"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Picasso precubista: il Periodo Blu ed il Periodo Rosa

Picasso precubista: il Periodo Blu ed il Periodo Rosa

“Non sono un pessimista, non detesto l’arte perchè non potrei vivere senza dedicarle tutto il mio tempo. L’amo come il mio unico scopo di vita. Tutto ciò che faccio in relazione all’arte mi procura la gioia più grande.

Ma proprio per questo non capisco perchè il mondo strapazzi l’arte, pretenda di vederne le credenziali e dia libero corso alla propria stoltaggine a proposito di questo tema.

I musei non sono nient’altro che un mucchio di bugie, e le persone che fanno un commercio dell’arte sono per lo più degli imbroglioni.”

(Pablo Picasso)

Pablo Picasso, Evocazione - La sepoltura di Casagemas, 1901

Pablo Picasso, Evocazione – La sepoltura di Casagemas, 1901

Nel febbraio 1901 Carlos Casagemas, amico di Picasso, si era sparato in un caffè parigino in preda alla disperazione nel non veder corrisposto il suo amore per la modella Germaine. Un grande cambiamento avvenne in Picasso: nell’estate del 1901 cominciò a dipingere in blu quando, come affermava egli stesso, “riconobbi che Casagemas era morto.” Attraverso la pittura, Picasso si accostò alla morte del suo amico cercando, così, di elaborare e capire questo avvenimento doloroso.

Evocazione – La sepoltura di Casagemas” fu il grande capolavoro che diede l’avvio a questa fase dell’inesausta ricerca artistica del pittore spagnolo. Tale cerimonia funebre, frutto di grandi meditazioni ed elaborazioni, risultò una grandiosa e solenne celebrazione di Casagemas.

L’impianto compositivo trae spunto da “La sepoltura del conte Orgaz” di El Greco, opera che Picasso vide a Toledo, in questo caso, però, la materia è totalmente laica e profana: al posto dei cori di angeli Picasso mise delle prostitute sulle nuvole concedendo, così, all’amico quei piaceri carnali di cui era stato privato nella vita terrena.

El Greco, La sepoltura del conte Orgaz, 1586

El Greco, La sepoltura del conte Orgaz, 1586

La morte di Casamages era stata l’occasione concreta che aveva prodotto il monumentale dipinto, ma il predominare del colore blu trovava giustificazione nel soggetto: il blu, infatti, pareva a Picasso essere il colore più adatto ad esprimere il cordoglio ed il dolore.

Egli, dunque, per i successivi quattro anni continuò a dipingere in blu pervenendo, pian piano, a tele quasi del tutto monocrome. Con questa svolta Picasso, dopo gli anni di apprendistato e di alunnato, trovò il suo primo autentico ed originale stile: il blu fu il primo contrassegno inconfondibile dei suoi dipinti.

Pablo Picasso, La vita, 1903

Pablo Picasso, La vita, 1903

Tra la perdita dell’amore ed il suo appagamento si compone e si definisce la vita. Il periodo blu ebbe inizio proprio dalla morte di Casagemas, suicidatosi perché il suo amore non era contraccambiato.

Le tele successive di Picasso non riguardarono specificatamente la morte, ma trattarono dei temi quantomeno affini quali la solitudine e la mancanza d’amore.

In “Poveri in riva al mare” i toni sono decisamente patetici: persone prive di vita, prive di ogni caratteristica familiare, irrigiditi nella loro solitudine come delle statue. Con i poveri e gli emarginati Picasso sentì delle affinità molto forti per la sua condizione di artista ancora alla tormentata ricerca di una affermazione personale.

Pablo Picasso, Poveri in riva al mare, 1903

Pablo Picasso, Poveri in riva al mare, 1903

Nel 1904, Picasso decise di trasferirsi definitivamente a Parigi in quella che, all’epoca, era la capitale dell’arte. Prese alloggio in un edificio fatiscente a Montmartre, il centro della bohème parigina, in cui si trovavano vari atelier e che l’amico e scrittore Max Jacob chiamava Bateaux-Lavoir. Qui, per la prima volta, Picasso mise delle radici e visse, per i successivi sette anni, assieme alla compagna Fernande Olivier.

