"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Salvador Dalì: la Mistica Nucleare

Salvador Dalì: la Mistica Nucleare

tentazione di sant'Antonio

Salvador Dalì, La tentazione di sant’Antonio, 1946

In seguito ad un avvenimento tanto sconvolgente quale l’esplosione atomica del 1945, Salvador Dalì diede un nuovo corso alla propria pittura, impostandola sulla scelta di soggetti classici e cristiani, interpretati attraverso la visualizzazione di concetti scientifici. Un triplice interesse dunque faceva da sfondo alla nuova visione di Dalì: la pittura classica, l’età atomica ed il misticismo.

“[…] Da allora l’atomo fu il principale oggetto dei miei pensieri. In molti scenari da me dipinti in quel periodo trova espressione la grande paura che mi assalì allorchè appresi la notizia dell’esplosione della bomba atomica. Decisi di utilizzare il mio metodo paranoico-critico per sondare quel mondo.

Io voglio conoscere e capire le forze e le leggi segrete delle cose al fine di dominarle. Io ho la geniale facoltà di disporre di un’arma eccezionale che mi consente di penetrare fino al nucleo della realtà: il misticismo, vale a dire l’intuizione profonda di ciò che è la comunicazione diretta col tutto, la visione assoluta in grazia della verità, in grazia di Dio. […]

In questa condizione di intense profezie capii che il mezzo espressivo figurativo fu elaborato una volta per tutte e con perfezione ed effettività più assolute durante il Rinascimento e che la decadenza della pittura moderna deriva dallo scetticismo e dalla mancanza di fede, conseguenze del materialismo meccanicistico.

Grazie alla rinascita del misticismo spagnolo, io, Dalì, mostrando la spiritualità di tutte le sostanze, dimostrerò con la mia opera l’unità dell’universo.”

(Salvador Dalì)

Un proclama dai toni enfatici e fortemente autocelebrativo, ma che descrive, con chiarezza, quella che sarà la poetica dell’artista per gli anni a venire: l’esplorazione fisica e scientifica, l’ispirazione religiosa e sacra, ed il recupero della tradizione classica e rinascimentale.

Leda atomica

Salvador Dalì, Leda atomica, 1949

Leda Atomica, del 1949, fu uno dei primi capolavori in grado di sintetizzare la poetica della mistica nucleare, successivamente teorizzata da Dalì attraverso il Manifesto mistico del 1951.

In questa tela l’artista provò a fondere un tema scientifico con un motivo tratto dalla mitologia classica, ossia quello che narra di come Zeus, trasformandosi in un cigno, riuscì a possedere la bella Leda. In questo caso Leda è interpretata da Galata, la dea della metafisica di Dalì, che ne risulta così glorificata e beatificata.

Ciascun elemento dell’opera galleggia sospeso nello spazio, come tanti frammenti scomposti di una forma completa rispecchiando, così, l’equilibrio delle forme di attrazione e di repulsione esistenti all’interno dell’atomo e, quindi, alle singole particelle che compongono la materia.

Corpus hypercubus

Salvador Dalì, Corpus hypercubus (Crocifissione), 1954

La svolta mistica di Dalì suscitò non poche critiche, soprattutto tra il gruppo dei surrealisti, che ne rifiutavano l’insistenza su soggetti di tipo religioso.

In un’epoca in cui le opere d’arte avevano abbandonato l’ispirazione sacra a favore di una loro autonomia ideologica e creativa, Dalì si dimostrò in aperta polemica e controtendenza, affermando, una volta di più, la sua natura di genio isolato, a volte inquietante ed incomprensibile.

Per Dalì la forza della tradizione può e deve trionfare sul vuoto della modernità in nome dei sistemi di pensiero che hanno contribuito allo sviluppo culturale ed intellettivo dell’umanità, ossia la scienza e la religione.

La Madonna di Port Lligat

Salvador Dalì, La Madonna di Port Lligat, 1950

Ne la Madonna di Port Lligat, Dalì si ispirò alla famosa Pala di Brera (1470-1475) di Piero della Francesca, artista affine alla ricerca atomico-scientifica di Dalì per la sua insistenza sulla divina proporzione dei rapporti matematici.

Anche in quest’opera la Madonna assume le sembianze dell’amata Gala che è rappresentata sospesa a mezz’aria nella sua abside disgregata e circondata da oggetti simbolici fluttuanti. L’idea della scomposizione dell’atomo e il concetto di sezione aurea qui si uniscono all’iconografia sacra mescolando scienza e religiosità, in un’affascinante fusione di forma e idea.

