"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Amedeo Modigliani: gli amori della sua vita

Amedeo Modigliani: gli amori della sua vita

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne con grande cappello, particolare, 1917

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne con grande cappello, particolare, 1917

Bello, sensuale, tormentato, dannato, Modigliani amò le donne e fu da loro riamato con grande passione ed uguale ardore. Le amò molto, in modo fervido e passionale, e le ritrasse con tale intensità e profondità nell’intento di possederne anche l’anima.

Gilberte, Maud, Thora, Elvire, Margherita, Marie, Lucienne, Gaby – per non parlare delle più importanti Beatrice Hastings e Jeanne Hébuterne – donne di una sera, semplici modelle, compagne di sbronze, o conviventi turbolente. Modigliani le rese immortali dipingendole con sentimento, esprimendo, nella vena malinconica dei loro occhi e dei loro volti attoniti, tutta la disperazione e la tristezza del suo animo.

Amedeo Modigliani, Nudo in pedi (Elvira), 1918

Amedeo Modigliani, Nudo in pedi (Elvira), 1918

Molti sono gli aneddoti che circolavano a proposito delle sue avventure e delle sue relazioni sentimentali, alimentati dalla personalità intrigante dell’artista e dall’ambiente disinvolto di Montmartre e di Montparnasse. Modigliani si fece amare anche per la tenerezza che sapeva suscitare, per il suo atteggiamento dignitoso e nobile anche di fronte a situazioni di estrema miseria e povertà.

“E tutto il divino scintillava in Modigliani solo attraverso una tenebra. Era diverso, del tutto diverso da chiunque al mondo. La sua voce mi è ancora in qualche modo nella memoria.

Lo conobbi che era povero, tanto che non si sapeva come facesse a vivere; come artista non aveva riconoscimento alcuno. […] Mi stupiva che Modigliani considerasse bella una persona notoriamente brutta e insistesse su ciò; pensavo che egli certo vedesse le cose diversamente da noi.”

(Anna Andreevna Gorenko)

Amedeo Modigliani, Madame Pompadour, 1915

Amedeo Modigliani, Madame Pompadour, 1915

Le donne più importanti della vita di Modigliani, quelle che segnarono e cambiarono la sua esistenza, furono due: Beatrice Hastings, la scrittrice inglese con cui trascorse due anni, dal 1914 al 1916, e Jeanne Hébuterne che fu l’amore della stabilità e della tenerezza.

Dopo vari rapporti brevi e tumultuosi, Amedeo si trovò, per la prima volta, alle prese con una donna matura, indipendente, eccentrica, con davanti una brillante carriera di giornalista e, alle spalle, un matrimonio fallito e un aborto: Beatrice Hastings. Una donna con cui l’artista dovette fare i conti anche sul piano intellettuale, instaurando un rapporto aggressivo, rissoso, doloroso, difficile e passionale: un incontro-scontro tra due personalità molto forti ed autonome, stravaganti e complici, ossessive e brillanti, unite nell’amore, nel vino e nella poesia.

Non fu un rapporto felice, ma fu durante i due anni che stettero insieme che Modigliani si rivolse decisamente alla pittura – ebbe a dire Ossip Zadkine a proposito della loro bizzarra relazione.

Amedeo Modigliani, Beatrice Hastings, 1915

Amedeo Modigliani, Beatrice Hastings, 1915

Un rapporto dai toni violenti, dunque, tra una giornalista colta e spregiudicata ed un artista che interpretava perfettamente il ruolo di bohémien, in contrasto con tutto e tutti e in aperta polemica con la tradizionale morale borghese.

In questi anni si definì la passione di Modigliani per il ritratto a cui, attraverso pochi elementi semplificati, riusciva a dare pienezza psicologica: uno stile che sarà la cifra della sua opera matura.

La poesia dell’essere umano, in Modigliani, è tutta contenuta nell’astrazione dei volti che, come icone bizantine, catturano l’essenza metafisica dell’essere. Lo sguardo del pittore si fonde con quello del modello in un collegamento spirituale ma anche formale, lineare e corporeo.

Amedeo Modigliani, Ritratto di Jean Cocteau, 1916

Amedeo Modigliani, Ritratto di Jean Cocteau, 1916

 “I ritratti di Modigliani, e anche i suoi autoritratti, non sono un riflesso della sua linea esteriore, ma di quella interiore, della sua grazia nobile, acuta, agile, pericolosa, simile al corno del Liocorno.”

(Jean Cocteau)

Attraverso più di duecento ritratti di artisti, amici, mecenati o personaggi incontrati casualmente, Modigliani rivelò tutta la sua empatia e sintonia con l’essere umano che aveva di fronte ed il suo profondo interesse per la psiche dell’individuo.

