

    • barbarameletto
      Posted at 15:23h, 19 giugno Rispondi

      Comunque se vuoi provare a spiegarmi meglio magari potrebbe essere un’interessante materia di discussione. Probabilmente ho difettato nella tua comprensione 😉

  • sisempre
    Posted at 19:42h, 19 giugno Rispondi

    Grazie, ma forse veramente non è possibile andare molto oltre quanto hai già scritto.
    Mi aveva incuriosita la tua frase “Dalì era una persona molto colta, anche se poi questa cultura fu miseramente pervertita”
    Mi chiedevo da cosa dipendesse questo mutamento, in gran parte mi hai risposto dando conferma a quanto avevo immaginato legando i tuoi due post: l’influenza di Gala è stata probabilmente l’origine. Poi mi sono chiesta se fosse dovuto al meccanismo di voler compiacere “la persona amata” sino all’infinito, ripetendo il comportamento che si crede le procuri piacere.

    Forse si, forse no … poco importa
    già è interessante vedere le connessioni tra le due persone, le conseguenze sulla produzione artistica e la risonanza che procurano nella società.

    dai vado a leggere il post di oggi, ho visto una foto meravigliosa … che incanto quella prosettiva!!!

    • barbarameletto
      Posted at 14:19h, 23 giugno Rispondi

      Sono molto contenta comunque di vedere come tutto ciò susciti in te domande e riflessioni. Alla fine l’importante è porsi dei quesiti e se, con i miei post, ti offro degli spunti di riflessione vuol dire che ciò che scrivo suscita emozioni ed interesse.
      Non credo che a tutte le domande esistano delle risposte uniche ed univoche, ma la cosa bella è aver sempre voglia di scoprire e di conoscere.
      Io, d’altro canto, per quello che è in mio potere posso darti delle indicazioni, ma poi ognuno con le sue conoscenze e la raffinatezza del proprio pensiero può giungere ad elaborare delle personalissime ed originali interpretazioni.
      Grazie 😉

  • Il Surrealismo: l'ultima delle avanguardie artistiche del Novecento
    Posted at 16:29h, 14 maggio Rispondi

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  • ART SURFING – sala 3bis – AVANGUARDIE by Michele Sassòli | InsideOut - il podcast del LiceoBagatta
    Posted at 09:59h, 14 luglio Rispondi

    […] ma incanalandole tutte nella propria disciplina artistica. La sua opera più famosa è sicuramente “La persistenza della memoria” , dipinta in due ore dopo aver indagato a lungo sul problema filosofico della mollezza del […]

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