"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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De Stijl e il Neoplasticismo

De Stijl e il Neoplasticismo

De Stijl e il Neoplasticismo: Piet Mondrian, Composizione, 1916

Piet Mondrian, Composizione, 1916

“Una volta spinta all’estremo la plastica cubista, ecco che la nuova plastica si trova sull’orlo dell’abisso…E’ verissimo, in quanto ogni plastica ha potuto finora essere sviluppata, continuata verso la plastica pura.

Creata questa, in arte non ci si può però spingere più lontano. Ma l’arte sarà sempre necessaria? Non è essa un misero artificio, destinato a durare solo finchè farà difetto la bellezza nella vita stessa? […]

Sarà allora naturale che la vita stessa sospinga l’arte nel precipizio all’orlo del quale si approssima già oggi. Passerà però ancora molto tempo prima che l’arte finisca ed essa continuerà ancora per molto tempo a riconciliarsi con questa vita imperfetta che conosciamo.

L’arte morfoplastica, che imita la natura, è ancora in pieno rigoglio, il cubismo, l’arte pura ecc. sono ancora poco apprezzati e la neoplastica ancora meno…L’arte non è dunque ancora giunta alla sua fine! Una volta sospinta l’arte nel baratro, il suo vero contenuto resterà.

L’arte si trasformerà, si realizzerà dapprima nel nostro ambiente tangibile, poi nella società…, in tutta la nostra vita, la quale diventerà allora veramente umana.”

(Piet Mondrian, da Il cubismo e la neoplastica, pubblicato su Cahiers d’art, gennaio 1931)

Nel 1917 Van Doesburg fonda la rivista De Stijl, insieme a Mondrian, Van der Leck, Huszàr, agli architetti Oud, Wils, van’t Hoff, al poeta Kok e allo scultore belga Vantongerloo.

Il gruppo attivo attorno a tale rivista può forse essere considerato come l’ultima tra le prime avanguardie storiche, ad esse legato per numerosi rapporti, ma, nello stesso tempo, allineato ai movimenti che intendono superarle: dal Purismo al tardo Espressionismo, volti ad una specifica ricerca architettonica, dal Costruttivismo russo, fino al Dadaismo, il quale contesta integralmente le avanguardie, puntando ad una ridefinizione del linguaggio artistico e ad una riflessione sulla stessa possibilità di rappresentazione dell’arte.

De Stijl e il Neoplasticismo:Piet Mondrian, Composizione con rosso, giallo e blu, 1921

Piet Mondrian, Composizione con rosso, giallo e blu, 1921

Nonostante la difficile genesi della rivista, la particolare autonomia espressiva degli artisti coinvolti e i problematici legami con altri gruppi dell’epoca come, appunto, i dadaisti e i costruttivisti russi, nel 1917, anno di fondazione della stessa, e negli anni immediatamente successivi, molti sono gli elementi omogenei tra i pittori e gli architetti che vi aderiscono e molte le influenze formali reciproche.

La finalità principale espressa da De Stijl è quella di “ottenere che la nuova estetica plastica si riveli, come stile, in tutti gli oggetti, nascendo da nuovi rapporti tra l’artista e la società.”

La tendenza è dunque quella di ricercare una nuova forma d’arte astratta che affermi la sua vicinanza con la vita, fondando un linguaggio universalmente riconosciuto e condiviso e superando, così, l’individualità dell’artista: l’artista moderno è quello dotato di una superiore coscienza razionale.

Come i contemporanei movimenti del Bauhaus e del Costruttivismo, anche De Stijl si proponeva, altresì, di estendere la nuova arte in tutti campi, dall’architettura agli oggetti d’uso comune, e di rinsaldare i legami a livello internazionale con i nuovi linguaggi formali.

De Stijl e il Neoplasticismo: De Stijl, arredamenti in rosso e blu

De Stijl, arredamenti in rosso e blu

La personalità più vigorosa del gruppo è quella di Piet Mondrian che, negli anni di partecipazione alla rivista De Stijl, approda a quella particolare e personale forma di astrattismo neoplastico cerebrale.