Egli stesso, infatti, affermava che per lavorare aveva bisogna di vedere e di avere un essere vivente di fronte a sé. In un’epoca dove la fotografia sopperiva alla presenza dell’oggetto, l’artista ribadì così l’importanza e la centralità delle sensazioni che possono scaturire solo dal contatto diretto con l’elemento rappresentato.

Amedeo Modigliani, Ritratto di Paul Guillaume, 1915

Amedeo Modigliani, Ritratto di Paul Guillaume, 1915

Al periodo della relazione con la Hastings, risalgono inoltre gli accordi di Modigliani con il mercante Paul Guillaume che, poco prima della guerra, aveva aperto una galleria in rue faubourg Saint-Honoré in cui esponeva opere di artisti eccelsi, ma all’epoca quasi sconosciuti. Guillaume permise a Modigliani di esporre le sue opere e si prodigò anche di venderle o di acquistarle.

Questi anni, caratterizzati dalla tempestosa convivenza con la Hastings, furono quindi gli anni della maturazione di Modigliani come artista e della sua affermazione sulla scena pittorica, cosa questa che lo sottrasse alla sua proverbiale indigenza.

Jeanne Hébuterne, 1918

Jeanne Hébuterne, 1918

Nel febbraio del 1917, Modigliani fece amicizia con la giovane Jeanne Hébuterne, all’epoca diciannovenne, la cui dolcezza e ritrosia si facevano notare nello stravagante ambiente artistico di Montparnasse.

Tra il dannato Amedeo e la delicata Jeanne nacque un amore forte e profondo, destinato, come in un romanzo d’appendice, a durare fino alla morte di entrambi.

A testimonianza di questa relazione, tenera ma minata dall’irrequietezza di Modigliani, rimasero una figlia e circa venticinque tra i più bei ritratti dell’artista.

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne, 1919

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne, 1919

Un amore vissuto intensamente ma che non valse, come era accaduto per la fama, a placare gli atteggiamenti indomiti di Amedeo e a mitigare la sua vita da maudit.

Un eroe contemporaneo perduto e maledetto, in fuga da se stesso e dal mondo, incapace di appagare i propri desideri più intimi, sempre alla ricerca di un senso altro e più profondo delle cose, trovò infine pace ai suoi tormenti nel cimitero di Père Lachaise dove, nel 1920, fu sepolto accanto alla sua amata Jeanne, incapace di sopportare l’esistenza senza l’adorato Amedeo.

“La vita è un dono: dei pochi ai molti, di coloro che hanno e che sanno a coloro che non hanno e che non sanno.”

(Amedeo Modigliani)

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne, 1918

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne, 1918

 

Amedeo Modigliani: gli amori della sua vita ultima modifica: 2013-03-02T15:52:37+00:00 da barbara
3 Comments
  • Amedeo Modigliani: un livornese a Parigi | barbarainwonderlart
    Posted at 16:09h, 02 marzo Rispondi

    […] (Béatrice Hastings) […]

  • giuseppe
    Posted at 14:51h, 23 marzo Rispondi

    vi consiglio il romanzo su modi’ OCCHI SENZA PUPILLE,anche perche’ l’ho scritto io…..

  • claudia ponziano
    Posted at 15:48h, 20 luglio Rispondi

    La vera storia di Amedeo Modigliani con la sua modella Elvira.

    La Parigi degli artisti, da Picasso a Renoir, da Cézanne a Matisse, la città della Belle Epoque, della mondanità e delle corse dei cavalli, dell’invasione tedesca nella prima guerra mondiale, ma soprattutto la Parigi di Modigliani coi suoi eccessi, la sua creatività, i suoi patimenti e la sua umanità, narrata attraverso la vita rocambolesca di una delle protagoniste di quel periodo, Elvira la Quique, che di Modigliani fu modella e amante. Carlo Valentini, giornalista Rai, propone con “Elvira, la modella di Modigliani” (Graus editore) una biografia-romanzo in cui si ripercorre tutta l’avventura artistica e personale di Amedeo Modigliani, ricostruendo il legame che unì il pittore alla modella di alcuni dei suoi celebri nudi, allo stesso tempo casti e ammiccanti.
    Attraverso Elvira, eroina quasi inconsapevole di una delle stagioni più esaltanti della recente storia artistica europea, l’autore, con stile stringato, quasi da reportage giornalistico, ci conduce nel cuore della Parigi bohemienne, ci fa conoscere i suoi abitanti poi divenuti famosi e ci guida in quelle irripetibili atmosfere in cui si intrecciavano libertà e gioia, frustrazioni e amarezze, illusioni e disillusioni, amori e tradimenti. Si tratta di una riproposizione della vita artistica di Modigliani da un’ottica assai originale che attinge anche a documenti inediti e che conferma come spesso la genialità nel mondo dell’arte venga riconosciuta solo dai posteri, non a caso l’artista morì di stenti mentre l’8 novembre 2006 la casa d’aste Sotheby’s ha aggiudicato a New York un suo quadro per 31 milioni di dollari.

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