"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Rembrandt van Rijn: un borghese di Amsterdam

Rembrandt van Rijn: un borghese di Amsterdam

Rembrandt, La sposa ebrea, 1655

Rembrandt, La sposa ebrea, 1655

“Credimi, e dico sul serio: darei dieci anni di vita per poter rimanere due settimane davanti a questo quadro con solo una crosta di pane secco da mangiare.”

(Vincent van Gogh, 1885, affermazione rivolta all’amico Anton Kerssemakers davanti al quadro di Rembrandt La sposa ebrea che vide al Rijksmuseum di Amsterdam)

Rembrandt Hermenszoon van Rijn nacque a Leida, in Olanda, il 5 luglio 1606. Figlio del mugnaio della città, Rembrandt ebbe un’istruzione completa, anche se, all’università, dimostrò già un maggiore interesse per l’arte della pittura più che per i corsi di studio ordinari. Egli rimase comunque iscritto all’università per usufruire dei privilegi che avevano gli studenti, ossia l’esclusione dal servizio militare e l’esenzione delle tasse per la birra ed il vino.

Abbiamo testimonianza certa dell’apprendistato dell’artista presso la bottega di Pieter Lastman, grande pittore di storia, ad Amsterdam nel 1624.

La cultura artistica di Rrembrandt si formò dunque nel clima vivace ed europeo di Amsterdam, tra botteghe di pittori e mercanti ed un attivo scambio di idee e fermenti culturali che mettevano a confronto pittura veneziana e romana, napoletana e spagnola. Dopo sei mesi di apprendistato, Rembrandt ritornò a Leida dove aprì una sua bottega e cominciò a lavorare protetto da umanisti quali Petrus Scriverius e Caspar Barlaeus che gli commissionarono anche le prime opere.

Rembrandt, Il festino di Baltassar, 1635

Rembrandt, Il festino di Baltassar, 1635

La prima evoluzione pittorica di Rembrandt, ebbe una svolta stilistica importante con la scoperta della luce. La luce giunse a Rembrandt attraverso i caravaggisti di Utrecht che ebbero rapporti diretti ed intensi con Roma e la pittura italiana dopo l’elezione a papa di Adrano VI, già vescovo della città olandese.

All’epoca la pittura di Caravaggio rappresentava il polo moderno dell’arte e la conoscenza della sua opera fu di grande importanza per lo sviluppo della pittura seicentesca. Gli artisti olandesi, e in particolare la scuola di Utrecht, seppero fondere gli influssi della pittura italiana con gli elementi della pittura locale, riscuotendo un grande successo presso le corti reali del nord Europa, la nobiltà romana ed il clero.

Rembrandt, Autoritratto, 1629

Rembrandt, Autoritratto, 1629

Già dal 1628, il ventiduenne Rembrandt, si era fatto notare dal segretario del principe d’Orange che dimostrò di apprezzare le sue opere: egli si stava affermando nella sua città dove arrivavano giovani allievi presso la sua bottega. Uno dei generi preferiti da Rembrandt fu il ritratto, un genere all’epoca considerato minore rispetto alla supremazia della pittura storica. Anche nei ritratti di quest’epoca, Rembrandt dimostrò già la sua straordinaria capacità di penetrare lo stato d’animo del personaggio; ciò è evidente nei numerosi autoritratti dove il pittore pare voler fissare la propria coscienza artistica che in quegli anni si andava consolidando.

Rembrandt, Il ricco della parabola del ricco stolto, 1627

Rembrandt, Il ricco della parabola del ricco stolto, 1627

“Il pittore, facendo un ritratto di noi sa immortalare quello che dipinge e così possiamo ancora vedere la fisionomia dei nostri antenati.

La faccia è una specie di riassunto dell’uomo intero, sia del suo corpo e, se fatta bene, anche del suo spirito.”

(Christiaan Huygens)

Nel 1631 Rembrandt si trasferì ad Amsterdam dove entrò in contatto con i maggiori committenti artistici, ossia la ricca borghesia dei commercianti e gli aristocratici. Nel Seicento Amsterdam era un grande e florido impero commerciale ove si respirava un clima aperto e cosmopolita, essa rappresentava quello che in passato era stata Venezia per floridità economica ed intensità culturale.

Rembrandt, La lezione di anatomia del dottor Tulp, 1632

Rembrandt, La lezione di anatomia del dottor Tulp, 1632

Dal 1631 al 1635 Rembrandt eseguì una cinquantina di ritratti di cittadini di Amsterdam, conquistandosi così la fama di migliore ritrattista del paese.

In questo periodo dipinse anche un ritratto di gruppo divenuto assai celebre e famoso: La lezione di anatomia del dottor Tulp.

La tela gli fu commissionata dalla gilda dei chirurghi per ricordare la lezione tenuta pubblicamente dal dottor Nicolas Tulp, primo anatomista, nel 1632, sulla fisiologia del braccio utilizzando il cadavere di un giustiziato. Tale opera consacrerà definitivamente Rembrandt nel firmamento dei grandi artisti, in quanto sovvertì la staticità che caratterizzava i dipinti di questo tipo rivoluzionando, così, il genere del ritratto di gruppo.

