"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Una rivista d’eccezione : Emporium

Una rivista d’eccezione : Emporium

Emporium

Copertina di Emporium, volume II, numero 11, 1895

Emporium iniziò le sue pubblicazioni nel 1895, sotto la direzione dell’Istituto Italiano d’Arti Grafiche di Bergamo, recando l’importante sottotitolo di rivista mensile illustrata d’arte – lettere – scienze. Tale dicitura è molto importante, in quanto sintetizza quelli che sono i caratteri peculiari della rivista, ossia l’interesse per l’apparato illustrativo e la varietà degli argomenti trattati.

Emporium, che dopo il 1915 giunse ad occuparsi esclusivamente dei fatti artistici sotto forma di recensioni di mostre e di esposizioni, nelle sue prime pubblicazioni proponeva diverse rubriche che investivano il campo scientifico e letterario, problemi di attualità, indagini geografiche ed investigazioni etnografiche.

Le stesse manifestazioni artistiche trattate erano varie e diversificate: la pittura, la scultura, le arti decorative ed industriali, l’artigianato, le arti grafiche, con un’attenzione rivolta non esclusivamente ai fatti contemporanei ma anche a quelli più lontani nel tempo.

Emporium

Copertina di Emporium, volume X, numero 56, 1899

Nelle intenzioni degli autori questo doveva essere il programma della rivista: “… i  suoi caratteri distintivi saranno: l’universalità, nel tempo e nello spazio – abbracciando essa nel suo vasto orizzonte ogni manifestazione del bello ed ogni argomento dell’utile; gli uomini del passato e del presente; ogni tema d’attualità, nostrana e forestiera, purchè non effimera, ma d’interesse generale e permanente; la vita in tutti i tempi e sotto tutte le latitudini; l’idealità e la realtà.”

La varietà degli argomenti trattati rappresentò un tratto distintivo e qualificante della rivista bergamasca, la quale, sebbene si rifacesse espressamente ai periodici anglo-americani, in particolar modo all’inglese The Studio, per impaginazione e veste grafica, si differenziava fortemente per i contenuti da queste ultime, le quali si presentavano come riviste prevalentemente artistiche, con una particolare attenzione rivolta all’arte moderna e all’arte applicata.

Emporium

Copertina di Emporium, volume VIII, numero 45, 1898

La particolare attenzione dedicata all’immagine, intesa come dimostrazione ed esplicazione illustrativa, rappresentò l’elemento unificante della varietà di interessi di Emporium. La ricchezza delle immagini presenti nella rivista, non aveva infatti uno scopo puramente estetico o decorativo, ma si proponeva espliciti fini didattico-educativi, nella convinzione che il sapere, tutto il sapere, si potesse tradurre visivamente.

Proprio per questo suo carattere pedagogico e divulgativo, Emporium può, a buon diritto, essere considerata come l’erede del giornalismo romantico dell’Ottocento risorgimentale, che faceva della parola scritta uno strumento di lotta, di liberazione, di conquista morale, intellettuale e civile.

La seconda parte del programma della rivista così infatti recitava: “la finezza, il numero, la varietà delle illustrazioni – il materiale delle quali sarà apprestato con una proporzione, una scelta ed un valore artistico di primo ordine. Anche sotto questo riguardo la nuova rivista si propone di rispondere ad una delle esigenze caratteristiche della odierna coltura, a cui nella fretta dell’apprendere, torna spessissimo più utile il vedere una figura ben fatta, che non leggere un lungo capitolo. Nell’Emporium, adunque, testo e figure, senza essere mai d’ingombro le une all’altro o viceversa, si completeranno reciprocamente, così da porgere al lettore le notizie nella forma meno pesante e più perspicua. “

Emporium

Copertina di Emporium, volume IX, numero 51, 1899

La possibilità di tradurre in immagine il testo scritto fu offerta ai fondatori della rivista dai notevoli progressi condotti, nella seconda metà dell’Ottocento, dalle tecniche di stampa. Prima dell’invenzione della fotografia e del suo utilizzo nell’industria grafica, infatti, le tecniche di stampa erano ancora fortemente arretrate e non adatte alla ripruduzione in serie di illustrazioni.

Emporium svolse un ruolo di primo piano nel deprovincializzare la cultura italiana in epoca postunitaria, cercando di portarla ad un livello europeo ed intenazionale. Pare infatti non essere un caso il fatto che la nascita della rivista coincida con la fondazione della Biennale veneziana, della quale Emporium condivise l’internazionalismo artistico e della quale si occupò dedicandole, nel corso degli anni, numerosi articoli.