Dalì non aveva un credo preciso e definito: si dichiarava, allo stesso tempo, razionale e mistico, agnostico e cattolico, credente e miscredente, in un continuo contrasto di idee, che rivelavano la sua personalità fortemente provocatoria e contradditoria.

Nel 1951, quando anche la chiesa cominciava ad aprirsi alle teorie scientifiche più moderne accettando la validità della teoria del Big Bang, Salvador Dalì pubblicò il suo manifesto mistico, dando così concreta forma al suo pensiero.

“A un ex surrealista, nel 1951, non può capitare niente di più sovversivo che diventare mistico e saper disegnare. Io vivo al momento entrambi questi tipi di forza.

La Catalogna ha dato i natali a tre grandi geni, Raymond de Sebonde, autore della Théologie naturelle, Gaudì, creatore del gotico mediterraneo, e Salvador Dalì, inventore della nuova mistica paranoico-critica e, come già dice il suo nome, salvatore della pittura moderna.

La gravissima crisi del misticismo daliano si fonda essenzialmente sul progresso di particolari scienze della nostra epoca, soprattutto sulla spiritualità metafisica della sostanzialità nella fisica quantistica e – a livello di illusioni meno sostanziali – sul vergognoso riaprirsi di glutinose ferite e sul coefficiente loro proprio di viscosità monarchica che caratterizza in genere la loro morfologia…”

(Salvador Dalì, Manifesto Mistico, 1951)

Cristo di San Giovanni

Salvador Dalì, Cristo di San Giovanni della Croce, 1951

Il Cristo di San Giovanni della Croce rappresenta un Cristo inusuale, vigoroso e bello che, come il nucleo dell’atomo, si pone al centro dell’universo. La composizione è in netto contrasto con l’iconografia tradizionale che vuole il corpo del Cristo straziato e martoriato dai segni della violenza: non vi sono pieghe nelle mani e nei piedi, nè ferite sul costato, nè corona di spine.

Un sogno cosmico dunque, dove trionfa il nudo possente di Cristo prostrato sullo scenario sottostante del paesaggio marino di Port Lligat.

Giovane vergine autosodomizzata

Salvador Dalì, Giovane vergine autosodomizzata dalle corna della sua stessa castità, 1954

Il delirio mistico di Dalì ebbe il pregio di indirizzare la sua pittura verso un classicismo formale sempre più limpido e puro, ma non lo trattenne, tuttavia, dal cimentarsi ancora su temi profani ed esplicitamente erotici.

“L’erotismo è una strada maestra dell’anima di Dio” – affermava Dalì che, in questo modo, trovava una giustificazione concettuale alle sue tele più violente e apertamente sadiche.

Con estrema naturalezza, tra un paradosso e l’altro, esibendosi in performance sempre più strabilianti e lanciando dichiarazioni sempre più inconprensibili, Dalì fortificò la sua posizione di genio, a volte tracotante ed indisponente, ma pur sempre dotato di una solidità tecnica ed espressiva.

“Dalla Rivoluzione francese si è sviluppata la viziosa tendenza rincretinente a pensare che i geni (a parte la loro opera) siano degli esseri umani più o meno simili in tutto al resto dei comuni mortali. Ciò è falso. E se ciò è falso per me che sono, nella nostra epoca, il genio dalla spiritualità più vasta, un vero genio moderno, è ancora più falso per i geni che incarnarono l’apogeo del Rinascimento, come Raffaello genio quasi divino.

Questo libro testimonierà che la vita quotidiana di un genio, il suo sonno, la sua digestione, le sue estasi, le sue unghie, i suoi raffreddori, il suo sangue, la sua vita e la sua morte sono essenzialmente differenti da quelli della restante umanità.

Questo libro unico è dunque il primo diario scritto da un genio. Di più, dall’unico genio che abbia avuto la fortuna unica d’essere sposato con il genio di Gala, l’unica donna mitologica dei nostri tempi.”

(Salvador Dalì, Diario di un genio, 1952-1963)

Dalì atomico

Philippe Halsman, Dalì atomico, 1948

Salvador Dalì: la Mistica Nucleare ultima modifica: 2013-04-11T18:24:47+00:00 da barbara
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