"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Mary Cassatt: un’americana alla corte degli impressionisti

Mary Cassatt: un’americana alla corte degli impressionisti

Mary Cassatt, Ragazzina in poltrona blu, 1878

Mary Cassatt, Ragazzina in poltrona blu, 1878

Mary Cassatt fu un’artista che ruppe le convenzioni del suo tempo: lottò per l’emancipazione della donna, viaggiò per l’Europa ed entrò a far parte dell’esclusivo circolo degli impressionisti.

Nata nel 1844 nella città di Allegheny in Pennsylvania, crebbe a Filadelfia dove, a sedici anni, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti.

Figlia della ricca borghesia americana, il padre era un agente di cambio e mediatore di terreni mentre la madre proveniva da una facoltosa famiglia di banchieri, Mary dimostrò, fin dall’infanzia, un carattere volitivo ed indipendente, oltre a coltivare una sorta di ossessione per la pittura.

MarY Cassatt, Il tè delle cinque, 1880

MarY Cassatt, Il tè delle cinque, 1880

Da bambina visse per quattro anni a Parigi, dove la famiglia si era trasferita nel 1851 per curare il fratello Robert affetto da una grave malattia alle ossa.

La piccola Mary, che aveva già sei anni, guardava curiosa, con gli occhi sgranati, tutto ciò che le succedeva attorno. Un’esperienza che rimase fortemente impressa nella sua immaginazione tanto che, nel 1865, con la fine della guerra civile e l’assassinio di Lincol, la Cassat decise di andare a vivere a Parigi e fece così domanda per ottenere il passaporto.

All’epoca era del tutto inusuale che una ragazza per bene viaggiasse da sola lontana da casa, come era vietato alle donne disegnare dal vero il corpo umano.

A Parigi, nonostante le aspettative, la Cassatt non trovò una situazione più aperta: all’Ecole des Beaux Arts le iscrizioni erano, infatti, limitate ai soli uomini. Cominciò, così, a seguire i corsi d’arte del pittore Charles Chaplin, che per tre sera la settimana apriva le porte del suo studio alle giovani aspiranti pittrici.

Mary Cassatt, Elsie nella sedia blu, 1880

Mary Cassatt, Elsie nella sedia blu, 1880

Mary, divorata dalla voglia di conoscere, vedere, fare, imparare, sperimentare e provare emozioni, viveva e respirava avidamente l’aria di rinnovamento di Parigi: era il tempo degli impressionisti, della critica feroce alla pittura d’Accademia, del rinnovamento portato come un vessillo.

La Cassatt, che nel frattempo aveva visto accettate delle sue opere ai Salons ufficiali, dimostrò una crescente insofferenza verso la costrizione a dipingere soggetti che non l’appagavano del tutto: il suo spirito ribelle la portò a ritrarre non quello che era di moda, ma quello che le piaceva come donna e come artista.

Fondamentale, in tal senso, fu l’incontro con l’opera di Degas, che la Cassatt si trovò a spiare dalla finestra di un commerciante d’arte di Parigi: “ho osato andare ed appiattire il mio naso contro quella finestra per assorbire tuto quello che potevo della sua arte. Ha cambiato la mia vita. Ho visto l’arte come ho sempre desiderato vederla” – scrisse al riguardo la Cassat.

Degas aveva solo dieci anni più di lei ed era già una stella nel neonato movimento impressionista: “questa ragazza ha un talento infinito” – affermò Degas che aveva notato le sue tele al Salon del 1875.

Tra il lunatico e scorbutico pittore francese e la giovane ed intraprendente ragazza americana nacque un’attrazione reciproca, che durerà fino alla morte. Si scrivevano, si facevano visita nei rispettivi studi di Montmartre, avevano dei litigi furiosi in seguito ai quali non si parlavano per dei mesi.

Un rapporto ardente ed intenso che non si sa se si sia mai trasformato in una relazione sentimentale, dal momento che entrambi distrussero la loro corrispondenza personale.

Mary Cassatt, A teatro, 1879-1880

Mary Cassatt, A teatro, 1879-1880

Nel 1879, durante la quarta mostra del gruppo impressionista, Mary Cassatt fece il suo ingresso ufficiale tra questi artisti.

Da questo momento in poi Paul Durand-Ruel, il mercante-mecenate degli impressionisti, cominciò a comprare le sue tele: Mary fu così accettata e riconosciuta come artista, sfidando le regole di un mondo tradizionalmente dominato dagli uomini.

Pur affermandosi nella società e tra i collezionisti internazionali, la Cassatt rimaneva un’anima in pena, incapace di darsi pace e di trovare un autentico appagamento alla sua brama di conoscenza e di vita: continuava a cambiare studi e case, faceva avanti e indietro tra l’Europa e gli Stati Uniti, partecipava attivamente al movimento di emancipazione della donna e dipingeva, dipingeva senza tregua e senza sosta.

Mary Cassatt, Colazione a letto, 1897

Mary Cassatt, Colazione a letto, 1897

Una donna che , come il suo contemporaneo Monet, tenne in mano il pennello finchè la vista glielo permise, una donna che, con la sua arte si era fatta autonoma ed indipendente, sfidando le convenzioni sociali e culturali del suo tempo.

E la Cassatt, con le sue tele, ci parla di donne, donne sole che, con lo sguardo perso nel vuoto, triste e malinconico, stanno sedute a teatro o in barca, fanno lezioni di banjo o accarezzano i propri figli, ma senza far mai trapelare un briciolo di passione, come del resto aveva sempre fatto lei , il cui unico scopo nella vita era stato dipingere.

Ritratti di donne, dunque, prive di affettazione o romanzate: la sua vocazione era quella di ritrarre la verità non i sentimentalismi, la forza, non la dolcezza: “non ho fatto cosa ho desiderato, ma almeno ho provato a combattere.”

Mary Cassatt, La lettera, 1890-1891

Mary Cassatt, La lettera, 1890-1891

Mary Cassatt: un’americana alla corte degli impressionisti ultima modifica: 2013-05-04T21:14:39+00:00 da barbara
3 Comments
  • SoniaLambertini
    Posted at 18:20h, 09 maggio Rispondi

    Bellissimo blog

    • barbarameletto
      Posted at 18:27h, 09 maggio Rispondi

      Grazie mille sul serio 😉 sono contenta quando qualcuno dimostra apprezzamento per il mio lavoro, ci metto tutto il mio amore e la mia passione. Grazie di cuore

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