Pablo Picasso, Ragazza con la cornacchia, 1904

Pablo Picasso, Ragazza con la cornacchia, 1904

Picasso, Fernande e gli inquilini del Bateaux-Lavoir solevano incontrarsi a “Le Lapin Agile”, un locale frequentato da artisti e che accettava anche quadri come forma di pagamento, cosa questa che rendeva benvoluto il proprietario ed il suo caffè.

Intanto Picasso aveva già fatto una serie di mostre e venduto qualche quadro, ma l’interesse da parte dei collezionisti avvenne solo più tardi, dopo la svolta del periodo rosa nel 1905.

Pablo Picasso, Madre e figlio, 1905

Pablo Picasso, Madre e figlio, 1905

Lo stacco tra il periodo blu e quello rosa è più evidente di quanto non possa sembrare; esso non si limita semplicemente ai mezzi formali utilizzati, ma interessa anche i motivi: acrobati, saltimbanchi ed arlecchini subentrano a mendicanti e deboli, un’atmosfera più leggera prende il posto di povertà e depressione. Anche se i buffoni, per lo più, sono sempre stati rappresentati come tristi, essi però non sono emarginati e perdenti in partenza.

In Picasso il circo e i suoi personaggi rappresentano l’emblema dell’umana condizione: al rifiuto della città moderna corrisponde un sentimento di comunanza con la condizione dei girovaghi.

Con queste opere Picasso dimostrò, prima della virata cubista, la sua grande conoscenza dell’arte antica e la padronanza del disegno e della tecnica pittorica, come se, prima di dichiarare decaduti i canoni estetici classici, intendesse dimostrare come ne avesse ben appreso le regole.

Pablo Picasso, I saltimbanchi, 1905

Pablo Picasso, I saltimbanchi, 1905

“Per me non esiste un passato o un futuro nell’arte. Se un’opera d’arte non vive sempre nel presente, non è per nulla interessante.

L’arte dei Greci, degli Egiziani e dei grandi pittori che vissero in altre epoche non è un’arte del passato; forse oggi è anzi più viva che mai.

L’arte non si è sviluppata da se stessa, bensì sono le idee degli uomini che cambiano e con esse il loro modo di esprimersi.”

(Pablo Picasso)

Pablo Picasso, La toilette, 1906

Pablo Picasso, La toilette, 1906

Nel 1906 Picasso giunse all’apice dell’elaborazione dei motivi classici, dimostrando come si potesse attualizzare il patrimonio culturale tramandatoci. A questo punto divenne inevitabile mettere in discussione i concetti tradizionali dell’arte rivoluzionando, attraverso il cubismo, una pittura che fino ad allora aveva avuto uno sviluppo più o meno ininterrotto. Con il cubismo Picasso travolse l’intera tradizione figurativa occidentale, affermando un nuovo modo di percepire la realtà ed una nuova consapevolezza di sé.

“Braque ha sempre detto che nella pittura conta solo l’intenzione. E’ vero. Ciò che conta è quello che uno fa. Questa è la cosa importante.

In fondo quello che è stato in primo luogo importante nel cubismo era ciò che si voleva fare, l’intenzione che uno aveva. E questo non lo si può dipingere.”

(Pablo Picasso)

Robert Capa, Golfe Juan, Pablo Picasso e Françoise Gilot, 1948

Robert Capa, Golfe Juan, Pablo Picasso e Françoise Gilot, 1948

 

“Mi si definisce uno che cerca. Io non cerco, io trovo…”

(Pablo Picasso)

Picasso precubista: il Periodo Blu ed il Periodo Rosa ultima modifica: 2013-02-16T00:06:53+00:00 da barbara
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