Rembrandt, Ritratto di Saskia van Uylenburgh, 1635

Rembrandt, Ritratto di Saskia van Uylenburgh, 1635

Nel 1633 Rembrandt sposò Saskia van Uylenburgh, nipote del suo mercante d’arte Hendrick van Uylenburgh. Tale avvenimento segnò una tappa importante nella biografia dell’artista, in quanto entrò a far parte della gilda di san Luca, divenne cittadino di Amsterdam e, non da ultimo, ricevette una dote di ventimila fiorini, intensificando e ampliando altresì le sue amicizie nel nord del paese. In questi anni l’artista dipinse anche opere di carattere religioso e mitologico, distinguendosi sempre per l’attenzione prestata allo studio delle emozioni attraverso la luce.

Rembrandt, Saskia come Flora, 1634

Rembrandt, Saskia come Flora, 1634

Nel gennaio 1639 Rembrandt firmò un contratto d’acquisto per una residenza sulla Sint Anthonisbreestraat, un’elegante dimora di mercanti, dove andò ad abitare con la moglie.

La zona all’epoca era nota per il commercio d’arte che vi si faceva, vi si radunavano infatti numerose botteghe di pittura specializzate in ritratti di compagnie di guardie civiche e in altri ritratti di gruppo.

Rembrandt, La ronda di notte, 1642

Rembrandt, La ronda di notte, 1642

La celebre Ronda di notte è testimonianza di questo genere di dipinti a cui anche Rembrandt, come altri prima di lui, dovette piegarsi.

L’occasione della commissione per questa grande tela giunse in occasione dell’arrivo ad Amsterdam, nel 1638, della regina di Francia Maria dè Medici. Tale avvenimento scatenò, infatti, una serie di apparati di festa e anche la gilda degli archibugieri, influenzata da queste manifestazioni, decise di decorare con grandi dipinti la sala del suo quartier generale.

Ogni compagnia doveva essere rappresentata da un ritratto di gruppo, a Rembrandt capitò quella del capitano Frans Banning Cocq e del luogotenente Wilhem van Ruytenburgh, composta da sedici cittadini. Il dipinto di Rembrandt si dimostrò subito innovativo per la trattazione di un quadro di gruppo: non una fredda statica galleria di ritratti, come allora si usava, ma una pittura d’azione mossa e vivace.

“Rembranbdt operò eccellentemente nel suo quadro della milizia ad Amsterdam, anche se nell’opinione di parecchi egli fece del grande dipinto troppo un’opera eseguita secondo le proprie vedute che non il complesso di ritratti che gli era stato commissionato.

In verità quest’opera, comunque possa essere censurata, sopravviverà a tutte quelle che con essa vogliono competere, poichè è così pittoricamente concepita, così focosamente movimentata e così potentemente eseguita, che tutti gli altri dipinti presenti le figurano accanto come carte da gioco.”

(Samuel van Hoogstraten)

Rembrandt, Autoritratto con camicia ricamata, 1640

Rembrandt, Autoritratto con camicia ricamata, 1640

Il 14 luglio 1642 Saskia morì, lasciando Rembrandt solo con il piccolo figlio Tito di appena nove mesi. In questi anni, passando per relazioni difficili e tormentate, Rembrandt dipinse vari quadri di donne nude e sensuali.

Rembrandt, Betsabea con la lettera di Davide, 1654

Rembrandt, Betsabea con la lettera di Davide, 1654

Gli ultimi dieci anni della sua esistenza furono caratterizzati da ristrettezze economiche e da difficoltà legate ad un cambiamento di gusto e di milieu politico. Amsterdam durante i venticinque anni di permanenza del pittore aveva subito numerosi cambiamenti: la vecchia Sint Anthonisbreestraat era stata occupata da ebrei portoghesi, i ricchi mercanti dell’antico centro erano emigrati verso le nuove zone di Herengracht e Keizersgracht.

Era necessario un nuovo municipio, un nuovo palazzo pubblico da decorare. Il Comune preferì, però, rivolgersi, per questa commissione, a Govaert Flinck che aveva soppiantato Rembrandt per il suo stile più moderno e legato al modo di dipingere italiano. Dalla bottega di Rembrandt continuarono, comunque, ad uscire opere di notevole livello ed interesse artistico, caratterizzate da una pennellata più libera e fluida, lontana dalla precisione illusionistica delle opere con cui era divenuto famoso: un’ultima maniera, l’apoteosi dell’opera dell’artista.

Gli ultimi giorni di Rembrandt furono sempre più tristi e funesti: a causa dei magri introiti fu costretto a vendere la tomba della moglie e nel 1668 morì il figlio Tito.

Il 4 ottobre 1669 Rembrandt morì e fu sepolto in un’anonima tomba presa in affitto nella Westerkerk.

Rembrandt, Autoritratto con tavolozza e pennelli, particolare, 1665

Rembrandt, Autoritratto con tavolozza e pennelli, particolare, 1665

Rembrandt van Rijn: un borghese di Amsterdam ultima modifica: 2013-02-03T21:24:44+00:00 da barbara
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