"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
Tag

Alice Neel: la pittrice dell’umana commedia

Alice Neel: la pittrice dell’umana commedia

Alice Neel, Autoritratto, 1980

Alice Neel, Autoritratto, 1980

“Non faccio realismo la mia è piuttosto una combinazione di Realismo ed Espressionismo. Detesto mettere sullo stesso piano una persona, una stanza, una sedia. Dal punto di vista della composizione sono la stessa cosa, ma una persona è umana e psicologica.” (Alice Neel)

Con queste parole Alice Neel sintetizzava la sua arte: una ricerca continua nei volti della gente per cercare di capire, captare, riprodurre tutte le emozioni possibili.

In questo senso si dimostrava fortemente polemica con l’Espressionismo astratto, che imperversava proprio negli anni in cui cominciava ad affermarsi.

Parlando della serie delle donne di William de Kooning sostenne, in modo provocatorio, che “aveva dei problemi sessuali. Aveva paura delle donne. E probabilmente vide denti nelle vagine.”

William de Kooning, Donna con lo sfondo verde e beige, 1966

William de Kooning, Donna con lo sfondo verde e beige, 1966

In una società ancora bacchettona e puritana, la libertà espressiva di Alice Neel, prima ancora di essere apprezzata, venne sentita come un elemento disturbante. La sua bravura era però innegabile, tanto è vero che per accettarla la definirono come “la donna che dipinge come un uomo.”

Alice Neel, terza di quattro figli, nacque a Marion Square, vicino a Philadelphia, il 28 gennaio del 1900. Quando lei aveva tre mesi la famiglia si trasferì nella piccola città di Colwyn: “vivevamo in una strada che era stata un frutteto di alberi di pero. In primavera era di una bellezza infinita, ma non c’era nessun pittore che potesse dipingerla, poi, una volta, un uomo si affacciò a una finestra, ma non c’era nessun scrittore che potesse descriverlo.”

In questo piccolo paesino di provincia, Alice cresceva e sognava di diventare una famosa artista: a otto anni la cosa che le stava più a cuore era la sua scatola di acquerelli.

Si dimostrò fiin dall’infanzia una ragazzina forte, libera e volitiva decisa a seguire la sua personale vocazione di pittrice e riottosa agli insegnamenti di tipo tradizionale. “Non volli andare all’Accademia di Belle Arti perché non volevo che mi insegnassero l’Impressionismo con le luci gialle e le ombre blu, non vedevo la vita come un Picnic sull’erba. Insomma, non ero felice come Renoir.”

Nutriva una forte passione per Goya, Soutine, Munch, mentre Matisse non la colpiva particolarmente: “troppo decorativo”. Tutta la sua passione la esercitò, però, nella vita, per provare esperienze e partecipare ai grandi eventi politici e sociali del suo tempo.

Più esperienza fai meglio è, a meno che non ti uccida. Se muori vuol dire che sei andato troppo in là. Ma non impari niente se non lo vivi di persona.”

Alice Neel, David Bourdon e Gregory Battock, 1970

Alice Neel, David Bourdon e Gregory Battock, 1970

All’età di venticinque anni sposò un suo coetaneo, l’artista Carlos Enriquez de Gomez, figlio di una nobile e ricca famiglia cubana.

Trasferitasi a La Havana trovò finalmente un ambiente culturale in grado di stuzzicare la sua curiosità, anche se la sua ricerca non ebbe mai limiti e freni: ebbe due figli dal marito, un altro dal chitarrista portoricano José Santiago, e passò attraverso varie relazioni e rapporti complicati.

Tutta la sua esistenza la dedicò a ritrarre, senza tregua, la commedia umana, dimostrando così la sua grande capacità di cogliere la gamma infinita degli stati d’animo.

I soggetti furono vari e numerosi: dai bambini di Spanish Harlem, ai reduci dell’Olocausto, ai suoi amici pittori, i Soyer Brothers, Andy Warhol, Red Grooms e i poeti Frank O’Hara, Allen Ginsberg.

Ma la Neel era attratta ache dagli uomini di strada o dalla gente che incontrava nei locali del Village: tutto ciò diventava un pretesto per la sua indagine psicologica dei caratteri, attuata attraverso i pennelli.

Alice Neel, Ritratto di Andy Warhol, particolare, 1970

Alice Neel, Ritratto di Andy Warhol, particolare, 1970

Nella sua grande casa di Harlem continuò a dipingere fino alla morte : “mi serve per cancellare la distanza fra me e la vita”, diceva questa passionaria del pennello, che sposava una dopo l’altra le cause del suo tempo.

La lotta contro la guerra in Vietnam, la protesta contro i Berretti Verdi, la rivoluzione studentesca. Freud e Marx erano stati i suoi padri spirituali quando era ragazza, poi, con il passare del tempo, li aveva metabolizzati nelle sue tele dove cercava la sua strada e la libertà.

Alice Neel, The family (John Gruen, Jane Wilson and Julia), 1970

Alice Neel, The family (John Gruen, Jane Wilson and Julia), 1970

Alice Neel: la pittrice dell’umana commedia ultima modifica: 2013-05-20T19:34:11+00:00 da barbara
6 Comments
  • tramedipensieri
    Posted at 20:10h, 20 maggio Rispondi

    Non conoscevo quest’artista….impressionante…
    “Più esperienza fai meglio è, a meno che non ti uccida. Se muori vuol dire che sei andato troppo in là. Ma non impari niente se non lo vivi di persona.”
    Uno spirito libero….

    grazie
    .marta

    • barbarameletto
      Posted at 17:24h, 21 maggio Rispondi

      Grazie a te e alla tua grande curiosità. In effetti è un’artista che pure io ho conosciuto per caso, non essendo così nota in Italia. Mi ha colpita subito sia per la sua vicenda umana che per la sua produzione pittorica.

  • barbara
    Posted at 09:41h, 07 aprile Rispondi

    per caso ho conosciuto questa pittrice leggendo il libro di Claire Messud “La donna del piano di sopra”…….

  • Anonimo
    Posted at 21:26h, 15 agosto Rispondi

    Fantastica!

Post A Comment