"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Berlino: la capitale delle avanguardie artistiche del XX secolo

Berlino: la capitale delle avanguardie artistiche del XX secolo

scena di strada

Ernst Ludwig Kirchner, Berlino, scena di strada, 1913

Città affascinante e magnetica, situata nel centro dell’Europa, Berlino nel primo decennio del Novecento si trasformò in una metropoli moderna e cosmopolita: nuovi quartieri, tram elettrici, fabbriche, locali, caffè, fecero da cornice a gran parte dell’operato dell’avanguardia artistica.

Nel 1911 vi si trasferirono i fondatori della Brücke, lasciando Dresda, da Monaco giunsero, nello stesso anno, gli esponenti del Blaue Reiter.

Arrivavano da Parigi, da Vienna, da Milano, da Mosca, da San Pietroburgo ed erano poeti, letterati, registi, pittori, scultori, architetti e ballerini: offrivano spettacolo il balletto russo di Diaghilev e il teatro dell’austriaco Max Reinhardt, fece la sua apparizione Isadora Duncan, dal 1894 vi abitava stabilmente il grande compositore Ferruccio Busoni, già ritratto da Boccioni; accanto ai classici Wilde ed Ibsen, venivano messi in scena spettacoli di Hofmannstahl, Sorge, Wedekin e Kokoschka.

Grande vetrina illuminata

August Macke, Grande vetrina illuminata, 1912

Nel primo decennio del Novecento, dunque, a Berlino si crearono le condizioni per un’attività espositiva e divulgativa che funzionò da coesione per i vari movimenti dell’avanguardia esprimendo, nello stesso tempo, la sua vocazione culturalmente “europeista”. Si pronunciò proprio in questa città, per la prima volta, il termine espressionismo, riferito da Paul Cassirer ad un quadro di Max Pechstein: un termine che poi sarà esteso a molte altre tendenze europee.

Nel 1910 comparve il primo numero della rivista Der Sturm: mentre a Parigi si rievocavano armonie filtrate dagli antichi misteri con il movimento Orfico, a Berlino si rievocava la tempesta dello Sturm und Drang, di carattere prettamente tedesco e di rottura violenta con la tradizione.

Tra il 1910 ed il 1914, anni che segnarono il culmine ma anche la crisi delle prime avanguardie, Berlino parve, per un breve arco di tempo, affiancarsi o piuttosto sostituirsi a Parigi come capitale dell’arte, calamitando numerose personalità, attratte dalla sua atmosfera magicamente inquietante e festosa.

I luoghi della cultura erano le gallerie private ed i caffè, dove gli studi degli artisti si aprivano in una continua osmosi tra la dimensione privata della creazione ed il suo pubblico.

Il Caffè des Westens era forse il locale più famoso della città: guardato con sospetto dal pubblico borghese, era divenuto ritrovo letterario, un luogo in cui gli artisti potevano incontrarsi, scambiarsi idee, lavorare, fondare gruppi e lanciare iniziative. Nuove gallerie offrivano i loro spazi ai pittori , più frequenti si facevano le pubblicazioni di riviste, fogli e giornali che esprimevano le nuove passioni delle avanguardie: percorsi fitti e vari che si intrecciavano favorendo, così, l’incontro tra i più diversi ed innovativi linguaggi artistici.

L’arte, abbandonati i vetusti musei e le ammuffite accademie, si impossessava dunque della vita della città divenendo, in questo modo, parte attiva ed integrante del tessuto sociale.

Herwarth Walden

Oscar Kokoschka, Ritratto di Herwarth Walden, 1910

Una vera e propria metropoli che, prima di divenire centro artistico, divenne un luogo di attrazione per il crescente dinamismo ed il suo carattere autenticamente moderno, raggiunto in un breve periodo di tempo.

Dopo l’unificazione della Germania del 1871, infatti, Berlino ne assunse il ruolo di capitale affermando, fin da subito, la sua vocazione alla grandezza: una città che rapidamente stava cambiando pelle arricchendosi di nuove scene, immagini, suoni, colori e simboli del moderno mito urbano.

La prima guerra mondiale segnò per quattro anni il vuoto ed il silenzio: tra il 1918 ed il 1919 le avanguardie artistiche, stordite da questo avvenimento, mutarono registro.

Berlino rimase però ancora la città che aveva dato vita all’Espressionismo, del quale nessuno poteva fare a meno di parlare, non fosse altro che per negarlo o rinnegarlo. La capitale mantenne ancora, fino ai primi anni venti del Novecento, un ruolo centrale nella promozione artistica: le diverse declinazioni dei linguaggi dell’avanguardia trovarono, infatti, a Berlino ulteriori forme e nuovi mezzi espressivi come il collage ed il fotomontaggio.

Paesaggio apocalittico

Ludwing Meidner, Paesaggio apocalittico, 1913

La crisi economica del 1923 segnò una cesura nella storia della Germania e le sue implicazioni socioeconomiche influenzarono anche la vita culturale del tempo: Berlino si trasformò profondamente, cessando di essere la metropoli che aveva incantato artisti, poeti e scrittori di ogni parte d’Europa.

metropolis

George Grosz, Metropolis, 1917

Berlino: la capitale delle avanguardie artistiche del XX secolo ultima modifica: 2013-04-21T14:26:34+00:00 da barbara
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