Egli perviene a questa sublimazione attraverso una maturazione artistica complessa ed articolata che lo vede passare attraverso il simbolismo olandese, e le relative influenze mistico-teosofiche, fino all’esperienza dell’avanguardia cubista e futurista.

De Stijl e il Neoplasticismo: Piet Mondrian, Composizione con grande piano rosso, giallo, grigio e blu, 1921

Piet Mondrian, Composizione con grande piano rosso, giallo, grigio e blu, 1921

In Mondrian il problema dell’equivalenza “arte e vita”, problema ampiamente dibattuto da tutte le avanguardie, si risolve in una dissoluzione dell’arte figurativa: morte dell’arte che ne sancisce il trionfo, in un’armonia autoreferenziale non più condizionata storicamente.

L’arte acquista così la sua completa autonomia estetica: “l’arte è una funzione spirituale dell’uomo, e ha come obiettivo di liberarlo dal caos della vita (dalla tragedia). L’arte è libera nell’uso dei propri mezzi, ma è soggetta alle proprie interne leggi […] L’arte che noi vogliamo non è proletaria né borghese, poiché essa si impegna a influenzare la cultura nella sua struttura, senza lasciarsi influenzare a sua volta dalle condizioni sociali.” (Piet Mondrian)

De Stijl e il Neoplasticismo: Gerrit Rietveld, sedia rossa e blu, 1917

Gerrit Rietveld, sedia rossa e blu, 1917

L’architettura e la progettazioni di oggetti d’uso, legati al linguaggio di Mondrian, toccano nel gruppo De Stijl vertici di grande livello, basti pensare alla famosa sedia realizzata da Gerrit Rietveld, ancora oggi ampiamente imitata e copiata. L’architettura, così come per la contemporanea esperienza del Bauhaus, esprime nuovi concetti di funzionalità e rigore formale: contro gli orpelli decorativi e i revival storicistici, la nuova espressione plastica tiene conto di forma, destinazione d’uso e materiali, definendosi così attraverso le esigenze pratiche che la determinano.

“ Si può dire con certezza che la forma con cui si manifesterà non sarà fondata sulle caratteristiche esteriori con cui si manifestavano le antiche forme, ma si svilupperà dall’essenza della tecnica moderna e della società moderna, poiché è sempre stato così. Questa è la ragione per cui il suo carattere sarà totalmente diverso da quello di qualunque stile precedente. L’architetto moderno deve perciò, soprattutto, essere ben preparato dal punto di vista tecnico – o per lo meno possedere una nozione pura della tecnica costruttiva moderna – e avere una profonda conoscenza delle concezioni sociali nel senso più ampio”, così nel primo numero di De Stijl Oud definiva la nuova architettura.

Nel 1924 Mondrian esce dal gruppo De Stijl, molte sono le divergenze, ma soprattutto per Mondrian è essenziale riaffermare il valore specifico della struttura pittorica, nell’assoluta convinzione che la pittura non è semplice sperimentazione, ma traduzione in termini figurativi dell’essenza stessa della realtà: se dalla nuova vita la nuova arte può trarre stimoli e riferimenti materiali, solo la manifestazione puramente plastica è in grado di dare forma alla nuova vita.

“L’opera neoplastica è desunta dalla vita, di cui è nello stesso tempo il prodotto, dalla vita continua, che è cultura, evoluzione. […]

Mentre la neoplastica si mantiene nei limiti della sua estetica, l’opera neoplastica può presentarsi in modi diversi, ogni volta rivestita e rinnovata dalla personalità dell’artista a cui deve la sua forza.” 

(Piet Mondrian, da Il cubismo e la neoplastica, pubblicato su Cahiers d’art, gennaio 1931)

De Stijl e il Neoplasticismo: Piet Mondrian, Broadway Boogie Woogie, 1942-1943

Piet Mondrian, Broadway Boogie Woogie, 1942-1943

 

De Stijl e il Neoplasticismo ultima modifica: 2013-01-09T19:42:45+00:00 da barbara
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