“Una grande solennità artistica avrà luogo quest’anno nell’incantevole regina dell’Adriatico, e l’Emporium, per l’indole sua, pel programma e pei mezzi artistici di cui dispone, è chiamato a divulgare nel miglior modo tra il pubblico italiano la conoscenza del notevole avvenimento. […]

Ebbene l’Emporium è lieto di uscire alla vigilia dellò’inaugurazione del fausto avvenimento. La nostra rivista, destinata appunto a far conoscere tutto il bello e il buono, che le nazioni più innanzi nella civiltà, vanno producendo, illustrerà ad uno ad uno quei grandi nomi, riproducendo i quadri e le altre opere artistiche più notevoli a cui devono la loro fama, così da rendere famigliari anche da noi le nuove forme, le audacie, i soggetti e gl’indirizzi a cui va piegandosi l’Arte presso le altre nazioni.”

Emporium

Copertina di Emporium, volume XII, numero 69, 1900

E’ importante tener presente che la rivista non nacque con un preciso programma ideologico di intervento sul piano del dibattito estetico, anche se nelle sue scelte e soprattutto attraverso il peso dell’influenza di Vittorio Pica (dal 1898 direttore della rivista), sancì la vittoria dell’idealismo tra le due correnti ancora in conflitto alla fine del secolo: naturalismo ed idealismo appunto.

“Circondarsi di cose belle e di idee alte dovrebbe essere la grande preoccupazione dell’artista appena uscito fuori dalle strettoie della tecnica. Guardi pure la realtà ma la guardi con l’occhio del sapiente, non con quello dell’ignorante.”

Tale indirizzo culturale è evidente anche nei primi articoli di Emporium dedicati all’arte figurativa che vertono principalmente sugli artisti preraffaelliti, esemplificativi della nuova figura di artista, colto e letterato, che si andava lentamente formando.

Emporium

Copertina di Emporium, volume XXII, numero 127, 1905

Per quanto riguarda le arti grafiche e le arti apllicate, Emporium si dimostrò subito interessata a tali argomenti, entrando nel vivo del dibattito artistico dell’epoca. Anche in questo caso la presenza di Vittorio Pica fu di fondamentale importanza per l’attenzione che dedicò ad ogni forma artistica in tutte le sue più minute manifestazioni.

Anche gli innumerevoli concorsi promossi dalla rivista, tesi a riqualificare in senso estetico gli oggetti d’uso comune, si ponevano entro quel generale clima europeo di riabilitazione delle arti applicate.

“Fin dall’inizio di questa nostra pubblicazione ci avrebbe sorriso il proposito di seguire un uso introdotto, con grande successo, in Inghilterra e in America: l’uso di concorsi artistici a premio, i quali, mentre porgono il destro a giovani artisti e dilettanti di manifestarsi e darsi a conoscere, possono, in pari tempo, presentare al pubblico acconci e bene indovinati motivi applicabili all’ornamentazione, all’industria, agli oggetti di uso domestico e comune. […] Non avvi oggetto, per umile che sia, il quale non possa, volendo, divenire opera d’arte e, pur rispondendo convenientemente all’uso della vita, cui è destinato, soddisfare altresì il senso estetico di chi se ne serve.”

Emporium

Copertina di Emporium, volume XII, numero 72, 1900

 

Una rivista d’eccezione : Emporium ultima modifica: 2013-01-14T14:43:19+00:00 da barbara
5 Comments
  • tramedipensieri
    Posted at 16:47h, 14 gennaio Rispondi

    Per quei tempi…leggo che dev’esser stato il plus ultra!
    Bel post!
    grazie

    • barbarameletto
      Posted at 18:59h, 14 gennaio Rispondi

      In effetti non hai tutti i torti, è stata una rivista di grande importanza e rilievo, sia come veicolo di promozione artistica, sia come oggetto d’arte in se stessa, per la cura nell’ ideazione e realizzazione grafica. Il post è un pò breve, come si addice ad un blog, però magari potrò approfondire l’argomento con altri articoli, dal momento che è stata oggetto della mia tesi di laurea … 😉 Grazie

  • tramedipensieri
    Posted at 20:21h, 14 gennaio Rispondi

    Oh…ma allora potresti approndire di certo!
    Chissà che entusiasmo nel preparare la tesi su un argomento così particolare per quei tempi e molto attuale, ora…
    Se pubblichi altri post li leggerò molto volentieri …

    Grazie e complimenti.
    ciao marta.

    • barbarameletto
      Posted at 20:42h, 15 gennaio Rispondi

      grazie a te come sempre per il tuo sincero interesse 😉

  • gabriele
    Posted at 18:09h, 27 novembre Rispondi

    Salve, sono in possesso dei 6 libri del volume I. Vorrei sapere, gentilmente, il loro valore. grazie mille.

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